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Emigrazione: l'assessore Manca ha incontrato cinque giovani provenienti da Argentina e Stati Uniti

Si è conclusa la parte operativa e itinerante della seconda fase del progetto regionale “Corso di formazione sui programmi di mobilità giovanile europea”. L’iniziativa dell’Assessorato regionale del Lavoro, condotta in collaborazione con la Filef, è stata realizzata attraverso due fasi distinte ma collegate.
Cagliari, 5 novembre 2010 - Si è conclusa la parte operativa e itinerante della seconda fase del progetto regionale “Corso di formazione sui programmi di mobilità giovanile europea”. L’iniziativa dell’Assessorato regionale del Lavoro, condotta in collaborazione con la Filef (Federazione italiana lavoratori emigranti e famiglie), è stata realizzata attraverso due fasi distinte ma collegate. La prima si è svolta tra il 6 e il 12 aprile 2008, pochi giorni prima della Conferenza internazionale dell'emigrazione (dal titolo "I sardi nel mondo"): aveva coinvolto 15 figli e nipoti di emigrati sardi provenienti da Argentina, Belgio, Canada, Germania, Stati Uniti, Svizzera e Italia, i quali avevano preso parte a un corso di formazione sulla progettazione di eventi di mobilità giovanile e sull’accesso ai fondi europei per i giovani. I partecipanti avevano poi elaborato il progetto relativo alla fase successiva di applicazione concreta di quanto appreso, che ha coinvolto cinque dei partecipanti della prima fase, provenienti dall’Argentina e dagli Stati Uniti, i quali hanno avuto come obiettivo la realizzazione di un’indagine conoscitiva sul fenomeno dell’immigrazione e dell’emigrazione in Sardegna.
L’assessore regionale del Lavoro, Franco Manca, questa mattina li ha incontrati per conoscere l’esperienza maturata in Sardegna dal 16 ottobre ad oggi, soprattutto nei Comuni coinvolti (Loculi, Lula, Allai, Serri, Mandas e Dolianova), dal 20 ottobre al 1° novembre. I cinque giovani, emigrati di seconda e terza generazione, hanno effettuato numerose interviste – a 20 emigrati di ritorno, 21 immigrati e 40 giovani tra i 18 e i 30 anni – che hanno permesso di raccogliere testimonianze significanti sulla percezione dei movimenti di emigrazione ed immigrazione nell’Isola. Per spostarsi hanno utilizzato un camper. La permanenza in ciascun paese non ha superato i due giorni. Il viaggio è stato raccontato in un blog (www.ildiariodelcamper.blogspot.com), aggiornato durante le tappe.
Rivolgendosi ai cinque giovani (Francesca Bandino, New Jersey/USA; Magali Misses, Fabiana Ponce, Eduardo Toro e Santiago Trapani, Argentina), l’assessore Manca ha sottolineato che “gli emigrati di oggi hanno la valigia fatta di competenze e cervello. Purtroppo la Sardegna si impoverisce e ne beneficiano altri Paesi: lo vediamo anche con il Master and Back concepito alla vecchia maniera. È un gap che si può superare soltanto offrendo ai giovani delle opportunità di lavoro, purtroppo una merce rara un po’ ovunque”. “Gran parte dei nostri emigrati ha superato gli ‘anta’ – ha ricordato Manca –: i più giovani presidenti dei Circoli del Sud America hanno oltre 70 anni. C’è l’ esigenza di passare il testimone tra le generazioni e di riorganizzare le nostre strutture all’estero. Non a caso abbiamo destinato ai giovani buona parte delle risorse per il 2010. Questi ragazzi conoscevano la Sardegna per lo più dai racconti dei nonni e dei genitori, ora c’è stata una prima presa di contatto. Desideriamo replicare questa iniziativa con dei progetti mirati, come stage ed educational tour. Si dice che i Circoli siano un po’ le ambasciate sarde all’estero, ma non è esattamente così perché mancano le necessarie competenze: penso, per esempio, al commercio di prodotti agroalimentari tipici o dell’artigianato isolano. Non ci si può improvvisare imprenditori. La Regione, attraverso le iniziative elaborate in collaborazione con la Consulta dell’emigrazione, intende individuare le professionalità tra i giovani, che devono farsi portatori anche della nostra identità culturale”.