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Peste suina africana, tre dei sei allevamenti colpiti dalla Psa a Sarule e Orani risultati positivi al virus. Laddomada: dati che non ci sorprendono

24.11.16 - comunicati stampa - anno 2016
Sono tre su sei gli allevamenti, interessati dagli abbattimenti lo scorso 11 novembre fra Sarule e Orani, a essere risultati positivi al virus della Peste suina africana (PSA). Lo rende noto il rapporto elaborato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna (IZS) che ha analizzato i prelievi effettuati su 25 dei 39 suini depopolati due settimane fa, con 8 animali risultai positivi. I focolai di PSA erano scoppiati nei due comuni barbaricini lo scorso mese di maggio e solo grazie a un repentino intervento delle autorità sanitarie e all’immediata emissione delle ordinanze di abbattimento dei maiali malati, firmata dai sindaci del luogo, aveva permesso di circoscrivere e contenere la diffusione del virus.

L’esperto. “Non è sorprendente che a distanza di cinque o sei mesi, su un territorio già colpito dalla PSA, si presentino dei casi di suini, apparentemente sani, ma che dopo i dovuti controlli risultino positivi al virus; questi animali sono dei potenziali diffusori della malattia e adeguate misure di controllo devono essere applicate rigorosamente. Anche se, ripeto, i suini sono apparentemente sani”. Così il direttore generale dell’IZS, Alberto Laddomada, che ha aggiunto: “I dati elaborati su Sarule e Orani descrivono con estrema chiarezza quanto sia lungo e anche difficile contenere un focolaio una volta scoppiato e quanto sia importante garantire il monitoraggio nei mesi seguenti al periodo di criticità”.

Lavoro di squadra. “L’elemento che incoraggia sugli interventi portati avanti nelle ultime settimane – ha concluso Laddomada – è legato alla decisiva collaborazione avuta con gli amministratori locali, soprattutto i sindaci, e con gli allevatori proprietari degli animali malati che hanno agevolato e favorito il lavoro del personale dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della Peste suina africana”.