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L'UNIONE SARDA - Cultura e istruzione : Tornano in città le reliquie di Sant'Efisio
27.04.2011
Tornano in Sardegna dopo 900 anni le reliquie di Sant'Efisio. Parte dei preziosi resti del Santo guerriero, protettore di Cagliari e della Sardegna, sono stati donati dall'Arcidiocesi di Pisa, che li custodiva dal 1119, al 151° Reggimento fanteria della Brigata Sassari, di stanza nella caserma Monfenera. Sarà proprio la cappella del complesso militare di viale Poetto a conservare il tesoro sacro, per cui è stato appositamente realizzato un prezioso reliquiario in argento per mano dell'orafo cagliaritano Francesco Busonera. LA FESTA La statua in argento, alta 52 centimetri, con all'interno i resti del martire guerriero, «sfilerà durante la 355ª festa di Sant'Efisio, davanti al cocchio, per tutto il tragitto cittadino: dalla chiesa di Stampace a quella di Giorgino», ricorda il presidente dell'arciconfraternita del Santo, Fabrizio Pau. LA BRIGATA «I nostri ragazzi», spiega il generale Luciano Portolano, comandante della Brigata, «hanno un legame forte con la loro terra e questo li motiva tantissimo. Per cui è nostro auspicio che l'arrivo a Cagliari delle reliquie possa rafforzare ancor di più la coesione all'interno del gruppo». IL PATRONO L'attaccamento dei Sassarini al santo siriano è tale che il cappellano militare del 151° Reggimento, don Gianmario Piga, ha già chiesto all'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, che Sant'Efisio diventi il patrono della Brigata. «La richiesta deve essere supportata da un'evidente prova di devozione, che verrà data in questi giorni», spiega Piga, che ricorda inoltre come «la fede ai sardi è stata portata dai militari come Sant'Efisio». IL SINDACO Anche il sindaco Emilio Floris dà la sua “benedizione”: «Spero che Sant'Efisio vi protegga nelle vostre missioni di pace così come ha protetto Cagliari e la Sardegna». E poi si dice «onorato che la Sassari abbia scelto come patrono il santo “di Cagliari”». Le reliquie «potranno essere ammirate nella caserma, che la prossima settimana verrà aperta al pubblico», ricorda il colonnello Luigi Viel, comandante del 151°. Mario Gottardi

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