di Walter Porcedda
P aolo Fresu è artista che
ama i grandi spazi, quelli
belli e suggestivi che
la natura ha regalato alla sua
bella terra, punto di incontro
tra Logudoro e Gallura, immersa
tra verdi vigneti, corsi
d’acqua cristallini, dolci clivi,
rudi montagne e fertili vallate
punteggiate da abbazie centenarie,
cattedrali e chiese di
campagna che in estate, ad
agosto, diventano scenario
per inediti luoghi di musica.
Così come vengono rivisitati
dalle performance di Time in
jazz, probabilmente il festival
estivo più amato dal popolo
delle vacanze intelligenti.
Lontano da mare e spiagge eppure
rigurgitante di pubblico.
Presente sia negli appuntamenti
in piazza che in quegli
incantevoli templi rurali raggiungibili
per piccoli sentieri
fiancheggiati da rovi di more,
qualche fico d’india.
Proprio in uno di questi, l’umile
ma affascinante chiesetta
di Santa Caterina, in territorio
berchiddese, l’altra mattina,
il trombettista con la moglie
e violinista Sonia, ha voluto
battezzare in una cerimonia
per pochi intimi il suo primogenito
Andrea. «Faceva
un freddo intenso, e ad un
tratto, proprio mentre Andrea
riceveva l’acqua battesimale,
fuori dalla chiesetta ha
iniziato a nevicare» racconta
Fresu.
Ecco, forse anche per codesti
motivi che questo stimato
musicista, sempre in giro per
il mondo, è così attaccato a
questi luoghi, questa natura
unica. Ma Fresu è uomo del
proprio tempo, capace di amare
anche gli spazi e i luoghi
della modernità. Quelli che
gli architetti hanno disegnato
negli spazi urbani. Luoghi
per vivere. Ecco così, fedele a
questa rincorsa tematica che
da sempre connota Time in
jazz, nel battezzare la ventunesima
edizione ha scelto proprio
il tema difficile e controverso
del design architettonico,
chiamandolo «Arkitekturae
», cercando così di cucire
in una unica trama musiche
e musicisti con un rapporto
legato alla concezione dello
spazio vissuto. Per questo,
dal 10 al 16 agosto ha chiamato
a Berchidda, un folto gruppo
di musicisti-amici, con
molti dei quali ha legato il
proprio nome in progetti musicali.
Da Uri Caine a Steve
Coleman, da Ornella Vanoni
ai Funk Off, da Gavino Murgia
a Mario Brunello.
Niente panico comunque,
l’impianto del festival è quello
di sempre con il suo mood
tra musica e natura. Un marchio
di fabbrica che ha mostrato
di funzionare bene e
che forse, a modificare, magari
con scelte ardite, si rischierebbe
di non essere capiti e seguiti...
Quindi, con i concerti in
campagna e in spazi insoliti,
dalle stazioni ferroviarie ai
traghetti, dal Limbara alla
centrale Piazza del Popolo, e
nei comuni di Tempio, Olbia,
Ozieri, Oschiri, Pattada, Monti
e Nughedu San Nicolò, Time
in jazz offrirà come di consueto
il suo contorno di eventi
collaterali, dalla rassegna
di film scelti dal regista Gianfranco
Cabiddu (ovviamente
dedicati al tema dell’architettura)
alle mostre allestite dal
Pav di Giannella Demuro e
Antonello Fresu.
Il via simbolico alla rassegna
il 10, a bordo del traghetto
in viaggio da Livorno a Golfo
Aranci con la scoppiettante
marchin band dei Funk Off
che mescola New Orleans e
funky. Alle 21,30 e alle 22,30
nella basilica di San Simplicio
ad Olbia concerto dedicato
a Edgard Varese degli Alborada
String quartet. Alle 23
«Calici di stelle» al Museo del
vino di Berchidda.
11 agosto. Il violoncellista
Ernst Reijseger con un solo
saluterà l’alba a Montalvu
sul Limbara. La Banda «De
Muro» alle 10 è alla stazione
di Berchidda. Un’ora dopo in
quella di Olbia, spazio alla
cantante Paola Turci e al danzatore
Giorgio Rossi in «Line(
e)arie cap.3». Alle 12 si replica
nell’aeroporto Costa
Smeralda. Nella chiesa di Madonna
di Castro (Oschiri),
ore 18 è il turno di Steve Coleman,
contraltista sperimentale
proveniente da New York.
Un habituèe di Time in jazz,
il pianista Uri Caine proporrà
infine un suo solo nella
basilica di Sant’Antioco di Bisarcio
(Ozieri) alle 21 e alle
22.
12 agosto. Si inizia alle 11
con il violoncellista Mario
Brunello in solo a Santa Caterina.
Nella chiesa di San Lorenzo
a Tempio (ore 18) è la
volta di Chris Speed e Jim
Black, clarinettista e batterista
dell’ensemble di Caine. A
Berchidda (Piazza del Popolo),
ore 21,30 di scena i tre violoncellisti
Reijseger, Sollima
e Brunello. A seguire Coleman
e i suoi Five Elements.
13 Agosto. È la giornata dell’Agnata.
Alle 18 Ornella Vanoni
e il pianista Natalio Mangalavite
nel buen retiro di De
Andrè offrirà un omaggio al
cantautore ligure. La mattina
alle 11 sul Limbara concerto
di Reijseger, Silla e su concordu
di Orosei. A Berchidda, di
scena Fresu e Caine (ore
21,30) e a seguire Caine e il
suo ensemble nelle celebri Variazioni
Goldberg.
14 agosto. A Berchidda attesa
per Gavino Murgia e il suo
«Bainzu e s’architettura nuragica
», produzione originale
con la partecipazione di Michel
Godard, tuba, Frank Tortiller,
vibrafono, Luciano
Biondini, fisarmonica e il videoartista
Giacomo Verde
(ore 23). Prima il duo Mark
Feldman e Sylvie Courvoisier,
violino e piano con un
concerto dedicato a Xenakis.
15 agosto. Berchidda. Alle
23 festa finale con Funk Off e
Alborada, preceduta dal live
del clarinettista Don Byron.
16 agosto. Berchidda. Feldman
e Courvoisier addio al
festival con un concerto sul
Limbara (ore 18).
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