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Lavoro, piani di inserimento professionale, Manca: strumento per attenuare disagio occupazione giovanile

I Pip, strumento di inclusione occupazionale giovanile, prevedono l'inserimento di giovani disoccupati e inoccupati, per 6 mesi full time o un anno part time.
Assessorato del Lavoro
CAGLIARI, 13 DICEMBRE 2010 - "I Piani di inserimento professionale sono uno dei tanti strumenti messi in campo dall'assessorato regionale del Lavoro per cercare di attenuare il grave disagio della disoccupazione giovanile e rivitalizzare il mercato del lavoro". Così l'assessore Francesco Manca ha sintetizzato gli obiettivi dei Piani di inserimento professionale (PIP), iniziativa attivata dall’Agenzia regionale per il lavoro, in occasione del convegno di promozione del bando, tenutosi stamane a Cagliari.

I PIP, strumento di inclusione occupazionale giovanile, prevedono l’inserimento di giovani disoccupati e inoccupati, per 6 mesi full time o un anno part time, in un’azienda privata o all’interno di associazioni di categoria, studi, ordini o collegi professionali, nell’ambito delle quali i beneficiari svolgeranno una vera e propria attività lavorativa (di 760 ore), accompagnata da un percorso formativo (di 200 ore). Il bando è rivolto a disoccupati di età compresa fra i 18 e i 25 anni, sino a 29 anni se laureati. Il finanziamento su base regionale è di complessivi 6 milioni e 200mila.

Davanti a un folto pubblico di giovani, in gran parte studenti, disoccupati e inoccupati, l’assessore Manca ha fatto il punto sui problemi generali che affliggono il mondo dell’occupazione: “I giovani sono una delle parti più esposte alla crisi del mercato del lavoro, investita da una crisi ormai strutturale, aggravata da quella del 2009, che non dà certezze di stabilità. Ma ho la convinzione che si può ripartire, soprattutto dalla coesione sociale, vero valore aggiunto in grado di farci uscire dalle secche della stagnazione. Poiché i fattori, come industria e agricoltura, su cui avevamo basato il nostro sistema economico, sono in crisi, bisogna pensare ad altre traiettorie. I settori da sviluppare e valorizzare sono quelli dell’ ambiente, della green economy, turistico e manifatturiero e agroalimentare”.

“Per affrontare questa emergenza - ha concluso l’assessore Manca - bisogna puntare sull’auto -imprenditorialità, l’assessorato regionale del Lavoro ha messo in campo tutta una serie di iniziative in questo senso: l’erogazione dei fondi per il microcredito, un sistema creditizio sostitutivo rispetto a quello delle banche, rivolto a soggetti non bancabili, che ha avuto un notevole riscontro e successo, il progetto ‘Lunga estate, per sostenere i livelli occupazionali in ‘bassa’ stagione nel settore turistico, il recente bando ‘Europeando’ e altri bandi specifici per l’auto-impresa, che partiranno a inizio 2011. Stiamo ottenendo risultati positivi anche sui tempi dell’erogazione dei fondi, elemento decisivo nella riuscita di questi bandi”.

Dopo l’assessore regionale è intervenuto il direttore dell’Agenzia regionale per il lavoro Stefano Tunis, che ha spiegato come i PIP siano “uno strumento doppiamente utile, avendo una connotazione formativa e lavorativa. L’azienda che ospita ha la possibilità di formare e mettere alla prova un giovane, con possibilità di ricevere incentivi economici a seguito di un’eventuale conversione del PIP in rapporto di lavoro. Il giovane, dal canto suo, ha l’opportunità di affrontare un percorso, alternato fra formazione e lavoro, all’interno dell’azienda, e di acquisire professionalità con reali prospettive di assunzione e, dunque, di rapido inserimento nel mondo del lavoro".

"L’Agenzia regionale del Lavoro - ha aggiunto Tunis - ha valutato l’esperienza del PIP del 2005, individuando le criticità, cioè la difficoltà di promuovere il bando e le rigidità di alcune linee guida. Il nuovo bando parte dal perfezionamento di questi aspetti nell’intento di far incontrare domanda e offerta di lavoro: è stato riscontrato che più le risorse umane si fanno conoscere, maggiori sono le possibilità di stabilizzazione. Il contatto diretto del giovane con l’azienda crea, sul medio – lungo periodo, un sorta di indispensabilità".