Niente più negozi
chiusi il 25 aprile e 1°
maggio: la novità in
un ddl della Giunta
regionale.
Negozi aperti il 25 aprile e primo
maggio. È la risposta che
la Giunta regionale intende dare
ai commercianti della Sardegna
che da tempo chiedevano
una deroga all’obbligo di
chiusura degli esercizi prevista
nei giorni festivi. Un intervento
tanto atteso soprattutto nei
centri turistici dove con l’arrivo
dei visitatori si spera di superare
la crisi delle vendite. Ieri
la Giunta regionale, su iniziativa
dell’assessore del Turismo,
Sebastiano Sannitu, ha
infatti predisposto un disegno
di legge che modifica la legge
regionale sul commercio (la
numero 5 del 2006) in materia
di orari degli esercizi commerciali,
prevedendo appunto la
possibilità di apertura per il 25
aprile e primo maggio.
IL DISPOSITIVO. In base all’articolo
5 della norma tutti gli
esercizi al dettaglio devono rimanere
chiusi nelle «festività
del primo gennaio, Pasqua, lunedì
dell’Angelo, 25 aprile, primo
maggio, 15 agosto, 25 e 26
dicembre». Norma da sempre
contestata dai commercianti in
quanto include giorni di grande
afflusso turistico, sinonimo
quindi di buone vendite. Nessuna
contestazione, invece,
sulle serrate natalizie, di Santo
Stefano, né per quelle Pasquali,
che rimarranno in vigore.
«Il turismo non si può sviluppare
se non ci sono i servizi»,
ha spiegato l’assessore del Turismo,
Sebastiano Sannitu ,
«pertanto il disegno di legge
approvato dalla Giunta va in
questa direzione, dando più
servizi per i turisti e in particolare
in due giornate molto importanti
in apertura di stagione
». Il 25 aprile e primo maggio
rappresentano, anche secondo
l’assessore, «un primo
test importante per gli operatori
in cui le attività commerciali
e i servizi devono essere messi
a piena disposizione dei visitatori
». Il provvedimento, inoltre,
prevede anche la salvaguardia
dell’autonomia degli
enti locali che potranno valutare
se offrire nelle festività primaverili
un’opportunità in più
alla promozione dell’immagine
della Sardegna.
LE REAZIONI. «Finalmente
siamo stati ascoltati», sottolinea
Massimo Cadeddu , presidente
della Ascom di Alghero.
«È una battaglia storica della
Confcommercio iniziata all’indomani
del varo della norma
giudicata anomala sulle date
inderogabili di chiusura». Una
prima deroga alla serrata obbligatoria,
infatti, era stata prevista
solo per la città di Cagliari
in occasione dei festeggiamenti
di Sant’Efisio del primo
maggio. Previsione che aveva
provocato non poche proteste
dei commercianti degli altri
centri. Soddisfatto dall’attenzione
ricevuta dall’assessore
Sannitu e della Giunta Cappellacci,
anche il presidente di
Unioncamere Sardegna, Gavino
Sini . «Il rispetto delle pause
dal lavoro e dei risposi attiene
ai codici morali e sindacali»,
dice, «ma la chiusura dei negozi,
oggi, deve fare i conti con
il nuovo modello di società che
non si ferma mai».
LE RICHIESTE. Non negozi
aperti a prescindere, quindi,
ma gli esercenti chiedono di
poter avere maggiore flessibilità
sugli orari e giorni di apertura
e soprattutto che la competenza
venga data agli enti locali:
la concertazione deve essere
spostata cioè dal livello regionale
a livello locale. E il
provvedimento della Giunta
prevede infatti che siano i Comuni
a stabile l’apertura nei
due gironi di deroga.
TEMPI. Il disegno di legge
passerà ora al vaglio del Consiglio
regionale e i commercianti
chiedono un’accelerata
dell’iter dato che al 25 aprile
mancano appena 10 giorni.
«Servirebbe una deroga in
tempi rapidi per per queste
due date», aggiunge Cadeddu,
«mentre le altre questioni potranno
essere esaminate con
calma». Vista anche la disponibilità
politica, però, un ruolo
importante dovrà essere svolto
anche dagli amministratori
pubblici che per Sini «non devono
fossilizzarsi sulla burocrazia,
ovvero sui tempi necessari
perché la legge diventi
operativa, ma devono essere
più flessibili».
ANNALISA BERNARDINI
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