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Sardegna-Uruguay, Floris: "Accordo apre nuovi scenari di sviluppo economico"

25.11.10 - comunicati stampa - anno 2010
"L’incontro Sardegna – Uruguay ci offre l’occasione di reintrodurre nel calendario della politica regionale tutte quelle forme di collaborazione internazionale che, in linea con le norme dello Statuto Sardo, prevedono la stipula di accordi commerciali, di rilevante interesse economico per la nostra Isola”. Lo ha detto l’assessore degli Affari generali, personale e riforma della Regione, Mario Floris, che stamane, in rappresentanza del Presidente della Giunta Ugo Cappellacci, ha aperto a Cagliari i lavori del convegno “1840-2010 Sardegna Uruguay.

Dai 170 anni di amicizia e rapporti culturali e commerciali ai nuovi possibili scenari di sviluppo economico”, alla presenza delle massime rappresentanze diplomatiche uruguaiane. “Abbiamo accolto con favore l’invito dell’ambasciatore dell’Uruguay in Italia, Gustavo Anibal Alvarez Goyoaga, a visitare il loro paese assieme a una delegazione di imprese sarde – ha sottolineato Floris, richiamando le previsioni statutarie dell’articolo 52 – per dare immediata concretezza e operatività agli orientamenti della Giunta regionale che intende aprire nuove prospettive di sviluppo coinvolgendo l’opinione pubblica, i settori produttivi e la classe politica isolana”.

L’esponente dell’esecutivo regionale, nel ricordare in più passaggi il reciproco legame di amicizia che storicamente unisce il popolo sardo alla comunità uruguaiana, ha posto l’accento sulla strategicità della collaborazione fra Europa e America Latina, anche alla luce della prossima “V Conferenza nazionale Italia – America Latina e Caraibi”, in programma il prossimo anno a Roma.

“E’ nostro intendimento come Regione – ha puntualizzato Floris - giocare un ruolo propositivo di impulso e attiva partecipazione. E la collaborazione che stiamo oggi definendo va proprio in questa direzione. Peraltro, va sottolineato che il percorso preparatorio alla Conferenza del 2011 potrebbe caratterizzarsi da eventi incentrati sulle tematiche di valorizzazione del comparto agricolo, della forestazione e delle energie rinnovabili, temi a noi molto cari e ai quali stiamo dedicando una particolare attenzione nel nostro protocollo di collaborazione”.

Un orientamento condiviso dall’ambasciatore uruguaiano che ha manifestato il desiderio “di dare nuova linfa al legame storico tra la Sardegna e l’Uruguay, attraverso nuovi accordi tra le parti, che possano fungere da stimolo sia per gli operatori del settore economico commerciale che per quelli del settore culturale”.

Un ulteriore spunto di riflessione per il rafforzamento della collaborazione è offerto dalle celebrazioni, il prossimo anno, del 150° anniversario dell’Unità nazionale. "Un’occasione importante che unisce la Sardegna e l’Uruguay nel nome di Giuseppe Garibaldi: l’eroe dei due mondi che mise radici nell’isola e, in particolare, a Caprera - ha rammentato l'assessore Floris - che raccoglie le sue spoglie mortali, dopo l’esperienza politica e culturale in Uruguay, paese in cui alla sua morte, nel 1882, in una commemorazione solenne, il Governo decretò onori nazionali al “generale”.

Note Trattato - Il 29 ottobre del 1840, il Regno Sardo e la Repubblica Orientale dell’Uruguay, dopo aver instaurato relazioni ufficiali nel 1834 con reciproco scambio di autorità consolari, firmarono a Torino il Trattato di amicizia, commercio e navigazione. Esattamente centosettant’anni fa i due Paesi, con questo accordo bilaterale, intesero rafforzare i propri rapporti di amicizia, non solo e non più sotto il profilo prettamente diplomatico. Infatti, il Trattato permise ai due Stati di rafforzare la propria collaborazione nel settore della navigazione, sia per il trasporto delle persone che per quello delle merci, e nel settore del commercio.

Il Trattato offrì dunque l’opportunità, anche alla parte insulare del Regno Sardo, ovvero alla Sardegna, di instaurare rapporti più stretti e proficui con l’Uruguay nel campo della navigazione, con un aumento del numero delle navi battenti bandiera uruguaiana che attraccarono nel porto di Cagliari, e nel settore del commercio. Già dal 1840, a Cagliari vi era infatti la presenza di un vice console della Banda Orientale.

I rapporti commerciali si intensificarono anche e dopo il 1861 quando il Regno Sardo divenne Regno d’Italia, con il ruolo decisivo che sarà svolto dalla Camera di Commercio di Cagliari nel promuovere l’esportazione di diversi beni prodotti nell’isola verso il lontano paese latino-americano.