FAQ Fase 1 Bando di selezione PdA

 

Risposta al Quesito 1)

La dichiarazione del Presidente dell'Unione è necessaria per stabilire univocamente:

  • da quali comuni eleggibili è composta l'Unione;
  • che l'Unione (attraverso i suoi Comuni eleggibili) aderisce al GAL.

L'adesione dell'Unione non implica un obbligo per l'Unione di diventare socio del GAL, tale obbligo sussiste solo per i Comuni eleggibili.

Pertanto, considerato che tutti i Comuni eleggibili dell’Unione sono già soci del GAL, l’Unione deve presentare una dichiarazione del Presidente che attesti:

  • che l’Unione con tutti i Comuni eleggibili (fornendo la lista dei Comuni) aderisce al GAL;

Si fa presente che tale dichiarazione (con gli eventuali allegati - le delibere dei comuni - in caso di modifica di un'Unione esistente o costituzione di nuova Unione ) sarà inoltrata all'Assessorato competente per la verifica dei requisiti previsti dalla Legge Regionale n.2/2016 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna).

Risposta al Quesito 2)

Anche in questo caso, considerato che sia l’Unione che tutti i Comuni eleggibili dell’Unione sono già soci del GAL, l’Unione deve comunque presentare la dichiarazione del Presidente che attesti:

  • che l’Unione con tutti i Comuni eleggibili aderisce al GAL e che la stessa Unione è socia del GAL;

Per i comuni già soci è sufficiente la dichiarazione del Presidente del GAL che ne attesti la qualità di socio e la regolarità del versamento delle quote.

 

 

Risposta al Quesito 3)

Essendo un documento previsto dal Bando, qualora la dichiarazione del Presidente dell’Unione non dovesse pervenire spontaneamente, il GAL promotore dovrebbe adoperarsi per ottenerla.

 

 

Risposta al Quesito 4)

Considerata la nuova impostazione del Bando che individua l’Unione dei Comuni come unità elementare indivisibile che aderisce ad un GAL ,la dichiarazione del Presidente dell’Unione, redatta nei termini descritti nelle risposte precedenti, deve essere obbligatoriamente presentata in allegato alla domanda di partecipazione.

In caso di assenza della dichiarazione, i Comuni eleggibili di quell’Unione non potranno essere considerati aderenti al GAL pur essendone soci.

Oltre a rimandare alla lettura della FAQ n. 9 già pubblicata si conferma che le imprese aventi sede legale in un comune extra area GAL possano sia esserne soci che partecipare al PPP relativamente al nuovo PdA; questo a prescindere dal fatto che l’impresa abbia sede legale in un comune eleggibile (anche se di un GAL diverso)  e/o non; si rimanda inoltre al par. 2 (descrizione del piano del percorso partecipativo) del Format PdA ed alla specifica Tab. 2.2.1.a (coerenza del partenariato per ambito tematico) in cui possono essere indicate le imprese operanti in settori collegati all’ambito tematico individuato e ricadenti in aree extra GAL. 

Il principio della “porta aperta” è un requisito da soddisfare a seguito dell’approvazione del PdA, esso è valido sia per i partner in entrata che per quelli in uscita; se trattasi di un socio pubblico rimane valida la risposta già fornita nella FAQ n. 6 citata mentre le altre tipologie di soci (privati ed altri) possono avvalersi della “porta aperta” in qualsiasi momento.

In sostanza la possibilità che un socio decida di non far più parte della compagine del GAL tra Fase 1 e Fase 2 è prevista, salvo nel caso delle Unioni di Comuni e dei relativi comuni eleggibili che nella Fase 1 identificano l’area oggetto della strategia di sviluppo locale.

Nell’erogazione dei finanziamenti non esistono limitazioni legate alla diversa classificazione delle aree eleggibili. Possono beneficiare dei finanziamenti tutti i territori comunali eleggibili LEADER riportati nell’allegato 4 al bando;

Si ricorda che i GAL hanno la facoltà di GAL stabilire i principi di selezione delle Azioni Chiave, ad esempio premiando i Comuni più svantaggiati, sulla base delle evidenze emerse dal Piano del Percorso Partecipato (PPP), elementi che devono essere rinvenibili nell’analisi di contesto, nella SWOT e nei fabbisogni individuati.

L’ambito tematico del turismo sostenibile presuppone che gli interventi in esso contenuti abbiano come ‘minimo comune denominatore’ lo sviluppo di un modello di turismo ‘responsabile’ che sia fondato sulla sostenibilità nella fruizione del territorio, nel coinvolgimento delle comunità locali e nella sensibilizzazione degli operatori pubblici e privati coinvolti nella definizione di un’offerta territoriale che sposi il paradigma della sostenibilità (mobilità sostenibile, ‘carte di cittadinanza sul turismo responsabile’, utilizzo di prodotti a km zero..).

Pertanto interventi sulla tutela e valorizzazione dei beni ambientali e culturali (presenti tra l’altro come ambiti tematici distinti), così come interventi di promozione e valorizzazione delle produzioni locali possono essere inclusi se prevedono linee strategiche di intervento legate alla fruizione sostenibile del territorio in chiave turistica.

Si, purché tale soggetto sottoscriva con il GAL un protocollo di intesa/lettera di intenti in cui vengono definiti ruoli e attività dell’organismo per dopo l’approvazione e in fase di implementazione del PdA. Si rimanda a quanto descritto nel Format PdA, in calce alla Tabella 7.1.1.a: “Si sottolinea che per le strutture di governance nell’accordo sottoscritto saranno indicati i compiti, ……omissis……