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L'ALTRA VOCE - Istituzioni, Europa, Enti Locali: Parlamentari Pd: «Sì al corridoio tra Decimo e poligono a Quirra» Irs e "Gettiamo le basi": pazzesco
10.10.2008
di Ennio Neri
Il Pd alle grandi manovre. Chiede di fare la guerra in Sardegna. Ma stavolta Cabras e la Barracciu non c'entrano. I parlamentari di Veltroni, in coro, chiedono il coinvolgimento della Sardegna nel Metadistretto Aerospaziale. Potenziando i poligoni isolani. Grazie alla realizzazione della nuova pista di Monte Cardiga. E ad un corridoio aereo di volo tra la base di Decimomannu e Quirra. E poi sono preoccupati per la fuga dell'aereo Sky X. Il velivolo dal nomignolo così grazioso (è un aereo da guerra senza pilota), è andato a sperimentare le proprie capacità belliche in Puglia, abbandonando l'Ogliastra. Attualmente, per la pista di volo a Monte Cardiga, si sta lavorando ad una bozza d'accordo con Finmeccanica. Il piano prevede l'esecuzione dei lavori di movimento terra affidato a uomini e mezzi del Genio Militare. Il ministero della Difesa ha ribadito per due volte quest'anno l'importanza primaria della striscia tattica polifunzionale a Monte Cardiga, respingendo le motivazioni del parere negativo pronunciato dal Comitato Paritetico. Il 24 aprile Arturo Parisi aveva dato il primo via libera alla realizzazione della pista. La decisione è stata ribadita il 25 luglio dal successore Ignazio La Russa con l'avvento del Governo Berlusconi. Fin'ora la giunta Soru si è opposta al progetto, entrando in rotta di collisione con le comunità ogliastrine. Ma il 26 settembre scendono in campo Amalia Schirru, Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marroccu, Caterina Pes, Guido Melis e Andrea Tulli, interrogano il ministero della Difesa chiedendo lumi sull'addio di Sky X e ricordano al governo l'impegno per la pista. Senza il quale sarà più difficile realizzare quel polo aerospaziale, “che rappresenta”, ricordano i parlamentari a La Russa, “per alcuni territori sardi, l'unica possibilità di un futuro industriale”. Anche grazie ad un accordo tra Finemeccanica e Aviazione, in prospettiva di quella “new company tra soggetto pubblico e industrie private auspicata dalla Nato per il potenziamento del Poligono”. “La notizia appresa sui quotidiani regionali sardi nei giorni scorsi, che le sperimentazioni sull'aereo senza pilota Sky X avrebbero lasciato l'Ogliastra e la Sardegna a favore della Puglia ha registrato notevoli preoccupazioni”, recita il testo dell'interrogazione, “la realizzazione di una pista di volo a Monte Cardiga è la pregiudiziale, insieme all'autorizzazione di un corridoio di volo con Decimomannu, per la messa in rete dei quattro poligoni sperimentali della Sardegna. Una struttura unica in Italia, adatta per le sperimentazioni sia militari che civili di grande rilevanza, possibili grazie alla disponibilità di un territorio esteso per dodicimila ettari, più un ampio braccio di mare sulla costa orientale. Il quadrilatero sardo”, precisa il documento, “sarebbe l'unico in grado di contrastare le mire egemoniche del Metadistretto dell'Aerospazio recentemente costituito da Alenia-Finmeccanica con le Regioni di Piemonte, Campania e Puglia, le Università e 300 imprese locali. Alla realizzazione della pista di volo a Monte Cardiga è collegato anche il progetto di un Centro per la sperimentazione ambientale di rilevanza europea. La nascita del Polo Aerospaziale rappresenta, quindi, per alcuni territori sardi, l'unica possibilità di un futuro industriale”. Gli onorevoli Pd sardi ricordano che il ministero della Difesa ha già ribadito il via libera alla nuova pista di volo del Poligono. Ma che le sperimentazioni sui velivoli Sky e Neuron dipendono dall'accordo fra vertici militari e Finmeccanica. Dunque la realizzazione dell'opera, “fondamentale per le sperimentazioni aerospaziali, sia militari che civili”, resta legata all'esito delle trattative in corso con Finmeccanica (ripartizione dei costi e delle modalità di utilizzo delle pista). I parlamentari lamentano le scarse risorse investite dall'Italia nella ricerca aerospaziale: soltanto il 4 per cento. Contro il 13 per cento della Francia e all'11 per cento di Germania e Gran Bretagna. “Per colmare questo divario è stato costituito recentemente il Metadistretto italiano dell'Aerospazio tra le Regioni