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DL rilancio edilizia, Cappellacci: non è in arrivo "Tsunami cemento"

Sulla Sardegna non si sta per abbattere uno ''Tsunami di cemento''. L'immagine della catastrofe naturale è riecheggiata nelle parole con cui in serata il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, insieme agli assessori dell'Urbanistica e della Programmazione, Gabriele Asunis e Giorgio La Spisa, hanno commentato - in una conferenza stampa in Consiglio regionale - le ultime fasi del dibattito in Aula conclusosi con l'approvazione del disegno di legge di rilancio dell'edilizia.
CAGLIARI, 16 OTTOBRE 2009 - Sulla Sardegna non si sta per abbattere uno ''Tsunami di cemento''. L'immagine della catastrofe naturale è riecheggiata nelle parole con cui in serata il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, insieme agli assessori dell'Urbanistica e della Programmazione, Gabriele Asunis e Giorgio La Spisa, hanno commentato - in una conferenza stampa in Consiglio regionale - le ultime fasi del dibattito in Aula conclusosi con l'approvazione del disegno di legge di rilancio dell'edilizia.

Il Governatore è partito proprio da questo punto, cioè dalla reale portata del provvedimento varato oggi dall'Assemblea. ''Capisco che è un po' entrato nel linguaggio per un'esigenza di semplificazione il titolo 'Piano Casa', ma noi abbiamo spiegato da subito - ha ricordato - che si tratta di una legge che punta a rilanciare un settore importante per l'economia isolana e da tempo in sofferenza, quello dell'edilizia, perché il "Piano casa" vero e proprio sarà ben altro. Ma al di là di questo aspetto, mi auguro che, con la conclusione dell'iter in Consiglio, cessino le strumentalizzazioni e le mistificazioni con l'opposizione ha cercato di lanciare un messaggio del tutto falso e fuorviante. Non abbiamo fatto assolutamente - ha aggiunto - una legge che portera' a "colate di cemento" sulle coste e in tale aree o zone di pregio del nostro territorio. Con questa legge, che e' - lo ripeto - un tassello di un percorso e un programma di sviluppo economico-sociale della nostra isola, non ci sara' nessuna devastazione ma una serie di interventi che puntano a recuperare e riqualificare il nostro patrimonio edilizio. E a riprova di cio' e' introduzione, per i casi di piccoli incrementi delle volumetrie, di un terzo 'passaggio di garanzia'. Oltre all'Ufficio regionale del Piano Paesaggistico e alla Sovrintendenza nazionale dei beni paesaggistico-ambientali, abbiamo previsto l'istituzione di una Commissione regionale per il Paesaggio, che sarà composta da tre saggi di livello internazionale, che avranno l'ultima parola''. Un'altra falsità segnalata dal presidente è quella sull'introduzione con la legge della possibilità di ampliamenti fino al 25% per gli alberghi:'' è una possibilità già prevista dalla legislazione vigente e noi abbiamo solo fissato una regola che vale per tutti, mentre nella passata legislatura sono state concesse deroghe che hanno portato ad ampliamenti per oltre un milione e 600 mila metri cubi, ma col sistema delle intese, cioè quelle a favore di pochi''.

Su questo aspetto è tornato anche l'assessore Asunis, il quale ha osservato che la gran parte delle strutture ricettive dell'isola rischiano ormai di finire fuori mercato proprio perché non hanno una serie di dotazione e servizi aggiuntivi (beauty-farm e fitness, sale congressi, etc). ''Purtroppo in queste ultime settimane e' stato un continuo 'alzare il tirò a chi la sparava più grossa, come quando si è detto che con le nostre modifiche abbiamo violato il Codice Urbani. E' esattamente il contrario e la legge approvata guarda soprattutto a quella che e' la realtà economica della nostra isola, fatta di tante piccole e microimprese, a cui con questa legge diamo finalmente un po' di ossigeno''.

Infine, l'assessore della Programmazione è tornato sul significato del percorso avviato:''l'abbiamo detto in campagna elettorale, l'abbiamo scritto nel nostro programma di governo ed e' la nostra bussola. Quanto noi parliamo di sviluppo della Sardegna, noi guardiamo innanzitutto alla persona come valore assoluto. Sono tre le linee guida di questo progetto che deve sempre avere come valore di riferimento l'uomo:le intraprese (includendo in tale accezione le imprese e il lavoro), la cultura (come strumento indispensabile per migliorare la qualità della vita) e, per ultima, ma non tale in questa graduatoria di valori, il nostro ambiente-paesaggio-territorio".

"Un aspetto quest'ultimo - ha concluso - al quale guardiamo con la massima attenzione anche perché solo preservandolo e valorizzandolo possiamo sperare di invertire la tendenza allo spopolamento e le previsioni demoscopiche che dicono che tra qualche decennio la Sardegna avrà poco più di un milione di abitanti. Un territorio, quindi, da difendere ma, soprattutto, da vivere".