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Il Presidente Soru: non difendo quella mostra, difendo l'arte contemporanea

23.11.06 - comunicati stampa - anno 2006
"Non ho difeso la mostra. Ho difeso l'arte contemporanea''. Il Presidente della Regione, Renato Soru, ha chiarito la sua posizione sulla mostra in corso all'Assessorato dei Beni culturali, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano dei collegamenti fra le dimissioni di Elisabetta Pilia e quell'iniziativa.

"Le dimissioni mi sono state comunicate per lettera, non ho avuto modo di parlarle - ha detto Renato Soru - né prima e né dopo, quindi non ho veramente modo di rispondere. Certo è che io non sono felice di quella mostra. Non ho difeso la mostra. Ho difeso l'arte contemporanea, ho difeso l'intuizione positiva dell'assessore di aprire l'Assessorato non solo agli utenti e agli uffici ma a un pubblico più vasto. L'aveva già fatto nel momento in cui aveva aperto i magazzini della Regione e aveva regalato i libri ammucchiati in troppi anni. E' stata una delle cose belle che ha fatto, in cui ha messo in una relazione più positiva gli uffici, a volte visti con ostilità, e i cittadini. Questa volta ugualmente si voleva aprire gli uffici a una fruizione diversa, quella di un luogo dove non solo andare a sbrigare delle pratiche ma dove incontrare l'arte contemporanea''.

"Qualcuno - ha continuato il Presidente della Regione - contesta innanzitutto l'arte contemporanea. Che ci stanno a fare i copertoni o la voce di un cane che abbaia all'ingresso? Ho difeso l'arte contemporanea dicendo che è difficile da capire certo, ci disorienta, siamo abituati fin da ragazzini a considerare arte una cosa diversa, un disegno ben fatto, un manufatto, una scultura ben fatta, un quadro che rappresenta bene della frutta, un paesaggio. Insomma, l'arte era una cosa che ci rassicurava, che ci compiaceva. Oggi l'arte ha uno scopo contrario, quella di mettere dubbi, di sconvolgere, qualcuno diceva non più quello di mettere ordine, come era l'arte di un tempo, ma di mettere caos nell'ordine e quindi capisco che possa disorientare.
Detto questo - ha continuato Soru - alcuni dipendenti si sono lamentati dell'odore dei copertoni al secondo piano. Posso capire, in effetti uscendo dall'ascensore c'era un odore da gommista magari questo poteva essere evitato e quindi capisco, posso capire il fastidio. Così come non scandalizza più nessuno l'immagine di un nudo dell'arte e ha scandalizzato altre epoche storiche in cui si mettevano le foglie, si dipingevano le foglie sopra i quadri del Rinascimento, poi le foglie sono state tolte. E allora lì - ha detto ancora il Presidente della Regione - ci sono dei quadri, ci sono delle opere, ci sono dei nudi che non dovrebbero scandalizzare ma comunque opportunamente sono state messe in uno spazio più riservato dove sicuramente chi non vuole andarle a vedere non le vede''.

Renato Soru ha risposto anche a un'ultima domanda sulla stessa mostra: "Non ho trovato strettamente necessario, ma forse sbaglio io, il buffet. Ma forse sbaglio io perché ho cercato di dare a questa Giunta un atteggiamento di sobrietà, perché i soldi pubblici vanno trattati con rispetto e allora noi non abbiamo mai fatto un pranzo, una cena, un buffet. E vale la pena di continuare su questo percorso. Quindi non era necessario il buffet, non era strettamente necessario''.