Piemonte, Puglia e Calabria. La Sardegna è stata tagliata fuori”, lamentano, “nonostante rappresenti con il Poligono del Salto di Quirra (da collegare all'aeroporto militare di Decimo tramite un corridoio aereo) il quarto vertice naturale del sistema, indispensabile per chiudere il quadrilatero delle sperimentazioni più impegnative made in Italy. Salvo ricorrere a costose trasferte presso i poligoni del Nord Europa. Sindacato, forze politiche e amministratori dell'Ogliastra sono ora impegnati per recuperare al territorio un ruolo adeguato in un contesto di tecnologia avanzata del valore prossimo ai 5 miliardi di euro”. Furibonda la reazione del comitato “Gettiamo le basi”. “I parlamentari Amalia Schirru, Giulio Calvisi, Paolo Fadda, Siro Marroccu, Caterina Pes, Guido Melis, Andrea Tulli, esponenti delle due anime del PD, soriana e non soriana, in Sardegna in guerra aperta senza esclusione di colpi, in Parlamento trovano perfetta coesione e unità su un punto: accelerare e garantire il potenziamento del poligono della morte Salto di Quirra”. “Con inusuale prontezza e nefanda armonia scendono in campo per perorare la causa della costruzione del nuovo aeroporto militare, già decisa dal governo Prodi, riconfermata dal governo Berlusconi, rifiutata a parole dal loro comune leader, il Governatore in carica. Da buoni imbonitori decantano i vantaggi, per la Difesa e le multinazionali delle armi, rappresentati dall'enorme estensione del poligono a terra, mare e cielo, i bassi costi di gestione rispetto alle altre strutture, ventilano un'educata critica all'esiguità delle spese statali nel settore dell'aerospaziale militare camuffato da civile e rilanciano la necessità di incrementare le nascenti new company tra soggetto pubblico e industrie private auspicata dalla Nato per il potenziamento del Poligono Ancora. “Nella foga di rendere il Poligono Interforze Salto di Quirra, PISQ, ancora più appetibile ai signori della guerra e delle armi si fanno promotori di un'ulteriore cessione del cielo della Sardegna, propongono la creazione di un corridoio militare di volo Decimomannu Perdasdefogu/Quirra. Nulla interessa il fatto che l'auspicata militarizzazione dello spazio aereo isolerebbe Cagliari in quanto implicherebbe per gli aerei civili e gli sfortunati passeggeri in transito nell'aeroporto di Elmas slalom, deviazioni, tempi di percorrenza di gran lunga più penalizzanti rispetto a quelli a cui oggi sono costretti quando si attivano le interdizioni delle attuali zone aeree militarizzate (una sola di queste si estende per 28.400 kmq, uno spazio aereo e marittimo che supera la superficie dell'intera Sardegna, kmq 23.823). La sciagurata sortita dei nostri deputati”, prosegue “imposti alla Sardegna dalle segreterie di partito, la dice lunga sul teatrino bipartisan messo su a partire dal 2004-05 dalla classe politica sarda e italiana, da Stato e Regione, sul cosiddetto processo di radicale ridimensionamento delle servitù militari, concentrate nell'isola in misura abnorme ed iniqua, allo scopo di frastornare, frammentare, addomesticare l'antagonismo di popolo. Ciechi, sordi e muti da sempre sulla sottrazione alla Sardegna di spazi e risorse produttive da parte del complesso militare-industriale, i crimini quotidiani contro l'ambiente, la rapina feroce di vite umane - la strage in corso, il cluster da brivido di leucemie e alterazioni genetiche tra militari e popolazioni coinvolte dalle attività militari, a Quirra come a Teulada, Capo Frasca e La Maddalena - spacciano cinicamente la schiavitù militare che devasta e umilia la Sardegna come volano di sviluppo economico, "unica possibilità di un futuro industriale". Avulsi dalla realtà, alieni agli interessi del popolo sardo, refrattari all'evidenza strombazzano il vecchio, anacronistico spot smentito clamorosamente nei 50 anni di esperienza di colonizzazione militare dell'isola, si ergono”, conclude, “a improbabili paladini del lavoro, fautori di uno sviluppo fondato sulla devastazione della Sardegna”. “Queste sono le soluzioni democratiche per lo sviluppo economico prospettate dal Pd?” Si domanda Irs in un comunicato bilingue, chiedendosi “se davvero non sia possibile un'alternativa all'economia di guerra, verso uno sviluppo che valorizzi le risorse locali, tuteli i lavoratori e la salute di tutti”.

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