di Luciano Onnis
ASSEMINI. L’ex zuccherificio di Villasor
continua a lasciare l’amaro in bocca ai
suoi vecchi dipendenti. Con la cassa integrazione
in scadenza, il progetto di riconversione
della Powecrop à fermo al palo.
Il mistero è racchiuso tutto
e solo in problemi tecnici di
carattere procedurale, dicono
alla Regione. Quali? Prima di
tutto l’attesa
dell’approvazione
da parte
del ministero
dell’Ambiente
della caratterizzazione
presentata
dalla Powercrop e subito la
mancanza di verifica di impatto
ambientale per il sito
produttivo di Macchiareddu,
scelto dalla società emiliana
costituita dai gruppi Falk e
Maccaferri per la produzione
di energia rinnovabile a mezzo
biomasse. Lù, stando agli
accordi conseguenti alla cessazione
dell’industria saccarifera
di Villasor, dovrebbero
trovare occupazione i lavoratori
ex Sadam-Isz, fra le sessanta
e ottanta unità.
Dei problemi che impediscono
il decollo della Powecrop
si è parlato nell’ultima
riunione del comitato interassessoriale
della Regione per
le emergenze economico-sociali,
presieduto dall’assessore
alla Programmazione Giorgio
La Spisa. A conclusione
del summit, l’assessore ha ribadito
con un comunicato
stampa quel che già si sapeva
e l’attuale posizione della Regione.
«Un problema tecnico
procedurale che si puº e si deve
risolvere — ha detto La
Spisa —, siamo di fronte a un-
’azienda che è pronta a investire
e da parte nostra c’è la
volontà di alleggerire queste
procedure in modo da permettere
alla Powercrop di portare
avanti il progetto di riconversione
dell’ex zuccherificio
».
Sono ormai trascorsi due
anni da quando il Gruppo Eridania,
la Fox Petroli e la Powecrop
siglarono (era il 15 ottobre
2007) l’accordo per l’individuazione
di valide alternative
alla coltivazione della
barbabietola che teneva in attività
lo zuccherificio di Villasor,
in capo all’Eridania attraverso
la consociata Sadam.
Due i progetti industriali paralleli
allora sottoscritti: uno
sviluppato da Powercrop per
un impianto di produzione di
energia alimentato da biomasse
e biogas, l’altro da Eridania
e Fox Petroli per la realizzazione
di una filiera relativa
alla produzione del biodisel.
Impianti a Macchiareddu per
la vicinanza del pontile industriale
a mare, coltivazioni lignocellulosiche
e oliovegetali
nel Campidano dove prima si
produceva la barbabietola
per lo zuccherificio. A regime,
nei due impianti paralleli
di Macchiareddu sono previsti
cento posti di lavoro.
Il progetto industriale si è
fermato fra Regione e ministero
dell’Ambiente. L’assessore
La Spisa ha promesso che a
giorni sarà convocato un tavolo
tecnico per il superamento
dei problemi procedurali.
Sarà così?
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