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Un'unica azienda per la gestione del trasporto pubblico locale

Il primo tassello della riforma del trasporto pubblico sardo sarà la creazione di un'unica società di gestione, che dovrà aprirsi al mercato e partecipare a una gara internazionale. Alla Regione, con il trasferimento di competenze dallo Stato, anche la gestione delle ferrovie statali e i collegamenti navali con le isole minori.
Trasporto marittimo
CAGLIARI, 19 LUGLIO 2007 - Sembra una rivoluzione, ma in realtà è solo il recepimento di un decreto licenziato nove anni fa dal Governo, anche allora guidato da Romano Prodi: una legge dello Stato che assegna a tutte le Regioni italiane le competenze in materia di gestione e programmazione del trasporto pubblico locale. Di certo la Sardegna avrà un sistema di mobilità moderno e al passo con il resto della penisola e dell'Europa.

La regionalizzazione delle ex concesse governative Fds e Fms prelude alla creazione di un'unica azienda di trasporto nell'isola. Ma il trasferimento di competenze da Roma a Cagliari significherà anche gestire in prima persona i servizi assicurati dalle ferrovie statali e i collegamenti navali tra la Sardegna e le isole minori, attualmente garantiti dai traghetti della Saremar, una società di navigazione del gruppo Tirrenia.

Il primo tassello della riforma del trasporto pubblico sardo sarà la creazione di un'unica società di gestione, che dovrà aprirsi al mercato e partecipare a una gara internazionale. I pilastri della nuova azienda saranno l'Arst, Ferrovie della Sardegna e Ferrovie meridionali sarde.

Queste ultime due, fino ad oggi gestite direttamente dallo Stato, dovranno essere prima acquisite dalla Regione, secondo i termini stabiliti da un iter già in corso. Fds annovera tra le sue fila circa 1450 dipendenti (450 attivi nel settore del trasporto su gomma, quasi 1000 sono impiegati in quello ferroviario). Di questi, 314 sono conducenti; i 266 autobus percorrono 8.100.000 chilometri, di cui 600.000 urbani. Fms ha al suo attivo 250 dipendenti (di cui 140 sono conducenti) e 130 pullman i cui spostamenti coprono 5.800.000 chilometri, 500.000 dei quali urbani.

L'organico dell'Arst conta 890 dipendenti (di cui 648 conducenti) e il parco rotabile è costituito da 455 autobus. Sono in arrivo 100 dei 330 nuovi pullman acquistati dalla Regione allo scopo di sostituire nel giro di due anni i vecchi mezzi con un occhio attento al risparmio, al rispetto dell'ambiente e all'accessibilità alle persone portatrici di handicap. Le "corriere" dell'Arst percorrono in totale 24.200.000 chilometri a coprire le otto province dell'isola.

L'azienda unica che verrà non godrà di corsie preferenziali: "Parteciperà a una gara internazionale, confrontandosi con il mercato, come avviene in tutta Europa", prosegue l'assessore dei Trasporti Sandro Broccia.

Se il contratto di servizio con Trenitalia assicurerà alla Regione il pieno controllo e il monitoraggio costante dei principali collegamenti ferroviari, consentendole di comminare sanzioni in caso di disservizi, altrettanto avverrà sul fronte delle linee marittime tra Palau e La Maddalena e tra Portovesme, Calasetta e Carloforte. Il presente si chiama Saremar: un altro monopolio targato Tirrenia, sia pure su scala ridotta; il futuro prevede invece anche qui una gara internazionale: "Chi parteciperà potrà farlo alle nostre condizioni", ha detto l'assessore Broccia. Sarà la Regione a stabilire numero di navi e soprattutto la frequenza delle corse, un punto dolente nella situazione attuale: ad esempio tra La Maddalena e Palau il servizio termina infatti tra le 19.30 e le 19.45. Una situazione intollerabile, soprattutto perché la Tirrenia percepisce un contributo di oltre 15 milioni di euro dallo Stato.