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L'assessore Rau: come abbiamo scelto le Zone franche urbane

In una nota l'assessore regionale dell'Industria, Concetta Rau, ribadisce i criteri utilizzati dalla Regione per la scelta delle Zone franche urbane. Le Zfu previste per tutto il territorio nazionale sono 18, di cui non più di tre possono essere presenti in una sola regione.
Nuoro centro storico
CAGLIARI, 30 LUGLIO 2008 - Le dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti politici a proposito della delibera della Giunta regionale sulle Zone franche urbane (Zfu) sono fondate, a voler pensare bene, sulla non conoscenza dei minimi elementi di base normativi su tale strumento e sulla materia.

La delibera, infatti, dà seguito a una procedura identificata nel dettaglio, senza alcun margine di discrezionalità e negoziazione, su uno strumento specifico previsto dalla Legge Finanziaria nazionale del 2007 e modificato nel 2008 recependo le indicazioni della Commissione Europea richiamate nella pre-notifica informale in sede comunitaria.

La Commissione Europea in sostanza ha indicato la strada per rendere compatibili con le norme comunitarie le Zfu previste dalla legge nazionale sul modello di altre esperienze europee.

Le Zfu previste per tutto il territorio nazionale sono 18, di cui non più di tre possono essere presenti in una sola regione.

Quindi, nell'ambito di tali regole dettate esclusivamente dallo Stato in conformità delle regole comunitarie, la Regione ha individuato, con apposito studio basato su dati Istat come prevede la legge e affidato all'Osservatorio economico, tutti i Comuni con aree aventi i requisiti minimi previsti dalla legge.

I Comuni con tali requisiti sono 11 e a tutti sono state inviate comunicazioni del procedimento e dei parametri e criteri, basati su un preciso "Indice di disagio socioeconomico" (Ids) che sarà utilizzato dal Ministero dello Sviluppo economico per selezionare le 18 Zfu in tutta Italia.

In specifici incontri con gli 11 Comuni sono state esaminate tutte le procedure di dettaglio, offrendo il supporto tecnico dell'Osservatorio economico per la predisposizione dei singoli progetti.

Degli 11 comuni, 9 hanno predisposto proposte progettuali specifiche e 2, tra cui Nuoro, hanno ritenuto di non procedere in quanto anche nelle zone più marginali avevano un indice di disagio socioeconomico tale da non rientrare in una posizione utile ai fini della selezione finale.

Pertanto, non è mancata certamente alcuna sensibilità della Regione per il territorio nuorese o per altri territori e si è invece predisposto per tutti un utile lavoro di istruttoria per concorrere ad attivare anche in Sardegna Zone franche urbane che possono innescare processi di sviluppo.

L'augurio di tutti è che, invece di polemizzare, ognuno faccia la propria parte per sensibilizzare il Governo nazionale ad attivare più Zfu possibili in Sardegna ed estenda poi questa azione sperimentale a molte più aree in tutti i territori.

Su diverse e nuove modalità di realizzazione della fiscalità di vantaggio in ragione della Autonomia della Sardegna si dovrà e potrà discutere seriamente, con cognizione di causa e conoscendo le normative comunitarie. Su questo la Regione è disponibile a lavorare ancora, con impegno serio e determinato nonostante la politica dei comunicati dei soliti pessimisti e di chi alza la voce solo per polemiche sterili.