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L'UNIONE SARDA - Cronache : Is Arenas, tre arresti
30.11.2012
Soldi pubblici per una struttura privata. Documenti falsi per lavori mai eseguiti. Operai di imprese pagate per eseguire opere pubbliche ma dirottati sullo stadio del Cagliari calcio. Dipendenti comunali impegnati a truccare le carte ignari della microspia piazzata in ufficio dalla Forestale. Due dirigenti del Comune di Quartu in carcere, un imprenditore cagliaritano ai domiciliari, altri due indagati ai quali sono contestati gli stessi reati: falso ideologico e tentato peculato. La controversa operazione legata alla costruzione dello stadio a Is Arenas, in territorio quartese, si schianta sui primi, clamorosi sviluppi di un'inchiesta giudiziaria che, ieri mattina, ha portato in carcere il direttore dei lavori Andrea Masala, 45 anni, di Cagliari, e il responsabile del procedimento, Pierpaolo Gessa, 52 anni, di Quartu, mentre l'amministratore unico della Andreoni srl, Antonio Grussu, 60 anni, di Quartu, è finito agli arresti domiciliari. Gli uomini del Corpo forestale, al comando del commissario Ugo Calledda, hanno bloccato i due dirigenti nei loro uffici delle vie Roma e Colombo, a Quartu, per eseguire l'ordinanza firmata dal gip di Cagliari Giampaolo Casula su richiesta del sostituto procuratore Enrico Lussu. Quindi hanno sequestrato i loro computer. SOLDI PUBBLICI La vicenda è riassunta in modo chiarissimo dal giudice: nel maggio scorso l'impresa Andreoni ha vinto il bando pubblico per eseguire i lavori all'interno dell'area Serpeddì-Is Arenas, un piano integrato (Pia) finanziato dalla Regione con 8 milioni di euro. L'appalto comprendeva la costruzione di un mercato all'aperto, un parco giochi con impianti, un parco per l'educazione stradale per giovani, uno skate park, parcheggi di scambio e un centro-servizi. Il contratto è stato firmato il 21 agosto, tre mesi dopo. Nel frattempo il Cagliari calcio ha presentato istanza al comune di Quartu per gestire l'impianto sportivo attiguo, impegnandosi a realizzare i lavori necessari a rendere la struttura idonea per le partite di serie A. Il progetto preliminare è stato approvato sul presupposto che «non sarebbe derivato alcun impegno di spesa per l'amministrazione comunale». La convenzione tra Cagliari calcio e Comune di Quartu, stipulata il 21 maggio 2012, prevedeva una struttura temporanea e amovibile. LO STADIO Le opere del Pia non coinvolgevano il preesistente campo di calcio chiesto in concessione dal Cagliari per il nuovo stadio. Eppure Gessa, nella relazione sul nuovo impianto, ha attestato «falsamente - scrive il gip - che il progetto fa parte di un piano più vasto di riqualificazione dell'area urbana Is Arenas». Non solo: «Ha addirittura presentato il nuovo stadio come opera pubblica chiesta dal Comune di Quartu mentre si è trattato dell'istanza di un privato, il Cagliari calcio». Partiti gli accertamenti, il Corpo forestale ha subito notato il cartello affisso nella recinzione che delimita anche il nuovo impianto sportivo: l'impresa incaricata dei lavori era la Andreoni srl, quella che ha vinto l'appalto da 8 milioni. A quel punto la Forestale è andata a vedere le carte e, proprio in quell'occasione, il 6 novembre scorso, Grussu ha sostenuto che una parte rilevante dei lavori nell'area Pia, per 700.000 euro, era già stata eseguita. Andati via gli inquirenti, Grussu si è precipitato da Gessa: non sospettavano i due che nell'ufficio del dirigente comunale ci fosse una microspia. Così sono stati sentiti in diretta mentre cercavano di modificare i prezzi sullo stato di avanzamento dei lavori. Non sapevano neanche, Grussu e Gessa, che proprio in quel momento Masala stava consegnando ai Forestali i documenti con le cifre, senza correzione. E da lì è stato subito chiaro che, tra quanto sottoscritto da Andreoni, Masala e Gessa e quanto in concreto eseguito nell'area Pia, non c'era alcuna corrispondenza: non è stato eseguito il 63 per cento della viabilità né il 55 per cento dei parcheggi di scambio, non il 95 per cento della recinzione, il 79 per cento dell'impianto di illuminazione pubblica, il 75 per cento della distribuzione elettrica. Come non bastasse, dalle carte risultava che tutti quei lavori erano stati terminati in 13 giorni. Invece: neanche il parcheggio tra le vie Salinieri e Beethoven è stato fatto, è stata semplicemente spianata la zona poi circondata da una rete metallica la cui funzione, scrive il gip, «sembra quella di delimitare l'area da quella interessata dai lavori per lo stadio». LAVORI PRIVATI In sostanza: l'impresa Andreoni avrebbe lavorato esclusivamente al servizio dello stadio, quindi del Cagliari calcio, e non ai progetti Pia. La conferma arriva, stando all'ordinanza del gip, dall'avvio dei lavori due mesi prima della firma del contratto; dalle dichiarazioni degli operai che hanno dedicato ogni energia all'impianto sportivo e ai lavori che altri avrebbero dovuto eseguire. E qui c'è un esplicito riferimento alle vie Beethoven e S'Arrulloni, due delle tre strade dove si affaccia lo stadio, che non sono coinvolte nei lavori del Pia. Ci sono poi le giornate dedicate alla posa del calcestruzzo, di cui non c'è traccia nell'area Pia e di cui, invece, si è fatto ampio uso per la realizzazione del basamento delle tribune dello stadio, in particolare per quella centrale; le ore utilizzate per la posa dei new jersey, particolari barriere previste dal decreto Pisanu per la recinzione degli stadi. E non è ancora tutto: la Andreoni ha fatto ordini (220.000 euro) per forniture riguardanti la recinzione dello stadio, i cancelli, le porte antipanico, i tornelli. OPERAZIONE SOTTOBANCO «Secondo gli impegni presi nei confronti del Comune», scrive il gip nell'ordinanza, «sarebbe spettato solo al Cagliari calcio farsi carico di tali lavori e delle relative spese, non alla società Andreoni, pagata con fondi pubblici per realizzare opere pubbliche». E poiché gli ordini di fornitura della Andreoni sono datati giugno 2012, secondo il giudice è evidente «la premeditazione della condotta volta al compimento di un'operazione sottobanco con la necessaria partecipazione del Cagliari calcio e della Ris Grandi impianti (che dovrebbe realizzare i lavori per conto del Cagliari) e dei due dirigenti comunali». M. Francesca Chiappe

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