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Il Presidente Soru e l'assessore dei Trasporti Sandro Broccia: no alla proroga della convenzione alla Tirrenia fino al 2012

Nella riforma del trasporto pubblico locale rientrano anche i collegamenti navali con le isole di La Maddalena e San Pietro, che giocano un ruolo niente affatto marginale nella questione Tirrenia.
Nave passeggeri
CAGLIARI, 23 LUGLIO 2007 - La Regione, attraverso il suo Presidente Renato Soru e l'Assessore dei Trasporti Sandro Broccia, ha espresso in più occasioni la propria contrarietà alla proroga della convenzione fino al 2012, concessa dal Governo alla compagnia guidata da Franco Pecorini.
Il concetto è semplice: a dispetto di cospicui finanziamenti statali, fino ad oggi Tirrenia ha impedito una vera continuità territoriale tra la Sardegna e la penisola sul fronte dei collegamenti navali, in particolare dal porto di Cagliari; per questo motivo la Regione vuole mettere in discussione il monopolio della compagnia napoletana e affidare le rotte da e per l'isola attraverso una gara internazionale.
L'obiettivo è aprire al mercato tutte le rotte, comprese le tratte con La Maddalena, San Pietro e la cittadina corsa di Bonifacio, attualmente gestite dalla Saremar, una delle compagnie regionali che fanno capo al gruppo Tirrenia. "Per assicurare i collegamenti con le nostre isole minori - ricorda l'assessore Broccia - Saremar riceve oltre 15 milioni di euro dallo Stato. In cambio, la qualità del servizio lascia molto a desiderare. Prendiamo in esame la tratta La Maddalena-Palau: il primo traghetto salpa alle ore 7, l'ultimo alle 19. Da Palau la prima corsa è alle 7.30, l'ultima alle 19.30. Questa non è continuità".
Nei mesi scorsi Broccia ha inviato una lettera al commissario europeo per i Trasporti Jacques Barrot, nella quale viene espressa la posizione di contrarietà della Regione sarda alla proroga della convenzione con la Tirrenia per altri quattro anni, come previsto dall'ultima legge finanziaria.
Dal canto suo la compagnia gioca a fare concorrenza ai privati sulle rotte più remunerative durante la stagione estiva, con le spalle coperte dai cospicui finanziamenti statali. "Il nodo centrale della questione è questo: Tirrenia esiste perché esiste la Sardegna", spiega l’Assessore. Lo testimoniano i numeri, illustrati da Broccia: "Il 35% del totale dei passeggeri trasportati dalla compagnia viaggia sulle linee da e per la Sardegna. Sono 5 milioni di passeggeri su un totale di 13 milioni. I passeggeri trasportati sulle sole linee regionali (gestite da Saremar) sono 2 milioni (il 25% del totale dei passeggeri che viaggiano sulle linee regionali). Giusto per fare un raffronto, i passeggeri trasportati dalla gemella Siremar in Sicilia sono 510 mila".
Alla luce di questi dati cosa vuole la Regione? "La Sardegna ha bisogno di migliorare sensibilmente la continuità territoriale via mare con la penisola attraverso il potenziamento dell'intera rete portuale sarda: un obiettivo che tra le altre cose ci consentirebbe di ridurre il traffico di tir e mezzi pesanti sulla 'Carlo Felice'; inoltre è necessaria una vera continuità interna con le isole di La Maddalena e San Pietro", dice l'assessore.
Ecco che diventa fondamentale il ricorso a una gara internazionale "aperta alle compagnie di navigazione che decidano di parteciparvi". "Spetta alla Regione sarda, con il contributo dello Stato – conclude Broccia –, fissare le regole in termini di individuazione delle rotte, del costo dei biglietti, dei tempi di percorrenza e della qualità del servizio".