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L'UNIONE SARDA - Politica: «Monti, colpo di Stato» Tremonti in Sardegna: l'alta finanza impose l'attuale governo
18.02.2013
Monti qualche giorno fa gli ha praticamente dato del cialtrone (apostrofando così chi governava prima dei professori), eppure Giulio Tremonti continua a girare l'Italia portandosi appresso il volumetto montiano “Le parole e i fatti”: «Come un talismano», sorride l'ex ministro, incontrando i giornalisti all'aeoroporto di Elmas al termine del suo tour sardo, «l'apprezzamento rivolto verso il mio operato da responsabile del Tesoro negli anni della crisi quasi mi imbarazza, per quanto è positivo». L'ACCUSA Dice di non voler replicare al premier, ma molla la frecciata: «Se d'improvviso diventi un cialtrone, c'è qualcosa di sbagliato. Il cambio di governo nel novembre 2011 è stato, come dice Habermas, un gentile colpo di Stato». Voluto dalla «potenza della massa finanziaria internazionale» e attuato con «la lettera di Draghi e Trichet, che a un'Italia che da tre anni reggeva alla crisi impose un ricatto: se non fai come diciamo noi non ti compriamo i titoli di Stato». Acqua passata? Macché. Oggi Tremonti guida la lista della Lega al Senato (in Sardegna come in molte altre regioni), e ricorda con orgoglio di «non aver mai votato in favore di Monti. Dopo la cerimonia di avvicendamento a Palazzo Chigi mi sentivo come un paziente che dev'essere operato di appendicite e chiede al medico: lei ha mai fatto quest'operazione? E si sente rispondere: no, ma l'ho studiata». Infatti «il suo governo ha fallito, lascia una recessione peggiore. Del resto lui è diventato senatore a vita senza averne titoli, tutto il mondo accademico ne ride, non è certo la Montalcini: doveva fare il tecnico, poi si è trasformato in politico». IL PROGETTO POLITICO È in lista con la Lega, Tremonti, ma solo perché non c'era il tempo di fare un partito suo: «L'estate scorsa - racconta - dovevo restare a casa per una pleurite, e allora ho scritto un programma di governo». Lo si può leggere sul sito listalavoroeliberta.it , le famose 3 L tremontiane che il Carroccio ha ospitato all'interno del suo simbolo: «Ma il voto del 24 e 25 febbraio per noi sarà una partenza». L'ex ministro ammette che «ci vuol coraggio a candidarsi al Sud con la Lega, noi però abbiamo scelto insieme ai territori. Non come chi decide tutto dentro il cerchio magico e manda le liste per mail». I dioscuri sardi dell'ex ministro sono Antioco Patta e Salvatore Giorico, rispettivamente capolista alla Camera e numero due al Senato: sono loro a scortarlo da Alghero a Cagliari, passando per Oristano, in un'intensa domenica pre-elettorale. «Perché Giulio - spiega Giorico - per mesi ci ha aiutato a definire il nostro obiettivo della zona franca integrale in Sardegna». «La vera distinzione dei politici nazionali - aggiunge Patta - è tra i favorevoli a quella proposta, cioè lui, e i contrari: Monti, Bersani e i loro candidati locali». Sulla zona franca Tremonti sottolinea che «l'Ue all'Irlanda la lascia fare perché è uno Stato, alla Sardegna no. L'unica via è chiedere una deroga, ma per averla è meglio unire più regioni». In ogni caso «la zona franca non basta per attirare capitali, se la burocrazia ti strangola. Inutile creare un paradiso fiscale a cui corrisponde l'inferno burocratico». OGGI ARRIVA MONTI Sarà proprio il Professore a raccogliere oggi il testimone della staffetta dei big nell'Isola: il premier interverrà alle 15.30 al Palacongressi della Fiera di Cagliari, aprendo in Sardegna l'ultima settimana di campagna elettorale. Nei prossimi giorni sono previsti anche gli arrivi, tra gli altri, di Antonio Ingroia, Gianfranco Fini e Bruno Tabacci.

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