Dai prossimi giorni una marea di manifesti murali
più piccoli ricoprirà i muri di Sassari, quindi dei tir
pubblicitari con i cartelloni della protesta sbarcheranno
ad Alghero, Porto Torres, Olbia, «Li faremo
arrivare fino a Cagliari», promette l’imprenditore.
Ci hanno dato solo le briciole. Vergogna
». Prima un sito internet,
poi la protesta contro l’allora Governatore
di turno, Renato Soru,
quindi le lamentele ufficiali consegnate
nelle mani del Governo
giapponese e, l’estate scorsa, addirittura
uno sciopero della fame.
Adesso Francesco D’Onofrio,
38 anni, mantovano figlio di emigrati
sardi (la mamma è di Bonnanaro
e lui vive a Sassari da oltre
dieci anni), per protestare contro
il mancato affidamento degli
appalti del G8 a La Maddalena,
ha deciso di tappezzare con cartelloni
formato gigante l’intera città,
e non solo. «È solo l’inizio», dice.
Dalla prossima settimana una
marea di manifesti
murali più piccoli
ricoprirà i muri del
capoluogo sassarese,
e il mese prossimo
dei tir pubblicitari
con i cartelloni
della protesta stazioneranno
nei fine
settimana ad Alghero,
Porto Torres,
Olbia, «Li faremo
arrivare fino
a Cagliari», promette
l’imprenditore
che ha portato il
nome della Sardegna
fino all’Estremo
Oriente grazie
alla sua azienda di
telecomunicazioni
Televideocom, e a
una fiorente ditta
di import-export
che fa viaggiare le
specialità alimentari
italiane in tutto
il mondo.
«La gente deve
sapere che i politici
dell’Isola non hanno
fatto nulla per
fare in modo che
l’organizzazione
del G8 a La Maddalena avesse la
giusta ricaduta economica sulle
imprese sarde». D’Onofrio non ne
fa una questione di colore politico:
«Sono tutti responsabili, senza distinzione
di tessere, la mia non è
una lamentela contro un’amministrazione
di centrodestra o di centrosinistra
», continua, «da tutte le
parti politiche sono arrivate solo
promesse. Adesso che le imprese
sarde sono state tagliate fuori dagli
appalti del G8, i politici fanno
finta di nulla. Si sono dimenticati
i proclami e non danno nessuna
spiegazione. L’unica risposta è il
silenzio imposto dal segreto di
Stato». Per rompere questo silenzio,
Francesco D’Onofrio ha fatto
stampare centinaia di manifesti,
grandi e piccoli. Su un lato c’è una
sua foto con un’aria da combattimento,
e a tutto campo poche frasi,
dirette: «G8 La Maddalena,
un’altra occasione persa per la
Sardegna. Ci avevano proposto il
G8 come un’occasione di rilancio
dell’economia e dell’occupazione
per la nostra Isola. Ci hanno dato
solo le briciole. Istituzioni e politici
sardi incapaci di tutelare gli interessi
delle aziende e dei lavoratori
della nostra Isola, Vergogna!»,
firmato semplicemente Francesco
D’Onofrio, imprenditore sardo.
Perché D’Onofrio, sebbene sia nato
in provincia di Mantova, e parlando
non sbagli nemmeno una
doppia, si considera un sardo a
tutti gli effetti: «Io sono sardo
doc», ci tiene a specificare, «mia
mamma è di Bonnanaro, la famiglia
di Chiaramonti.
Sono rientrato
nell’Isola perché la
considero la mia
terra. Qui ho messo
su casa, famiglia
e azienda. E da
sardo sono preoccupato
per quanto
sta succedendo».
Per dare man forte
a D’Onofrio si prepara
a scendere in
campo il popolo di
Facebook: «il nostro
sito internet,
www.g8xleaziendesarde.
net, ha
avuto centinaia di
contatti in soli due
giorni, e due grossi
community che
contano oltre un
migliaio di iscritti
mi hanno contattato
per annunciarmi
che apriranno
un gruppo dedicato
su Facebook.
Tutti devono sapere
quello che succede
».
VINCENZO GAROFALO
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