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Grenaches du Monde, promossa l'edizione sarda: col coinvolgimento di tutti il Cannonau può "diventare grande"

Per l’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci, che ha fatto gli onori di casa insieme al collega del Turismo Francesco Morandi, non ci sono dubbi. "Siamo felici - dice - di aver ospitato una manifestazione internazionale così importante, che ci ha permesso di portare in una vetrina internazionale il nostro vino Cannonau, prodotto d'eccellenza e simbolo dell'identità della Sardegna: puntiamo moltissimo sull'agroalimentare di alta qualità, un settore di forte richiamo che può e deve diventare il nuovo volano di sviluppo dell'economia di tutta la regione."
CAGLIARI, 12 FEBBRAIO 2017 - Grenaches du monde, bilancio lusinghiero per la quinta edizione organizzata dalla Regione grazie al lavoro dell’agenzia regionale LAORE: la formula “itinerante”, una novità per il concorso enologico nato in Francia per mettere a confronto i Cannonau da tutto il mondo, si è rivelata una scelta azzeccata per fornire a produttori di 7 paesi e agli oltre 100 delegati delle giurie una fotografia il più ampia possibile della varietà produttiva, enogastronomica, storica e culturale della nostra isola. Se infatti il concorso vero e proprio e le sue iniziative collaterali si sono svolte nell’arco di tre giorni tra Nuoro, Alghero e Cagliari, nell’anno intercorso tra l’investitura ricevuta a Saragozza e l’edizione sarda, il percorso di avvicinamento al concorso ha coinvolto tutte le zone produttive del Cannonau in uno sforzo corale mirato a cambiare l’approccio alla promozione del Cannonau Doc di cui “Grenaches du monde” rappresenta la prima tappa.

Paci: portiamo la Sardegna nel mondo. Per l’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci, che ha fatto gli onori di casa insieme al collega del Turismo Francesco Morandi, non ci sono dubbi. “Siamo felici – dice - di aver ospitato una manifestazione internazionale così importante, che ci ha permesso di portare in una vetrina internazionale il nostro vino Cannonau, prodotto d'eccellenza e simbolo dell'identità della Sardegna: puntiamo moltissimo sull'agroalimentare di alta qualità, un settore di forte richiamo che può e deve diventare il nuovo volano di sviluppo dell'economia di tutta la regione. Ma Grenaches du Monde ci ha dato un'altra occasione preziosa, mostrare la nostra splendida Sardegna in tutto il mondo, con i suoi paesaggi, il suo mare, le zone interne, le tradizioni, l'artigianato e, appunto, l'agroalimentare: uno spot eccezionale per una terra che ha potenzialità enormi, qualità unica, prodotti introvabili altrove. Facciamoli conoscere, questi prodotti. E facciamoci conoscere: portiamo la Sardegna nel mondo, dimostriamo che la nostra offerta è davvero esclusiva, attiriamo i turisti, convinciamoli a tornare. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo".

Ibba: già al lavoro per un’alleanza con gli altri paesi produttori. “Non finisce qui”, assicura Maria Ibba, direttrice dell’agenzia LAORE che ha curato l’aspetto organizzativo del concorso su mandato dell’Assessorato dell’Agricoltura. “Il lavoro di questi mesi sta già dando frutti importanti: il press tour di ottobre e l’incontro dei consorzi di tutela di novembre a Jerzu hanno gettato le basi per rapporti che porteranno a iniziative comuni sul Cannonau con gli altri paesi del Mediterraneo. Stamattina, prima della partenza, i delegati dei consorzi stranieri hanno incontrato i tecnici di LAORE per preparare la partecipazione a progetti in ambito comunitario”, dice. “Confrontarci in più occasioni negli ultimi mesi ci ha permesso di definire gli elementi di comunanza tra i territori coinvolti che serviranno a valorizzare le specificità locali: nei dodici mesi che ci porteranno all’edizione 2018 in Catalogna, contiamo di fare nuovi e ulteriori passi avanti”.

Usala: successo nato dalla condivisione. Quasi di “rivoluzione copernicana” per il settore vitivinicolo sardo parla Marcello Usala, presidente del Consorzio di tutela del Cannonau Doc e delle cantine Antichi poderi di Jerzu. “Ringraziamo la Regione che ha voluto portare in Sardegna il concorso, ma anche il consorzio francese CIVR che ci ha dato un esempio concreto di come l’apertura, la condivisione e il lavoro in rete siano molto più proficui della logica dell’orticello e del particolare che spesso ha azzoppato la crescita della viticoltura, un settore economico strategico e di grandissima qualità: lo dicono le medaglie vinte anche quest’anno”. Per Usala non c’è tempo da perdere in “polemiche di bassa lega sulle location della fase finale della manifestazione, il calendario è stato concordato in un anno di continuo confronto tra Regione e Consorzio e i fatti ci hanno dato ragione: il successo ben oltre le previsioni e l’alta partecipazione dei produttori sardi è stata innescata proprio dal coinvolgimento di tutti i territori negli appuntamenti di questi mesi”. Ma il lavoro prosegue: “Nei tre giorni del concorso ho parlato e incontrato amministratori locali e produttori che vogliono continuare in questa direzione già da lunedì, perché lavorando insieme possiamo essere più forti e portare crescita e sviluppo a tutto il comparto”.