Il vento della polemica si
abbatte sul grande parco
eolico progettato (per ora
solo sulla carta) nel mare
oristanese. Turbolenze
monsoniche perché alle
ottanta torri alte un centinaio
di metri su uno specchio
d’acqua di oltre duemila
ettari tra S’Archittu e
Su Pallosu, vanno aggiunti
altri tralicci. Quelli che
dovrebbero spuntare nel
tratto di mare antistante la
spiaggia di Sassu, e al largo
di Capo Frasca, davanti
alla Costa Verde. In trincea
già da mercoledì i comitati
in difesa del mare e
delle coste oristanesi. E
mentre Pdl (Mario Diana
in Regione), e Pd (Caterina
Pes e Giulio Calvisi in Parlamento
mentre Antonio
Solinas in Regione)
e Confindustria
sarda
lanciano
l’allarme su
quello che potrebbe
essere
l’impatto di
una simile opera
faraonica,
pesano i dubbi
sollevati da diversi
addetti ai
lavori. Fra questi
la Taddei
impianti, una
srl di Trento
che ha presentato una
proposta di parco eolico al
comune di Porto Torres:
«Un progetto discutibile
quello proposto nell’Oristanese,
con tecnologie obsolete.
Oggi basta una sola
macchina per produrre lo
stesso quantitativo di
energia».
SASSU. La richiesta di
concessione demaniale è
stata presentata dalla società
“Raddusa Energy”
con sede legale a Treviglio,
in provincia di Bergamo.
Al largo della diga foranea
del porto industriale si
vorrebbero installare venti
pale eoliche con caratteristiche
più o meno simili a
quelle progettate nel litorale
di San Vero Milis e Cuglieri.
Qualcosa di abbastanza
simile dovrebbe
spuntare a dalla Costa
Verde.
I TEMPI. La richiesta è
stata pubblicata sulla Gazzetta
ufficiale europea e
ora partono le prime osservazioni.
«Prima di avviare
tutta la procedura ci
siamo preoccupati di coinvolgere
gli enti locali interessati
– aveva spiegato il
comandante della Capitaneria
di porto di Oristano,
Alberto Ugga a fine luglio
nel servizio pubblicato in
anteprima da L’Unione
Sarda – Tra i sindaci non
c’è molto entusiasmo per
questo progetto, anzi abbiamo
riscontrato una decisa
contrarietà». Ora tutti
i Comuni potranno presentare
le loro obiezioni e
il Ministero dovrà tenerne
conto.
IS ARENAS. L’idea di realizzare
un parco tra le onde
nasce a Bosa e ha finanziatori
svizzeri. È della
società “Is Arenas energie
rinnovabili” che
vorrebbe installare
gli impianti,
a distanza
di oltre un
miglio dalla costa,
realizzando
uno scavo a
trentacinque
metri di profondità.
In pratica
una distesa
di pali alti circa
cento metri nello
specchio di
mare tra Su
Crastu Biancu e
S’Archittu.
LAVORO. Sulle ricadute
occupazionali, le due società
ipotizzano l’assunzione
di almeno trecento
operai, ma la strada per i
progetti si preannuncia
tutt’altro che spianata. Prima
di avviare i lavori sarà
dunque necessaria la concessione
demaniale che
dovrà essere firmata direttamente
dal Ministero delle
Infrastrutture.
I DUBBI. Dalla Taddei impianti,
società del settore
che ha presentato un progetto
di parco eolico a Porto
Torres arriva un primo
avvertimento. «Qui stanno
partendo con una tecnologia
già vecchia», dicono i
responsabili della srl. «Per
quanto ci riguarda oggi si
possono ottenere quantitativi
di energia simili ma
con una sola macchina a
costi notevolmente più
bassi. Meno della metà». E
c’è già qualcuno che parla
di eolico-gate.
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