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Cooperazione: Regione e centrali insieme per proporre nuova legge di settore

"Dobbiamo individuare i capisaldi della cooperazione, per arrivare alla realizzazione della nuova normativa regionale", ha detto l'assessore Manca.
Assessore al lavoro Manca
CAGLIARI, 31 AGOSTO 2010 - Rilanciare il sistema cooperativistico sardo e superare una legge di settore ormai obsoleta, attraverso una serie di seminari condotti da esperti di livello nazionale. Questo, in sintesi, il tema dell'incontro voluto dall’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, con i rappresentanti regionali di Legacoop, Confcooperative, Agci, Unci e Unicoop. La legge di settore (L.R. n. 5/1957), che ha oltre cinquant’anni di vita, era stata pensata per una Sardegna completamente diversa da quella attuale. Oggi è uno strumento non adeguato alle esigenze delle imprese cooperative che devono lavorare nel mercato e affrontare le sfide del sociale sempre più importanti. I seminari, secondo le intenzioni dell’assessore Manca, dovranno servire a fare il punto sulle normative vigenti e per una serena riflessione dell'amministrazione regionale insieme alle centrali cooperative, le quali - sottolinea Manca - "hanno sposato l’iniziativa e mostrato da subito grande disponibilità a condividere un progetto ambizioso".

"Per un intervento realmente organico – spiega l’assessore – il ruolo del capitale umano deve essere posto al centro di tutto, come d’altronde persegue la filosofia mutualistica. Dobbiamo individuare i capisaldi della cooperazione, per arrivare alla realizzazione della nuova normativa regionale. Un secondo step riguarderà invece la focalizzazione sui numeri della cooperazione nell’Isola: non tanto per conoscere quante sono le cooperative in attività, quanto per comprendere come agiscono le strutture del mondo della cooperazione, la sua evoluzione nel corso degli anni, le eventuali specializzazioni esistenti e quelle richieste dal mercato, le opportunità di cui avvalersi. Il tutto inquadrato in un'ottica di interessi unitari, e non particolari o personalizzati, in modo da arrivare ad un intervento legislativo che sia davvero incisivo. Ulteriori iniziative andranno pensate con il pieno coinvolgimento delle parti sociali, secondo il nostro modo di operare".