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Finanziaria, La Spisa: "Manovra non è vuota serve comune senso responsabilità"

08.12.10 - comunicati stampa - anno 2010
L'assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, ha fatto alcune precisazioni ("pur comprendendo i toni accesi delle opposizione") sulla Finanziaria all'esame del Consiglio.

"Questa manovra finanziaria nasce - ha ricordato - da una quantificazione di risorse di circa 6 miliardi e 700 milioni di euro di entrate, che corrispondono a quanto lo Statuto assegna alla Sardegna. É in corso il confronto con lo Stato e la Giunta è costantemente impegnata a ottenere il rispetto di quanto ci è dovuto".

L'esponente della Giunta ha, quindi, confermato, sul versante della spesa, tutta la parte di trasferimenti al sistema dei Comuni e delle imprese finalizzate ad affrontare la crisi economica e contemporaneamente a sostenere la crescita.

"L'accusa di una Finanziaria vuota è assolutamente infondata - ha sottolineato -. Proprio per la crisi sono stati stanziati per le politiche del lavoro 200 milioni, sulla base di un accordo con i sindacati. Tutto ciò si aggiunge alla conferma di tutti gli stanziamenti per la disabilità, per la povertà, non autosuffucienza, assistenza ad anziani e alle varie forme di emarginazione sociale. Contemporaneamente siamo intervenuti per sostenere la scuola con 50 milioni stanziati per la riforma e mantenendo per l'Università l'incremento degli ultimi due anni per il fondo unico e per il fondo per la ricerca scientifica. Questi sono i fatti la cui attuazione dipenderà anche dalla velocità con cui si approverà la manovra Finanziaria".

"Al di là delle polemiche e pur non nascondendo le tensioni politiche esistenti, riteniamo che maggioranza e opposizione - ha concluso La Spisa - siano chiamate a dare una risposta di responsabilità ai cittadini sardi, che attendono la disponibilità di queste risorse. L'opposizione ha mostrato finora senso di responsabilità. Crediamo che insieme si possa dare una risposta positiva, rinviando, come avvenuto in campo nazionale, a un momento successivo le polemiche".