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La lingua sarda comune è tutta da costruire

Il Presidente della Regione, intervenuto alla conferenza annuale sulla lingua sarda tenuta a Paulilatino il 5 maggio scorso, ha ribadito che si deve utilizzare la sperimentazione della lingua sarda comuna, per arrivare a una lingua ufficiale vera e propria, rappresentativa di tutti i sardi.
CAGLIARI, 10 MAGGIO 2007 - "Divide et impera, dicevano i romani dei popoli sottomessi, e così è stato per i sardi a causa della loro lingua frammentata in tanti dialetti". Sono le parole del Presidente della Regione pronunciate nel suo sardo di Sanluri alla conclusione della conferenza annuale sulla lingua sarda che si è tenuta a Paulilatino il 5 maggio scorso. Parole che hanno fatto riflettere i presenti sulla situazione linguistica della Sardegna di oggi.

"Forse proprio per questa nostra ricchezza e diversità linguistica – ha proseguito Renato Soru – non siamo riusciti a fare come la Valle d'Aosta, dove abbiamo l'italiano e il francese, o come il Friuli, dove abbiamo l'italiano e il friulano. Eppure, come è stato ricordato anche oggi, siamo la minoranza linguistica più grande d'Italia, la seconda lingua per numero di parlanti del nostro Stato".

Al pubblico del teatro Grazia Deledda, che per l'occasione era gremito, Soru ha ricordato i tratti salienti delle scelte relative alla questione della codificazione linguistica. "Sa Limba sarda comuna non è la lingua ufficiale della Regione, ma un progetto sperimentale per il quale bisogna ringraziare prima di tutto i commissari e gli esperti che hanno accantonato le loro idee personali per pervenire a una visione comune. Non siamo stati primi. Ci sono altri che in passato hanno tentato ma è andata male, per vari motivi. Noi abbiamo ripreso il discorso e lo abbiamo realizzato concretamente".

Secondo il presidente della Regione la tendenza sarà quella di utilizzare questa sperimentazione, che già si sta facendo, per arrivare a una lingua ufficiale vera e propria che possa essere rappresentativa di tutti i sardi. La lingua sarda comune è tutta da costruire. Particolarmente attento, anche nelle manifestazioni di consenso, è stato il pubblico della conferenza quando Soru ha affrontato il tema della salvaguardia effettiva della lingua e del suo ruolo nella società sarda contemporanea.

"Mi meraviglio molto, quando sento qualcuno che mi chiede a cosa ci serve il sardo visto che abbiamo l'italiano e l'inglese – ha ribadito Soru –. Forse per parlare con i nonni? Per raccontare barzellette? Questo veramente non lo capisco. Il sardo è una grande ricchezza che abbiamo come popolo che si vede come una nazione, che ha una identità nazionale. E' una grande ricchezza, avere una lingua. Lasciarla morire o buttarla via mi sembra veramente terribile".

Soru ha invece spiegato di non essersi per niente meravigliato dei risultati della ricerca e di essere anzi in sintonia con questi dati. Secondo il Presidente della Regione invece altri si sono meravigliati della ricerca e hanno avuto timore dei suoi contenuti. Le rilevazioni statistiche hanno messo infatti in evidenza che solo una percentuale irrisoria di residenti è estranea al mondo linguistico locale mentre quasi il 70 per cento afferma di saperla parlare e il resto di capirla. Dal punto di vista politico, secondo il responsabile della Giunta regionale, se si afferma che chi dice di parlare in realtà è un "sedicente" parlante ma non riesce, allora ciò merita un intervento politico preciso e forte perché è chiaro che i sardi soffrono di questa mancanza che va assolutamente recuperata.

Che fare, dunque, per rispondere al bisogno urgente di lingua locale che hanno manifestato, senza alcun dubbio attraverso dati statistici inoppugnabili, i sardi? "Intanto proseguire con la sperimentazione del codice linguistico giuridico regionale che la commissione incaricata aveva redatto l'anno scorso – ha chiarito Soru – che in seguito agli studi abbiamo visto che è naturale ed esistente al 90% e oltre per cento e rappresenta un punto di mediazione delle varianti linguistiche. Secondo, è tempo di valorizzare la lingua nei concorsi pubblici e incentivare chi la conosce". Soru ha poi annunciato che è ormai tempo di insegnarla a scuola in modo efficace e stabile.


Consulta i documenti:
-Introduzione [file.pdf]
-La metodologia impiegata [file.pdf]
-Appendice [file.pdf]
-Rapporto finale. Le lingue dei Sardi [file.pdf]