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LA NUOVA SARDEGNA - Cultura e istruzione : Time in jazz, architetture di suoni
26.03.2008
In arrivo Uri Caine, Steve Coleman, Don Byron e Ornella Vanoni
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di Walter Porcedda P aolo Fresu è artista che ama i grandi spazi, quelli belli e suggestivi che la natura ha regalato alla sua bella terra, punto di incontro tra Logudoro e Gallura, immersa tra verdi vigneti, corsi d’acqua cristallini, dolci clivi, rudi montagne e fertili vallate punteggiate da abbazie centenarie, cattedrali e chiese di campagna che in estate, ad agosto, diventano scenario per inediti luoghi di musica. Così come vengono rivisitati dalle performance di Time in jazz, probabilmente il festival estivo più amato dal popolo delle vacanze intelligenti. Lontano da mare e spiagge eppure rigurgitante di pubblico. Presente sia negli appuntamenti in piazza che in quegli incantevoli templi rurali raggiungibili per piccoli sentieri fiancheggiati da rovi di more, qualche fico d’india. Proprio in uno di questi, l’umile ma affascinante chiesetta di Santa Caterina, in territorio berchiddese, l’altra mattina, il trombettista con la moglie e violinista Sonia, ha voluto battezzare in una cerimonia per pochi intimi il suo primogenito Andrea. «Faceva un freddo intenso, e ad un tratto, proprio mentre Andrea riceveva l’acqua battesimale, fuori dalla chiesetta ha iniziato a nevicare» racconta Fresu. Ecco, forse anche per codesti motivi che questo stimato musicista, sempre in giro per il mondo, è così attaccato a questi luoghi, questa natura unica. Ma Fresu è uomo del proprio tempo, capace di amare anche gli spazi e i luoghi della modernità. Quelli che gli architetti hanno disegnato negli spazi urbani. Luoghi per vivere. Ecco così, fedele a questa rincorsa tematica che da sempre connota Time in jazz, nel battezzare la ventunesima edizione ha scelto proprio il tema difficile e controverso del design architettonico, chiamandolo «Arkitekturae », cercando così di cucire in una unica trama musiche e musicisti con un rapporto legato alla concezione dello spazio vissuto. Per questo, dal 10 al 16 agosto ha chiamato a Berchidda, un folto gruppo di musicisti-amici, con molti dei quali ha legato il proprio nome in progetti musicali. Da Uri Caine a Steve Coleman, da Ornella Vanoni ai Funk Off, da Gavino Murgia a Mario Brunello. Niente panico comunque, l’impianto del festival è quello di sempre con il suo mood tra musica e natura. Un marchio di fabbrica che ha mostrato di funzionare bene e che forse, a modificare, magari con scelte ardite, si rischierebbe di non essere capiti e seguiti... Quindi, con i concerti in campagna e in spazi insoliti, dalle stazioni ferroviarie ai traghetti, dal Limbara alla centrale Piazza del Popolo, e nei comuni di Tempio, Olbia, Ozieri, Oschiri, Pattada, Monti e Nughedu San Nicolò, Time in jazz offrirà come di consueto il suo contorno di eventi collaterali, dalla rassegna di film scelti dal regista Gianfranco Cabiddu (ovviamente dedicati al tema dell’architettura) alle mostre allestite dal Pav di Giannella Demuro e Antonello Fresu. Il via simbolico alla rassegna il 10, a bordo del traghetto in viaggio da Livorno a Golfo Aranci con la scoppiettante marchin band dei Funk Off che mescola New Orleans e funky. Alle 21,30 e alle 22,30 nella basilica di San Simplicio ad Olbia concerto dedicato a Edgard Varese degli Alborada String quartet. Alle 23 «Calici di stelle» al Museo del vino di Berchidda. 11 agosto. Il violoncellista Ernst Reijseger con un solo saluterà l’alba a Montalvu sul Limbara. La Banda «De Muro» alle 10 è alla stazione di Berchidda. Un’ora dopo in quella di Olbia, spazio alla cantante Paola Turci e al danzatore Giorgio Rossi in «Line( e)arie cap.3». Alle 12 si replica nell’aeroporto Costa Smeralda. Nella chiesa di Madonna di Castro (Oschiri), ore 18 è il turno di Steve Coleman, contraltista sperimentale proveniente da New York. Un habituèe di Time in jazz, il pianista Uri Caine proporrà infine un suo solo nella basilica di Sant’Antioco di Bisarcio (Ozieri) alle 21 e alle 22. 12 agosto. Si inizia alle 11 con il violoncellista Mario Brunello in solo a Santa Caterina. Nella chiesa di San Lorenzo a Tempio (ore 18) è la volta di Chris Speed e Jim Black, clarinettista e batterista dell’ensemble di Caine. A Berchidda (Piazza del Popolo), ore 21,30 di scena i tre violoncellisti Reijseger, Sollima e Brunello. A seguire Coleman e i suoi Five Elements. 13 Agosto. È la giornata dell’Agnata. Alle 18 Ornella Vanoni e il pianista Natalio Mangalavite nel buen retiro di De Andrè offrirà un omaggio al cantautore ligure. La mattina alle 11 sul Limbara concerto di Reijseger, Silla e su concordu di Orosei. A Berchidda, di scena Fresu e Caine (ore 21,30) e a seguire Caine e il suo ensemble nelle celebri Variazioni Goldberg. 14 agosto. A Berchidda attesa per Gavino Murgia e il suo «Bainzu e s’architettura nuragica », produzione originale con la partecipazione di Michel Godard, tuba, Frank Tortiller, vibrafono, Luciano Biondini, fisarmonica e il videoartista Giacomo Verde (ore 23). Prima il duo Mark Feldman e Sylvie Courvoisier, violino e piano con un concerto dedicato a Xenakis. 15 agosto. Berchidda. Alle 23 festa finale con Funk Off e Alborada, preceduta dal live del clarinettista Don Byron. 16 agosto. Berchidda. Feldman e Courvoisier addio al festival con un concerto sul Limbara (ore 18).

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