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LA NUOVA SARDEGNA - Cronache : Formigoni in Costa nella villa dei Daccò tra yacht e preghiere
20.04.2012
Sulla cima di “Monti tundi”, la collina che domina sul golfo del Pevero e la baia del Cala di Volpe c’era, sino agli anni Novanta, una sola casa. Quella dell’architetto svizzero Jacques Couelle, che inventò per l’Aga Khan lo “stile smeraldino” e realizzò, inserendola dentro il granito scolpito dal vento dell’altura di Abbiadori, la sua personale dimora. Uno stile che da cinquant’anni, è l’esclusivo “brand” che caratterizza l’architettura della Costa Smeralda , il punto di riferimento dei designer che operano sulla Costa. Gli stessi prestigiosi stilisti del mattone utilizzati dalla “Limes srl” di Maria Erika Daccò, (figlia dell’imprenditore Pierangelo, l’uomo d’affari finito in carcere per il crac del San Raffaele e ora coinvolto nell’indagine sulla sottrazione dalle casse della Fondazione sanitaria Maugeri di 56 milioni di euro) che, sulla cima della montagna, aveva acquistato un lotto realizzando tre ville da sogno. Una di queste, “Li Grazii” (le grazie), nell’ottobre dello scorso anno è stata ceduta ad Alberto Perego, il commercialista milanese amico e confratello di Roberto Formigoni, essendo anche lui membro della “Memores Domini”, l’elite dei ciellini che hanno fatto voto di vivere secondo i precetti cristiani di povertà, castità e obbedienza. Villa “Li Grazii” – entrata nel mirino della magistratura milanese per la vendita sospetta avvenuta soltanto pochi mesi fa – non è quella si potrebbe definire uno sperduto eremo sui monti galluresi, ma piuttosto una principesca dimora di tredici vani con vista mozzafiato sul panorama più bello ed esclusivo del mondo – dal Pevero al mare turchese di Cala di Volpe, passando per i verdissimi campi da golf –, un sogno ceduto per poco più di tre milioni di euro. Cifra che, stando agli immobiliaristi, sarebbe nettamente inferiore ai prezzi di mercato locali. Una villa che avrebbe ospitato anche Roberto Formigoni, il quale, per diverse estati, ha trascorso le vacanze “di gruppo” sugli yacht messi a disposizione dagli amici Pierangelo Daccò e l’ex assessore alla sanità della Regione Lombardia, Antonio Simone, ex dc e storico esponente di Comunione e Liberazione. La cui moglie Carla Vites ha spiegato, in una lettera al “Corriere”, come si svolgevano le vacanze di Formigoni nell’isola. Tra ristoranti esclusivi, come il “Pedrinelli” e l’approdo riservato al Sestante, il molo di ponente della marina di Porto Cervo, quello più vicino alla “Stella Maris”, la chiesa smeraldina dove Roberto Formigoni si recava quasi ogni pomeriggio per assiste alla messa celebrata da don Raimondo Satta. Roberto Formigoni passeggiava sui moli, prima di raccogliersi in mistica contemplazione e preghiera dentro lo yacht nel quale era stato realizzato un piccolo altarino e, nella cabina armatoriale, era appeso un gigantesco rosario. Una vacanza tutto barca, chiesa e ristoranti. (ha collaborato Angelo Mavuli) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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