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LA NUOVA SARDEGNA - Economia: Il mistero romano dell’ex zuccherificio di Villasor
28.10.2009
La giunta regionale: «C’à un problema tecnico procedurale che deve essere subito risolto»
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di Luciano Onnis ASSEMINI. L’ex zuccherificio di Villasor continua a lasciare l’amaro in bocca ai suoi vecchi dipendenti. Con la cassa integrazione in scadenza, il progetto di riconversione della Powecrop à fermo al palo. Il mistero è racchiuso tutto e solo in problemi tecnici di carattere procedurale, dicono alla Regione. Quali? Prima di tutto l’attesa dell’approvazione da parte del ministero dell’Ambiente della caratterizzazione presentata dalla Powercrop e subito la mancanza di verifica di impatto ambientale per il sito produttivo di Macchiareddu, scelto dalla società emiliana costituita dai gruppi Falk e Maccaferri per la produzione di energia rinnovabile a mezzo biomasse. Lù, stando agli accordi conseguenti alla cessazione dell’industria saccarifera di Villasor, dovrebbero trovare occupazione i lavoratori ex Sadam-Isz, fra le sessanta e ottanta unità. Dei problemi che impediscono il decollo della Powecrop si è parlato nell’ultima riunione del comitato interassessoriale della Regione per le emergenze economico-sociali, presieduto dall’assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa. A conclusione del summit, l’assessore ha ribadito con un comunicato stampa quel che già si sapeva e l’attuale posizione della Regione. «Un problema tecnico procedurale che si puº e si deve risolvere — ha detto La Spisa —, siamo di fronte a un- ’azienda che è pronta a investire e da parte nostra c’è la volontà di alleggerire queste procedure in modo da permettere alla Powercrop di portare avanti il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio ». Sono ormai trascorsi due anni da quando il Gruppo Eridania, la Fox Petroli e la Powecrop siglarono (era il 15 ottobre 2007) l’accordo per l’individuazione di valide alternative alla coltivazione della barbabietola che teneva in attività lo zuccherificio di Villasor, in capo all’Eridania attraverso la consociata Sadam. Due i progetti industriali paralleli allora sottoscritti: uno sviluppato da Powercrop per un impianto di produzione di energia alimentato da biomasse e biogas, l’altro da Eridania e Fox Petroli per la realizzazione di una filiera relativa alla produzione del biodisel. Impianti a Macchiareddu per la vicinanza del pontile industriale a mare, coltivazioni lignocellulosiche e oliovegetali nel Campidano dove prima si produceva la barbabietola per lo zuccherificio. A regime, nei due impianti paralleli di Macchiareddu sono previsti cento posti di lavoro. Il progetto industriale si è fermato fra Regione e ministero dell’Ambiente. L’assessore La Spisa ha promesso che a giorni sarà convocato un tavolo tecnico per il superamento dei problemi procedurali. Sarà così?

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