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L'UNIONE SARDA - Cronache : «Una truffa a Tuerredda»
30.03.2012
TEULADA. La guardia di finanza sta ricostruendo i vari passaggi di proprietà Il pm indaga sui terreni in cui è previsto un resort Da parte soccombente davanti al giudice civile a presunta vittima di un raggiro messo in piedi, a suo dire, per impedire o quantomeno complicare la costruzione del mega resort a Tuerredda. La Sitas srl, società che dovrebbe realizzare un insediamento turistico da 50 mila metri cubi con un albergo di lusso e 32 ville a un passo dalla spiaggia (edificazione di recente bloccata dal Tar), ha chiesto alla Procura di Cagliari di accertare quali siano i reali proprietari dei terreni sui quali erano previsti i cantieri: sospetta che qualcuno stia lavorando per impedirle di individuarli e, quindi, di rivalersi in sede giudiziale nei loro confronti per proseguire nella costruzione. IL PROGETTO Si parla del progetto che prevedeva 140 mila metri cubi di strutture ricettive a Capo Malfatano e Capo Spartivento. Parte delle volumetrie, 50 mila metri cubi, era stata spostata a Tuerredda per adeguarsi al vincolo idrogeologico a Cala Antoni Areddu. Quindi era cominciata la causa tra la società e Ovidio Marras, proprietario di uno stradello che insiste proprio in quella zona (insieme con la Sitas) e sul quale era prevista parte della costruzione. L'uomo non voleva cedere il terreno e si era rivolto al Tribunale vincendo la causa civile: il giudice aveva ordinato la demolizione dell'edificio già realizzato. LA CESSIONE La volontà della Sitas di andare avanti e ottenere una decisione diversa si è scontrata a questo punto con una difficoltà imprevista: non si riesce a individuare con precisione il proprietario (o i proprietari) di quelle aree. In sostanza, stando a quanto ricostruito dagli investigatori, Ovidio Marras avrebbe venduto i suoi appezzamenti - o i diritti di eredità che parrebbe vantare non solo sulla strada ma anche su altri terreni circostanti sui quali è previsto il resort - a una società con sede negli Stati Uniti, che a sua volta avrebbe ulteriormente ceduto le quote a un'altra azienda con sede a Dubai. Insomma, una serie di spostamenti che rende particolarmente difficile capire con esattezza chi sia proprietario di cosa, posto che lo stesso Marras, seguito dal legale Andrea Pogliani, oggi è in causa con la società statunitense. L'INCHIESTA La Sitas, valutata la situazione, è arrivata a una conclusione: qualcuno potrebbe aver messo in piedi tutti questi passaggi per impedire di individuare la persona, fisica o giuridica, sulla quale rivalersi dopo la sentenza sfavorevole del giudice civile. Così i suoi legali (Carlo Federico Grosso, in Sardegna la vicenda è seguita dall'avvocato Guido Manca Bitti) hanno depositato un esposto nel quale si ipotizza una truffa a danno della società. Il pubblico ministero Giangiacomo Pilia ha aperto un'inchiesta con quell'ipotesi di reato (si procede contro ignoti) e messo tutto nelle mani della Guardia di Finanza, che sta faticosamente cercando di accertare la reale configurazione delle società in capo alle quali sono i diritti di proprietà.

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