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L'UNIONE SARDA - Politica: La giunta:primo maggio,negozi aperti
15.04.2009
Disegno di legge anche per il 25 aprile ma i tempi sono stretti
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Niente più negozi chiusi il 25 aprile e 1° maggio: la novità in un ddl della Giunta regionale. Negozi aperti il 25 aprile e primo maggio. È la risposta che la Giunta regionale intende dare ai commercianti della Sardegna che da tempo chiedevano una deroga all’obbligo di chiusura degli esercizi prevista nei giorni festivi. Un intervento tanto atteso soprattutto nei centri turistici dove con l’arrivo dei visitatori si spera di superare la crisi delle vendite. Ieri la Giunta regionale, su iniziativa dell’assessore del Turismo, Sebastiano Sannitu, ha infatti predisposto un disegno di legge che modifica la legge regionale sul commercio (la numero 5 del 2006) in materia di orari degli esercizi commerciali, prevedendo appunto la possibilità di apertura per il 25 aprile e primo maggio. IL DISPOSITIVO. In base all’articolo 5 della norma tutti gli esercizi al dettaglio devono rimanere chiusi nelle «festività del primo gennaio, Pasqua, lunedì dell’Angelo, 25 aprile, primo maggio, 15 agosto, 25 e 26 dicembre». Norma da sempre contestata dai commercianti in quanto include giorni di grande afflusso turistico, sinonimo quindi di buone vendite. Nessuna contestazione, invece, sulle serrate natalizie, di Santo Stefano, né per quelle Pasquali, che rimarranno in vigore. «Il turismo non si può sviluppare se non ci sono i servizi», ha spiegato l’assessore del Turismo, Sebastiano Sannitu , «pertanto il disegno di legge approvato dalla Giunta va in questa direzione, dando più servizi per i turisti e in particolare in due giornate molto importanti in apertura di stagione ». Il 25 aprile e primo maggio rappresentano, anche secondo l’assessore, «un primo test importante per gli operatori in cui le attività commerciali e i servizi devono essere messi a piena disposizione dei visitatori ». Il provvedimento, inoltre, prevede anche la salvaguardia dell’autonomia degli enti locali che potranno valutare se offrire nelle festività primaverili un’opportunità in più alla promozione dell’immagine della Sardegna. LE REAZIONI. «Finalmente siamo stati ascoltati», sottolinea Massimo Cadeddu , presidente della Ascom di Alghero. «È una battaglia storica della Confcommercio iniziata all’indomani del varo della norma giudicata anomala sulle date inderogabili di chiusura». Una prima deroga alla serrata obbligatoria, infatti, era stata prevista solo per la città di Cagliari in occasione dei festeggiamenti di Sant’Efisio del primo maggio. Previsione che aveva provocato non poche proteste dei commercianti degli altri centri. Soddisfatto dall’attenzione ricevuta dall’assessore Sannitu e della Giunta Cappellacci, anche il presidente di Unioncamere Sardegna, Gavino Sini . «Il rispetto delle pause dal lavoro e dei risposi attiene ai codici morali e sindacali», dice, «ma la chiusura dei negozi, oggi, deve fare i conti con il nuovo modello di società che non si ferma mai». LE RICHIESTE. Non negozi aperti a prescindere, quindi, ma gli esercenti chiedono di poter avere maggiore flessibilità sugli orari e giorni di apertura e soprattutto che la competenza venga data agli enti locali: la concertazione deve essere spostata cioè dal livello regionale a livello locale. E il provvedimento della Giunta prevede infatti che siano i Comuni a stabile l’apertura nei due gironi di deroga. TEMPI. Il disegno di legge passerà ora al vaglio del Consiglio regionale e i commercianti chiedono un’accelerata dell’iter dato che al 25 aprile mancano appena 10 giorni. «Servirebbe una deroga in tempi rapidi per per queste due date», aggiunge Cadeddu, «mentre le altre questioni potranno essere esaminate con calma». Vista anche la disponibilità politica, però, un ruolo importante dovrà essere svolto anche dagli amministratori pubblici che per Sini «non devono fossilizzarsi sulla burocrazia, ovvero sui tempi necessari perché la legge diventi operativa, ma devono essere più flessibili». ANNALISA BERNARDINI

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