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Ex legge 28, definito il percorso per la chiusura degli investimenti finanziati

Disposte dalla Giunta le norme per la chiusura delle procedure residue della ex legge 28/1984. È fatta salva la sua applicazione esclusivamente per la concessione di contributi riferita alle domande pervenute alla Regione entro il 31 dicembre 1999, ed istruite nei settori della produzione di beni e servizi e del turismo.
Assessore al lavoro Manca
CAGLIARI, 17 SETTEMBRE 2010 - La Giunta regionale ha disposto le norme per la chiusura delle procedure residue della ex legge 28/1984. È stata infatti approvata la proposta dell’assessore del Lavoro, Franco Manca, d’intesa con gli assessori del Turismo e della Programmazione, per definire i processi con gli istituti di credito cui è stata affidata l'istruttoria relativa alle agevolazioni previste all’articolo 12 della L.R. n.1/2002, con la quale era stata abrogata la legge 28/1984. È fatta salva la sua applicazione esclusivamente per la concessione di contributi riferita alle domande pervenute alla Regione entro il 31 dicembre 1999, ed istruite nei settori della produzione di beni e servizi (compresi quelli socio-assistenziali) e del turismo.

La legge n.1/2002 era stata approvata dal Consiglio regionale per rendere i provvedimenti urgenti a favore dell’occupazione più compatibili alle norme del Trattato della Comunità europea in materia dei regimi di aiuto di Stato. In questa avanzata fase terminale dell’applicazione della norma transitoria prevista dalla legge regionale n.1/2002, era importante la definizione delle richieste di agevolazioni che hanno concreta possibilità di essere chiuse positivamente con il completamento dell’investimento iniziato già in attuale fase avanzata di realizzazione. Gli investimenti ammessi alle agevolazioni, che alla data di adozione della Direttiva risultino già realizzati in misura non inferiore al 50 per cento di quella prevista, possono essere completati entro un termine non superiore ai ventiquattro mesi.

“In più – sottolinea l’assessore Manca – con la normativa in vigore, oltre al rischio di vedere non più finanziati gli investimenti, vi era quello ancor più grave di vedere revocati gli importi già erogati. In questo modo, invece, consentiremo di ultimare la realizzazione di investimenti produttivi che erano fermi da un lungo periodo, tutelando gli operatori che, in caso di mancato finanziamento, avrebbero visto vanificate le loro iniziative".