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Sanità penitenziaria: De Francisci, no a nuovi ospedali psichiatrici giudiziari in Sardegna
"Il tavolo con tutti gli attori accreditati, tra cui il Tribunale di sorveglianza e altri soggetti istituzionali giudiziari - spiega l'assessore De Francisci - è al lavoro già da tempo in un clima di assoluta collaborazione fra le parti. È intento di tutti gli organismi e delle istituzioni coinvolte programmare un assetto organizzativo capace di garantire un equilibrio fra gli interventi sanitari e le esigenze di sicurezza, come richiesto dalla normativa nazionale".
Cagliari, carcere di Buoncammino

CAGLIARI, 2 MAGGIO 2012 - "In Sardegna non aprirà nessun nuovo "piccolo manicomio" né ospedali psichiatrici giudiziari, ma strutture in grado di accogliere i detenuti con patologie della psiche, con l'obiettivo di tutelare la loro salute in una cornice di sicurezza per il resto della cittadinanza". Lo chiarisce l'assessore regionale della Sanità, Simona De Francisci, in merito al dibattito di questi ultimi giorni sul futuro degli attuali Ospedali psichiatrici giudiziari.

"Il tavolo con tutti gli attori accreditati, tra cui il Tribunale di sorveglianza e altri soggetti istituzionali giudiziari - spiega l'assessore De Francisci - è al lavoro già da tempo in un clima di assoluta collaborazione fra le parti. È intento di tutti gli organismi e delle istituzioni coinvolte programmare un assetto organizzativo capace di garantire un equilibrio fra gli interventi sanitari e le esigenze di sicurezza, come richiesto dalla normativa nazionale".

Nell'ultimo incontro, tenutosi a Nuoro il 5 aprile, è emersa l'esigenza che anche nell'Isola possa essere operativa una struttura attiva 24 ore, ad elevata intensità sanitaria e dotata di adeguati sistemi di sorveglianza, per accogliere quei detenuti che attualmente non possono essere dimessi per la loro pericolosità sociale. È oggetto di discussione anche un'eventuale struttura terapeutico-riabilitativa per l'accoglienza di pazienti dove possano essere attivati specifici progetti in grado di favorirne il reinserimento in società. Quattro pazienti sono già nell’Isola, mentre gli altri 29 torneranno nei prossimi mesi. In accordo con gli specialisti e la magistratura si stabilirà in quale tipologia di residenza dovranno essere assistiti.

"Siamo in attesa di ricevere le linee guida dal ministero della Salute, così come previsto dalla legge nazionale 9/2012 - aggiunge l’assessore De Francisci - per decidere quali caratteristiche debbano avere queste strutture. In ogni caso, per i pazienti sardi considerati dimissibili sono stati già attivati progetti terapeutico socio-riabilitativi individualizzati in strutture regionali già accreditate".