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Varianti grafiche

La croce rossa in campo bianco con le quattro teste di moro è essenziale nello stemma, ma presenta notevoli variazioni nel tempo.

La fisionomia dei mori raffigurati sullo stemma negli esemplari trecenteschi è accentuatamente negroide, con naso camuso e labbra prominenti; la capigliatura e la barba sono ricciute. Poi i tratti diventano occidentali e manca la barba. I mori sono generalmente tutti uguali; nel frontespizio degli “Annales de la Corona de Aragòn” (1610), invece due mori appaiono più giovani, sbarbati e con corona principesca, gli altri due anziani, barbuti e con corona reale. Non viene a mancare, dove la tecnica rende possibile rappresentarlo, il colorito bruno della pelle.
L'orientamento varia, ma il viso è prevalentemente rivolto a sinistra. Si conoscono esempi con mori affrontati al centro, (frontespizio del volume “Alabanças de los santos de Sardeña” di Francesco Carmona del 1631) o rivolti a destra (“Capitols de Cort del Stament militar de Serdenya”, 1591); quest'ultimo esempio è rappresentato da una cinquecentina, un'opera a stampa di un'arte tipografica non ancora matura.
La benda non è costantemente raffigurata. I sigilli dei reali aragonesi e lo stemmario di Gelre mostrano i mori con il capo scoperto; la benda sulla fronte si trova a partire dal Quattrocento e compare contemporaneamente alla leggenda della battaglia di Alcoraz. La benda è inoltre alternativa alla corona metallica, raffigurata anche con dettaglio (sigillo di Ferdinando II, “Annales de la Corona de Aragòn”). La benda sugli occhi è una variante del Settecento, forse dovuta a inesatta comprensione del disegno.
La forma del supporto è variabile. Nei sigilli aragonesi lo scudo di forma semitonda si inserisce all'interno di una legenda circolare. Nello stemmario di Gelre i quattro mori sono raffigurati su una bandiera rettangolare. Lo scudo risente della moda barocca, assumendo una forma ovale e acquisendo nella cornice elaborate decorazioni. Dai tipi settecenteschi, attraverso successive rielaborazioni che si consolidano ai primi del Novecento, si arriva alla forma adottata ufficialmente.