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L'UNIONE SARDA - Politica: «Ricorso all'Antitrust sul caro traghetti»
13.04.2011
La Regione dovrà ricorrere all'autorità antitrust contro l'aumento folle delle tariffe navali tra Sardegna e penisola. Lo ha deciso il Consiglio regionale, approvando una mozione presentata da Franco Cuccureddu (Mpa) insieme a Massimo Mulas (Upc). Il testo impegna il presidente e l'assessore dei Trasporti a presentare «un dettagliato esposto al Garante della concorrenza e del mercato» sull'anomalo incremento dei prezzi. La Giunta aveva già adottato una delibera analoga il 5 aprile, come ha ricordato l'assessore Christian Solinas, ipotizzando anche che la Regione - grazie all'articolo 14 dello Statuto - possa subentrare nel servizio gestito dalla Tirrenia, in seguito alla privatizzazione. TETTO AI PREZZI Sempre in base alla mozione, passata con 34 sì, 12 no e 14 astenuti, l'esecutivo dovrà attivare «un tavolo con gli armatori» per «stabilire un tetto alle tariffe». Bocciata invece (32 no, 27 sì, 4 astensioni) la mozione del centrosinistra - votata anche da Psd'Az e Api -, primo firmatario Carlo Sechi (Sel): impegnava la Giunta ad agire col Governo per «bloccare la vendita della Tirrenia ad armatori già operanti» nell'Isola, e a chiedere al commissario straordinario l'invito a partecipare alla trattativa privata per la privatizzazione. Sembrava che questi due ultimi obiettivi dovessero confluire, con quelli dell'altra mozione, in un ordine del giorno unitario: lo avevano firmato quasi tutti i capigruppo, in testa il sardista Giacomo Sanna. Si chiedeva di non are le rotte sarde al cartello degli armatori privati Onorato (Moby), Aponte (Snav-Gnv) e Grimaldi. Ma nelle dichiarazioni di voto sono iniziati i distinguo. IL DIBATTITO Isolato, nel Pd, quello di Chicco Porcu: «Impegni inattuabili, e poi la soluzione non è la Regione che diventa armatore. Né ha senso demonizzare un privato». Nel Pdl invece hanno preso le distanze sia Nanni Campus («come può la Giunta entrare in una trattativa privata e attuare gli altri impegni dell'ordine del giorno?») e il vicecapogruppo Pietro Pittalis («Non capisco come ci si possa muovere per far sì che il Governo ottenga l'annullamento della gara»). «Niente di eversivo», ha ribattuto il sardista Paolo Maninchedda: «Si tratta di dire se la Sardegna resterà ostaggio di un cartello di compagnie oppure no». D'accordo anche Luciano Uras (Sel), Adriano Salis (Idv) e Roberto Capelli (Api). Ma di fronte alle perplessità, soprattutto del Pdl, Giacomo Sanna ha ritirato l'ordine del giorno, e si è tornati alle mozioni originarie. «Ma chi è servo resterà servo», ha sentenziato il leader dei Quattro Mori. IL CASO MARIANI In precedenza era stata respinta una mozione di Uras sull'attuazione dei programmi per l'edilizia popolare. Inoltre l'opposizione aveva chiesto di censurare il comportamento del governatore Ugo Cappellacci, che ha dichiarato di non voler revocare la nomina del commissario di Olbia Mariano Mariani nonostante il Consiglio l'abbia valutata illegittima. (g. m.)

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