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Ue - Cappellacci, trasformare sistemi energetici per garantire competitività e tutela ambientale

Il presidente ha sottolineato la necessità di definire un meccanismo di supporto specifico per una diffusione capillare e competitiva delle rinnovabili nel mercato, in considerazione del previsto crescente decentramento della produzione di energia.
Bruxelles
BRUXELLES, 17 APRILE 2012 - "Per garantire la competitività del settore ed una risposta efficace al cambiamento climatico i nostri sistemi energetici devono trasformarsi".Così il presidente Ugo Cappellacci ha aperto a Bruxelles l'illustrazione del parere della Commissione ENVE (Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici) del Comitato delle Regioni UE sugli obiettivi comunitari in materia energetica. "Il fatto che attualmente - ha spiegato - la maggior parte dell’energia impiegata proviene da combustibili fossili determina la necessità di affrontare una serie di problematiche: trovare alternative alla riduzione della disponibilità delle risorse; elaborare risposte adeguate ai cambiamenti climatici; gestire la distribuzione dei combustibili fossili, che determina una forte disparità nei consumi energetici fra i vari paesi,a livello globale e la dipendenza energetica dell’Europa dalle importazioni".

Per affrontare e realizzare questa trasformazione la Commissione europea ha messo a punto una "Tabella di marcia per l’energia 2050", che necessita di una fase propositiva per delineare un quadro di riferimento efficace nel guidare con ‘urgenza’ le scelte degli attori istituzionali e degli investitori verso un nuovo modello energetico. In questa fase propositiva occorre - ha osservato il presidente della Regione - un approccio graduale (per esempio, con target intermedi al 2030) e misurabile al fine di consentire una puntuale valutazione sia in termini economici, che sociali e ambientale.

La trasformazione del sistema energetico in chiave sostenibile non può prescindere inoltre - ha aggiunto - dalla valutazione dell'impatto della crisi finanziaria ed economica: alla chiarezza del quadro di riferimento sarebbe opportuno far seguire la definizione di un preciso piano di investimenti. Infine, è evidente come la realizzazione di un nuovo sistema energetico passi attraverso la valorizzazione del ruolo delle istituzioni locali e regionali nel perseguire le strategie comunitarie e la chiara definizione delle modalità di interazione tra i vari attori istituzionali. "Anche nei futuri scenari energetici europei il carbone costituisce una fonte aggiuntiva per un portafoglio energetico diversificato e per contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento. Ovviamente il riferimento - ha precisato - è al carbone pulito e sicuro grazie all'auspicato sviluppo delle tecnologie della cattura e dello stoccaggio del carbonio rispetto alle quali la Sardegna intende puntare grazie al progetto CCS Sulcis".

Il presidente ha sottolineato la necessità di definire un meccanismo di supporto specifico per una diffusione capillare e competitiva delle rinnovabili nel mercato, in considerazione del previsto crescente decentramento della produzione di energia. Occorre inoltre proporre modalità che semplifichino l’accesso più semplice da parte delle istituzioni (e delle piccole e medie imprese) ai prestiti della Banca Centrale europea per investimenti relativi allo sviluppo di sistemi energetici sostenibili. Cappellacci ha infine sposto l'accento sulla revisione dei regolamenti dei Fondi Strutturali, in modo che sia possibile promuovere una collaborazione pubblico-privato per lo sviluppo decentralizzato di tecnologie a bassa emissione di carbonio.

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