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L'UNIONE SARDA - Politica: Entrate, Cappellacci: nessuno sconto
18.01.2011
«Non faremo sconti a nessuno». Il governatore non ha intenzione di scendere a patti col governo sulla questione delle entrate fiscali, quella montagna di denaro che spetta alla Sardegna fra arretrati dello Stato e quota di riscossione diretta. La quantificazione della cifra ha lo stesso peso di una manovra finanziaria - siamo intorno a 6 miliardi 700 milioni, messe insieme le due voci - ed è per questo che sul tema, il confronto fra maggioranza e opposizione non cala di intensità. Se Ugo Cappellacci giura che non rinuncerà a qualsiasi arma legale pur di arrivare a una soluzione, il capogruppo del Pd, Mario Bruno, lo incalza: «Il presidente venga domani in Consiglio e dica chiaramente cosa ha intenzione di fare». LA REGIONE «Sulla vertenza entrate non esiste alcuna rinuncia a portare avanti tutte le azioni già concordate con il Consiglio, nello spirito dell'ordine del giorno approvato dall'assemblea», dice Cappellacci, «su questa vertenza la Giunta andrà avanti fino in fondo con tutte le iniziative politiche e legali, con l'obiettivo di raggiungere il risultato auspicato. L'esame delle iniziative sulla vertenza entrate è ancora in corso, quello concordato col Consiglio è un percorso alto, che necessita della massima condivisione». La precisazione del capo dell'esecutivo prosegue: «La Giunta vuole proseguire con la massima partecipazione dell'Assemblea e non ha bisogno di sollecitazioni in tal senso perché la politica del dialogo è sempre stata il faro dell'esecutivo fin dall'inizio del mandato». Non appena sarà ricevuto il parere definitivo da parte dei legali della Regione, conclude il presidente, «la Giunta condividerà col Consiglio le iniziative da intraprendere, nello spirito dell'ordine del giorno approvato nei giorni scorsi». L'OPPOSIZIONE Ma il capogruppo del Pd continua a non fidarsi: «L'ordine del giorno sulla difesa della vertenza entrate, approvato il 22 dicembre, impegnava il presidente della Regione ad adottare nella prima riunione utile di Giunta la delibera che avvii, autorizzandola sin d'ora, la proposizione di un conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale per il caso di persistente integrale o parziale violazione dell'articolo 8 dello Statuto speciale». Non solo, perché nell'ordine del giorno si è parlato anche di «impugnazione del bilancio dello Stato». La delibera è arrivata, sottolinea Mario Bruno, ma «riscontriamo innanzitutto che sono trascorsi invano i venti giorni richiesti dal presidente della Regione per definire in maniera diplomatica la trattativa con lo Stato e in secondo luogo registriamo che l'orientamento della Giunta, emerso recentemente, sembrerebbe volto a non impugnare il bilancio dello Stato». È chiaro, ipotizza Bruno, «che quest'ultima decisione, oltre ad essere una resa incondizionata presa per incomprensibili ragioni, sarebbe una grave scorrettezza istituzionale nei confronti della minoranza con la quale, in occasione del dibattito, sono stati assunti impegni ben precisi in merito al conflitto da avviare nei confronti dello Stato per la difesa della vertenza entrate». Cappellacci, come già sottolineato, sostiene che la valutazione dei legali della Regione è ancora in corso, che nessuna decisione è stata presa, ma Bruno chiede «che domani il presidente della Regione riferisca, ai sensi dell'articolo 120 del regolamento Interno, all'apertura dei lavori del Consiglio, sull'inopportuna ipotesi che la Regione non impugni il bilancio dello Stato e nel contempo informi l'Aula e i sardi in che modo intende innalzare il livello del conflitto e rilanciare la mobilitazione perché alla nostra Isola sia finalmente riconosciuto quanto le spetta per affrontare la crisi, rilanciare l'economia e l'occupazione, contrastare le nuove povertà». Il presidente, mercoledì, potrebbe partecipare ai lavori dell'Aula, nonostante impegni romani sui lavori della Sassari-Olbia. ENRICO PILIA

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