Due giorni di speranza, cruciali
per la rinascita economica
dell’Isola. Ieri la Giunta ha varato
il Piano casa sardo, che ricalca
quello nazionale e supera
la politica vincolistica del
piano paesaggistico di Soru.
Stop ai blocchi, via libera a investimenti
per 7,8 miliardi,
scelta auspicata a più riprese
dal mondo politico e imprenditoriale.
Oggi, invece, il presidente
della Regione, Ugo Cappellacci,
partecipa al maxi-vertice
sulla crisi con 11 ministri
e il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Gianni Letta.
L’obiettivo è delineare i
punti fondanti di un nuovo piano
di sviluppo della Sardegna.
IL SUPERVERTICE.A lle 15,30 il
governatore varcherà la soglia
di Palazzo Chigi e raggiungerà
la sala Verde. Attorno al tavolo,
i ministri Giulio Tremonti
(Economia), Sandro Bondi (Beni
e Attività culturali), Maria
Stella Gelmini (Istruzione, Università
e Ricerca), Altero Matteoli
(Trasporti e Infrastrutture),
Stefania Prestigiacomo
(Ambiente, Tutela del territorio
e del mare), Maurizio Sacconi
(Lavoro, Salute e Politiche sociali),
Claudio Scajola (Sviluppo
economico), Luca Zaia (Politiche
agricole), Raffaele Fitto
(Rapporti con le Regioni), Andrea
Ronchi (Politiche europee)
e Michela Vittoria Brambilla
(Turismo). Facile ipotizzare
i temi dell’incontro: dall’industria
al turismo, dalla continuità
territoriale all’occupazione,
dai fondi europei e statali
alla valorizzazione dell’ambiente.
IL PIANO CASA. Intanto, l’esecutivo
ha approvato il ddl sul
Piano casa. Il testo normativo
sarà limato prima in commissione,
poi in Consiglio regionale.
Sarà proprio l’assemblea ad
apporre i sigilli al provvedimento
che - nei propositi - dovrebbe
rimettere in moto l’edilizia
e permettere di eliminare
gli scempi.
LA DELIBERA. Il disegno di
legge sulle “Disposizioni straordinarie
per il sostegno dell’economia”
si articola in tre titoli
e 17 articoli. Il primo titolo
- relativo alle “disposizioni
straordinarie per la riqualificazione
e il rinnovo del patrimonio
edilizio esistente” - codifica
gli incrementi volumetrici su
edifici residenziali, rurali e turistico-
ricettivi. Come previsto
dalla conferenza Stato-Regione,
gli ampliamenti volumetrici
previsti in caso di riammodernamenti
sono in generale
nell’ordine del 20 per cento.
Per chi demolisce e ricostruisce
gli edifici con criteri che
privilegino il risparmio energetico
e l’ambiente il premio
sarà del 35 per cento. Si arriverà
al 40 per cento per chi demolisce
nella fascia di rispetto
e ricostruisce oltre i 300 metri
dalla battigia. In qualche caso,
anche nella fascia di rispetto -
sia per le case che per gli hotel
- saranno concessi interventi
migliorativi. Saranno semplificate
le procedure per le autorizzazioni
edilizie, sostituite da
comunicazioni agli enti di
competenza, e sarà istituita la
commissione regionale per il
paesaggio e la qualità architettonica.
SODDISFAZIONE. «La commissione
urbanistica prenderà
in esame con la massima priorità
il piano casa varato dalla
Giunta», dice il presidente
Matteo Sanna, «e speriamo
che questo provvedimento
possa avere il contributo attivo
della minoranza». Con Simona
De Francisci, vicecapogruppo
del Pdl, Sanna esprime apprezzamento
per l’iniziativa
dell’esecutivo. «Il programma
darà respiro all’economia sarda
», scrivono Sanna e De
Francisci in una nota, «e consentirà
una crescita occupazionale
in un settore come quello
edile da tempo depresso a causa
di scelte politiche pseudo
ambientaliste». E poi: «Fin dall’inizio,
Giunta regionale e
maggioranza hanno ricevuto
ingenerose accuse riferibili al
“mattone”, ma con questo
provvedimento riaffermiamo
la possibilità concreta di conciliare
lo sviluppo con la tutela
dell’ambiente. E se a ciò si aggiunge
una stima di 35 mila interventi
immediati, è facile
comprendere che si darà una
grossa mano alla ripresa».
LORENZO PIRAS
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