FAQ Fase 1 Bando di selezione PdA

Oltre a rimandare alla lettura della FAQ n. 9 già pubblicata si conferma che le imprese aventi sede legale in un comune extra area GAL possano sia esserne soci che partecipare al PPP relativamente al nuovo PdA; questo a prescindere dal fatto che l’impresa abbia sede legale in un comune eleggibile (anche se di un GAL diverso)  e/o non; si rimanda inoltre al par. 2 (descrizione del piano del percorso partecipativo) del Format PdA ed alla specifica Tab. 2.2.1.a (coerenza del partenariato per ambito tematico) in cui possono essere indicate le imprese operanti in settori collegati all’ambito tematico individuato e ricadenti in aree extra GAL. 

Il principio della “porta aperta” è un requisito da soddisfare a seguito dell’approvazione del PdA, esso è valido sia per i partner in entrata che per quelli in uscita; se trattasi di un socio pubblico rimane valida la risposta già fornita nella FAQ n. 6 citata mentre le altre tipologie di soci (privati ed altri) possono avvalersi della “porta aperta” in qualsiasi momento.

In sostanza la possibilità che un socio decida di non far più parte della compagine del GAL tra Fase 1 e Fase 2 è prevista, salvo nel caso delle Unioni di Comuni e dei relativi comuni eleggibili che nella Fase 1 identificano l’area oggetto della strategia di sviluppo locale.

Nell’erogazione dei finanziamenti non esistono limitazioni legate alla diversa classificazione delle aree eleggibili. Possono beneficiare dei finanziamenti tutti i territori comunali eleggibili LEADER riportati nell’allegato 4 al bando;

Si ricorda che i GAL hanno la facoltà di GAL stabilire i principi di selezione delle Azioni Chiave, ad esempio premiando i Comuni più svantaggiati, sulla base delle evidenze emerse dal Piano del Percorso Partecipato (PPP), elementi che devono essere rinvenibili nell’analisi di contesto, nella SWOT e nei fabbisogni individuati.

L’ambito tematico del turismo sostenibile presuppone che gli interventi in esso contenuti abbiano come ‘minimo comune denominatore’ lo sviluppo di un modello di turismo ‘responsabile’ che sia fondato sulla sostenibilità nella fruizione del territorio, nel coinvolgimento delle comunità locali e nella sensibilizzazione degli operatori pubblici e privati coinvolti nella definizione di un’offerta territoriale che sposi il paradigma della sostenibilità (mobilità sostenibile, ‘carte di cittadinanza sul turismo responsabile’, utilizzo di prodotti a km zero..).

Pertanto interventi sulla tutela e valorizzazione dei beni ambientali e culturali (presenti tra l’altro come ambiti tematici distinti), così come interventi di promozione e valorizzazione delle produzioni locali possono essere inclusi se prevedono linee strategiche di intervento legate alla fruizione sostenibile del territorio in chiave turistica.

Si, purché tale soggetto sottoscriva con il GAL un protocollo di intesa/lettera di intenti in cui vengono definiti ruoli e attività dell’organismo per dopo l’approvazione e in fase di implementazione del PdA. Si rimanda a quanto descritto nel Format PdA, in calce alla Tabella 7.1.1.a: “Si sottolinea che per le strutture di governance nell’accordo sottoscritto saranno indicati i compiti, ……omissis……

E’ possibile che un determinato partner, ad esempio un’associazione che si occupa di più tematiche, possa essere coerente con più ambiti e pertanto lo stesso può concorrere all’assegnazione dei punteggi; si tenga presente che nella Tab. 2.2.1.a (coerenza del partenariato per ambito tematico) va inserito il riferimento numerico alla Tab. 2.3.a presente nel paragrafo 2.3 del Format PdA. Si rimanda anche alla FAQ già pubblicata inerente gli ambiti tematici scelti in coerenza con il partenariato.