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Sanità, intesa Regione-Slow medicine. Arru: "Cure sobrie e meno sprechi"

“E’ necessario superare l’attuale modello sanitario - ha detto l’assessore Arru - troppo dispendioso e che spesso rivela scarsi benefici per il cittadino paziente. C’è un abuso nella prescrizione di analisi e farmaci: siamo una delle Regioni con la più alta spesa farmaceutica e sociosanitaria. Dobbiamo tendere a una maggiore umanizzazione delle cure, e alla salute come bene comune”.
CAGLIARI, 6 GIUGNO 2015 - Un protocollo d’intesa tra Regione e Slow Medicine - firmato questa mattina dall'assessore della Sanità Luigi Arru e dal Presidente del movimento Antonio Bonaldi, medico torinese esperto di Sanità Pubblica - darà il via a una collaborazione per una medicina più sobria, giusta e rispettosa. La firma del documento è stata apposta a conclusione della due giorni di convegno organizzata ieri e oggi dall'Ordine dei medici della Provincia di Cagliari nella Sala Cis in viale Bonaria.

I principi di Slow medicine. Per migliorare le pratiche di assistenza sanitaria nel territorio, il movimento di volontari promuove un modello che si riassume in tre concetti cardine: cure sobrie, rispettose e appropriate. “E’ necessario superare l’attuale modello sanitario - ha detto l’assessore Arru - troppo dispendioso e che spesso rivela scarsi benefici per il cittadino paziente. C’è un abuso nella prescrizione di analisi e farmaci: siamo una delle Regioni con la più alta spesa farmaceutica e sociosanitaria. Dobbiamo tendere a una maggiore umanizzazione delle cure, e alla salute come bene comune”.

La Sardegna, ha ricordato il rappresentante della Giunta Pigliaru, è una regione speciale dal punto di vista sanitario. "Abbiamo un’alta incidenza di malattie come il diabete insulino dipendente, la sclerosi multipla e la talassemia, solo per citarne alcune. Inoltre - ha proseguito Arru - operiamo all'interno di un modello organizzativo che soffre di una inappropriata centralità ospedaliera, che prevede ricoveri con permanenze eccessive. Il nostro obiettivo è quello di ridisegnare il sistema della rete ospedaliera regionale, in maniera più razionale ed efficiente".

Cosa prevede il protocollo. La collaborazione terrà conto dei Piani di sviluppo approvati in ambito regionale per l’attivazione, negli ospedali e nelle organizzazioni territoriali, di iniziative finalizzate alla promozione della salute, con particolare riferimento ai principi di Slow medicine, che sarà di supporto anche nello sviluppo dei programmi regionali e locali. Nella fase di affiancamento e formazione Slow medicine sarà presente agli eventi ufficiali e presenterà il progetto, mettendo in evidenza quelle che sono le pratiche e il rischio di inappropriatezza. Saranno formati i medici e gli altri professionisti del settore sanitario e valutati i risultati delle ricerche cliniche e l’abilità di comunicazione e relazione con i pazienti.