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L'UNIONE SARDA - Trasporti e infrastrutture: Sui muri l’ira degli imprenditori
15.04.2009
G8 avaro coi sardi: città tappezzata di manifesti
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Dai prossimi giorni una marea di manifesti murali più piccoli ricoprirà i muri di Sassari, quindi dei tir pubblicitari con i cartelloni della protesta sbarcheranno ad Alghero, Porto Torres, Olbia, «Li faremo arrivare fino a Cagliari», promette l’imprenditore. Ci hanno dato solo le briciole. Vergogna ». Prima un sito internet, poi la protesta contro l’allora Governatore di turno, Renato Soru, quindi le lamentele ufficiali consegnate nelle mani del Governo giapponese e, l’estate scorsa, addirittura uno sciopero della fame. Adesso Francesco D’Onofrio, 38 anni, mantovano figlio di emigrati sardi (la mamma è di Bonnanaro e lui vive a Sassari da oltre dieci anni), per protestare contro il mancato affidamento degli appalti del G8 a La Maddalena, ha deciso di tappezzare con cartelloni formato gigante l’intera città, e non solo. «È solo l’inizio», dice. Dalla prossima settimana una marea di manifesti murali più piccoli ricoprirà i muri del capoluogo sassarese, e il mese prossimo dei tir pubblicitari con i cartelloni della protesta stazioneranno nei fine settimana ad Alghero, Porto Torres, Olbia, «Li faremo arrivare fino a Cagliari», promette l’imprenditore che ha portato il nome della Sardegna fino all’Estremo Oriente grazie alla sua azienda di telecomunicazioni Televideocom, e a una fiorente ditta di import-export che fa viaggiare le specialità alimentari italiane in tutto il mondo. «La gente deve sapere che i politici dell’Isola non hanno fatto nulla per fare in modo che l’organizzazione del G8 a La Maddalena avesse la giusta ricaduta economica sulle imprese sarde». D’Onofrio non ne fa una questione di colore politico: «Sono tutti responsabili, senza distinzione di tessere, la mia non è una lamentela contro un’amministrazione di centrodestra o di centrosinistra », continua, «da tutte le parti politiche sono arrivate solo promesse. Adesso che le imprese sarde sono state tagliate fuori dagli appalti del G8, i politici fanno finta di nulla. Si sono dimenticati i proclami e non danno nessuna spiegazione. L’unica risposta è il silenzio imposto dal segreto di Stato». Per rompere questo silenzio, Francesco D’Onofrio ha fatto stampare centinaia di manifesti, grandi e piccoli. Su un lato c’è una sua foto con un’aria da combattimento, e a tutto campo poche frasi, dirette: «G8 La Maddalena, un’altra occasione persa per la Sardegna. Ci avevano proposto il G8 come un’occasione di rilancio dell’economia e dell’occupazione per la nostra Isola. Ci hanno dato solo le briciole. Istituzioni e politici sardi incapaci di tutelare gli interessi delle aziende e dei lavoratori della nostra Isola, Vergogna!», firmato semplicemente Francesco D’Onofrio, imprenditore sardo. Perché D’Onofrio, sebbene sia nato in provincia di Mantova, e parlando non sbagli nemmeno una doppia, si considera un sardo a tutti gli effetti: «Io sono sardo doc», ci tiene a specificare, «mia mamma è di Bonnanaro, la famiglia di Chiaramonti. Sono rientrato nell’Isola perché la considero la mia terra. Qui ho messo su casa, famiglia e azienda. E da sardo sono preoccupato per quanto sta succedendo». Per dare man forte a D’Onofrio si prepara a scendere in campo il popolo di Facebook: «il nostro sito internet, www.g8xleaziendesarde. net, ha avuto centinaia di contatti in soli due giorni, e due grossi community che contano oltre un migliaio di iscritti mi hanno contattato per annunciarmi che apriranno un gruppo dedicato su Facebook. Tutti devono sapere quello che succede ». VINCENZO GAROFALO

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