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LA NUOVA SARDEGNA - Economia: Ridotte le quote di tonno per la prossima stagione, cresce l’allarme nel Sulcis
29.11.2010
La Commissione internazionale ha fissato nuovi tagli Alle tonnare fisse spetterebbero meno di 100 tonnellate
CARLOFORTE. Da Parigi non arrivano buone notizie per i pescatori. L’Iccat, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi atlantici, ha infatti deciso di ridurre ulteriormente le quote di tonno rosso catturabili nella prossima stagione di pesca. Preoccupano le possibili ripercussioni per le tonnare sulcitane. Tutto dipenderà dalla quota 2011 che il Governo italiano vorrà destinare al più antico attrezzo di cattura collettiva al Thunnus thynnus. L’assemblea, dopo lunghe discussioni e nuovi apporti scientifici, ha infatti deciso di apportare una ulteriore modifica al piano pluriennale di gestione del pesce tanto amato dai giapponesi. Il taglio, rispetto al passato, stavolta è stato fissato al 4,4 per cento, portando a 12900 le tonnellate prelevabili nel 2011. Di conseguenza, la quota italiana scenderebbe a circa 1800 tonnellate, traducendosi in una riduzione complessiva, rispetto al meeting di Recife del 2009, del 36 per cento. Le associazioni dei pescatori, quali Federcoopesca, si sono chieste «come possa continuare a chiamarsi piano pluriennale di gestione un documento che ha subìto, da un anno all’altro, continui cambiamenti, minandone qualunque credibilità ed affidabilità e costringendo le aziende di categoria a rivedere i propri piani ogni anno». Tra queste, ci sono anche quelle di Carloforte e Portoscuso, che hanno necessità di poter contare su una quota di pescato certa ed ampia, per poter programmare la prossima stagione di pesca senza patemi d’animo, perlomeno dal punto di vista burocratico-normativo. La quota italiana, che andrà ripartita tra i vari sistemi di pesca al tonno rosso (la tonnara fissa ha una percentuale comunque sotto il 5 per cento, rispetto al totale catturabile nelle acque italiane), si ridurrà di circa 150 tonnellate, un livello che sta stretto anche alle tonnare fisse, che l’hanno abbondantemente superato al termine della scorsa stagione. Secondo le associazioni, gli esiti della riunione Iccat sono stati influenzati dal Giappone e dall’Unione Europea, promotori della riduzione delle quote: «Contro ogni evidenza scientifica, portano avanti caparbiamente una politica vecchia e intrisa di ideologie, opportunismi e ostilità verso una categoria tra le più controllate al mondo». Inoltre, le associazioni hanno denunciato anche che «l’illegalità che ruota attorno al tonno, non è da ricercare nei produttori autorizzati, ma in tutti gli altri che, senza quote e fuori da ogni controllo, continuano a speculare su di una specie il cui stato di salute è tutt’altro che in crisi, come lo stesso comitato scientifico dell’Iccat ha reso noto ai primi di ottobre». La commissaria europea alla pesca Damanaki, si è detta più volte favorevole a una congrua riduzione dello sforzo di pesca, così come il Giappone, ormai interessato più al tonno allevato e di recente pure riprodotto artificialmente, così da ricorrere con sempre meno intensità a quello pescato. Prossimamente, il ministero delle Politiche agricole ed il ministro Giancarlo Galan, già intervenuto più volte sulla questione, dovrà trovare una soluzione al problema di come affrontare la campagna di pesca 2011. Tenendo nel debito conto anche le necessità delle tonnare fisse del Sulcis, le uniche operative in Italia, che chiedono una quota di pescato superiore alle 200 tonnellate.

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