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Riforme. Consegnata Carta Udine a ministro Boschi. Pigliaru: “Autonomia regioni speciali tutelata attraverso principio dell'intesa"

10.11.16 - comunicati stampa - Comunicati stampa
Il presidente della Regione Francesco Pigliaru, insieme ai presidenti di Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e i presidenti delle Province autonome di Trento e di Bolzano Ugo Rossi e Arno Kompatscher, ha consegnato questa mattina al Ministro per le Riforme Maria Elena Boschi la Carta di Udine. Il testo, firmato il 7 ottobre, definisce il ruolo delle Autonomie speciali nel quadro della riforma costituzionale.
“La Carta di Udine è il frutto di un lavoro approfondito e costruttivo che le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome hanno portato avanti insieme”, spiega il presidente Pigliaru. “Per noi è essenziale tutelare e rinforzare la nostra autonomia e i valori che rappresenta. Il documento condiviso sottolinea il principio dell'intesa e ne ribadisce l'importanza e l'efficacia ai fini della salvaguardia della specialità. Lo strumento dell’intesa, che regola i rapporti tra Stato e Autonomie speciali nel processo di revisione statutaria, è molto forte. Significa che, su questo fronte, nessuna decisione può essere presa dallo Stato centrale unilateralmente, ma può avvenire esclusivamente attraverso un’intesa con le Autonomie interessate”.
Secondo il presidente Pigliaru “le Autonomie speciali, come viene sottolineato nella Carta sottoscritta a Udine, possono divenire laboratorio, magari attraverso una strategia costituzionale comune, per la sperimentazione di altre forme avanzate di autonomia virtuosamente competitive. Si tratta di una nuova stimolante sfida per rispondere alle mutate esigenze della società e proiettare nel futuro la nostra specialità, nel pieno rispetto della nostra autonomia.”
L'assessore degli Affari generali e Riforme Gianmario Demuro, che il 7 ottobre a Udine ha firmato la Carta in rappresentanza del Presidente e che oggi ha partecipato alla consegna del documento al Ministro Boschi, ricorda che"la diversità è un aspetto riconosciuto anche dalla riforma, che garantisce le Regioni a Statuto speciale attraverso l'intesa. Il principio pattizio che regola le relazioni tra lo Stato e le regioni speciali deve essere interpretato come strumento di garanzia per il rilancio della specialità. Quest'ultima non deve essere considerata come un fortino all'interno del quale rinchiudersi perché a sua tutela vige l'ascolto e la condivisione che ci deve essere tra lo Stato e la Regione come previsto dalla stessa Costituzione".
“Nella Carta di Udine - aggiunge Demuro - viene chiarito che il legislatore costituente ha pienamente confermato, nel nostro ordinamento, il valore delle Autonomie Speciali. Resta la differenziazione, non viene messa in discussione la specificità come si evince dall'art. 39, comma 13, della legge costituzionale di riforma che esplicitamente esclude l'applicabilità, alle Regioni e Province autonome, delle nuove norme costituzionali salvo non sia espressamente previsto in un'intesa”.
Demuro infine si sofferma sulla clausola di supremazia che consente allo Stato, con una procedura complessa, di intervenire in materie di competenza regionale a tutela dell'unità giuridica ed economica della Repubblica o dell'interesse nazionale: “La clausola non limita la nostra autonomia perché anche in questo caso il principio dell'intesa difende le nostre prerogative. La formulazione dell'articolo 39 tutela integralmente la nostra specificità”.