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LA NUOVA SARDEGNA - Ambiente e territorio : Tutti contro l’eolico a Is Arenas
17.09.2009
Pd, Pdl e Confindustria: uno scempio gli impianti in mare
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di Roberto Petretto NARBOLIA. La tempesta che si sta sollevando alimenterebbe, se già esistesse, il parco eolico di Is Arenas per diversi giorni. Gli effetti reali sono invece ancora tutti da valutare. Di certo le reazioni alla notizia di un progetto che punta a realizzare un campo di torri eoliche nel mare tra Su Pallosu e S’Archittu sono per ora una sorta di coro unanime: solo voci contrarie e ostili, in un no trasversale che sembra superare schieramenti e ideologie. Gli 80 pali alti 100 metri che la Is Arenas renewables energies vorrebbe installare nel tratto di costa oristanese per molti rappresentano uno scempio da evitare. C’è chi si chiede chi c’è dietro la sigla Iare srl. Non c’è alcun legame con la società che gestisce l’insediamento turistico e il campo da golf dell’omonima pineta: «Nessuna società che opera nel complesso Is Arenas è coinvolta in questa iniziativa, né direttamente, né indirettamente, ad alcun titolo», dice Piero Pellò della Is Arenas -. Un impianto di questo genere modificherebbe il flusso delle correnti e l’ondosità e comporterebbe delle conseguenze per la posidonia. Dove sono ora gli ambientalisti?». Se la Is Arenas del golf e degli alberghi non c’entra nulla, allora chi si cela dietro la Iare srl? La società è stata costituita nell’aprile di quest’anno, ha un capitale sociale di 10 mila euro e tra gli obiettivi c’è, principalmente «l’attività di commercializzazione, distribuzione, installazione, realizzazione e gestione di impianti per la produzione di energia da fonti alternative, rinnovabili e assimilate». L’amministratore unico è un genovese di 47 anni, Stefano Rizzi, che risiede nel Principato di Monaco. Rappresenta una società con sede in Lussemburgo, la Partnercom Sa. Sin qui le scarne informazioni societarie. Il resto del quadro è dato da una raffica di reazioni. In prima fila i parlamentari del Pd che ieri hanno ribadito in una nota quanto già anticipato il giorno precedente con una interrogazione: «L’idea è folle e scellerata - scrivono Caterina Pes e Giulio Calvisi - Non si può prescindere dal parere delle amministrazioni locali e della popolazione, che sappiamo essere largamente contrario a tale tipo di progetto». Il Pd si è mosso anche a livello sardo: il consigliere regionale Antonio Solinas ha presentato un’interrogazione al presidente della giunta e agli assessori all’Ambiente e all’Agricoltura. Solinas chiede di sapere «se sulla richiesta di realizzazione e mantenimento dell’impianto di generazione eolica off-shore nelle acque territoriali della Sardegna sia stata coinvolta, a qualsiasi titolo, l’amministrazione regionale della Sardegna e quali iniziative intendono assumere per evitare che un territorio così importante, sia dal punto di vista turistico-ambientale, sia dal punto di vista economico, possa essere definitivamente compromesso da un insediamento di tale portata». Ma il fronte del No è trasversale. Anche il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Mario Diana, ha presentato un’interrogazione urgente: «Il parco eolico di Is Arenas non deve essere autorizzato senza il coinvolgimento della Regione e delle popolazioni locali - scrive Diana in un’interrogazione all’Assessore regionale agli Enti Locali, Gabriele Asunis -. La notizia ha provocato grande sconcerto nella popolazione del territorio». Oltretutto, ricorda Diana, «non risulta che la società abbia presentato alcuna richiesta di Valutazione di impatto ambientale, sia in sede regionale che in sede nazionale». Il capogruppo del Pdl puntualizza un altro aspetto: «Realizzare il parco eolico su un’area del demanio marittimo consente un iter autorizzativo estremamente semplificato, non implica il rispetto delle norme del Piano paesaggistico regionale e riduce al minimo le possibilità di intervento da parte dell’Amministrazione regionale, delle comunità locali e delle loro rappresentanze istituzionali». Diana chiede all’assessore Asunis che «il rilascio delle necessarie autorizzazioni sia preceduto dalla consultazione della popolazione locale e che l’iter avvenga con il coinvolgimento della Regione». Anche la Confindustria oristanese ha espresso «la massima preoccupazione» per il progetto del campo eolico a Is Arenas. «Tale iniziativa - scrive in una nota il presidente Antonello Garau - va bocciata senza esitazioni. Rappresenta la mortificazione di qualsiasi vocazione turistica futura della Provincia. Un tratto enorme, oltre duemila ettari, dell’incantevole e incontaminato tratto della costa oristanese sarebbe deturpato e violentato in modo definitivo, precludendo per il futuro ogni possibilità di sviluppo turistico. Se tale operazione andasse a buon fine sarebbe il requiem di ogni possibilità di sviluppo per l’intera Provincia e del suo futuro di sviluppo». Gli industriali oristanesi richiamano «le forze politiche e sociali ad una lotta senza riserve a tale iniziativa, affinché ognuno per le proprie competenze si assuma la responsabilità di fermare quello che è un vero e proprio scacco matto alla volontà di crescita, di sviluppo economico e di riscatto di questa Provincia».

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