FAQ Fase 1 Bando di selezione PdA

Si intendono tecniche di “progettazione partecipata” da utilizzare per processi decisionali inclusivi con il coinvolgimento degli stakeholder in determinato territorio; esistono numerose tecniche partecipative che possono essere utilizzate nella costruzione della strategia di sviluppo locale (PdA); vanno utilizzate quelle ritenute più opportune in relazione agli obbiettivi da conseguire, pertanto si chiede di descriverle chiaramente con l’indicazione di un responsabile/facilitatore che sia in grado di attuarle e con competenze tecniche precise in materia di facilitazione dei processi partecipativi; il facilitatore da individuare deve aver già utilizzato delle tecniche partecipative, quindi deve possedere un’adeguata esperienza professionale che gli consenta di dominarle  ( si suggerisce di valutare il curriculum od altri aspetti). E’ compito del GAL fare in modo ed assicurarsi di utilizzare esperti che siano in grado di gestire tali tecniche per la costruzione di un PdA adeguato alle esigenze ed alle scelte dei territori

Nel Format del PdA si suggerisce ad esempio, per quanto riguarda la gerarchizzazione dei fabbisogni, la tecnica Nominal Group Technique; altre possono comunemente utilizzate possono essere:

  • Open Space Technology (OST);
  • World Cafè (esplorazione ed approfondimento temi per gruppi distinti);
  • NGT, SPO (ricerca del consenso su elementi individuati);
  • Scale valoriali, Brainstorming (negoziazione e costruzione di un linguaggio comune);
  • Swot relazionale (individuazione delle priorità d’intervento);
  • EASW (European  Awareness Scenario Workshop) per la costruzione di scenari;
  • PCM (Project Cycle Management) progettazione per obbiettivi;
  • Tecniche di Negoziazione.
  • ed ancora altre: Action Planning, Ascolto Attivo, Consesus Building (gestione creativa dei conflitti), Technology of Partecipation, Focus Group, Future  Search, Appreciative Inquiry, Creative Problem Solving, GOOP, Metaplan, ecc..

a)      Con il termine “Circondato da aree non eleggibili” si intende che il Comune in questione non è confinante, neppure parzialmente, con nessun  Comune eleggibile;

b)      Per quanto detto al punto precedente, l’eccezione vale solo per i Comuni che non confinano con nessun Comune eleggibile. Nel caso in cui invece il Comune in questione confini, anche solo parzialmente ad uno o più Comuni eleggibili, esso può aderire solo ad un partenariato costituito con i Comuni confinanti anche non appartenenti alla medesima Unione di Comuni, purchè  sia garantita la contiguità territoriale. 

In linea generale, nulla vieta che i soggetti pubblici possano partecipare al capitale sociale con una quota superiore al 50%.

È nella scelta della forma giuridica che si deve garantire ai portatori di interesse privati la possibilità di raggiungere, nelle decisioni delle assemblee, almeno il 50% dei voti. Pertanto, nel caso in cui il capitale versato sia in maggioranza pubblico, sicuramente non si potrà scegliere una forma giuridica in cui il peso del voto sia legato all’entità della quota di capitale sottoscritta.

 

Il nuovo partenariato che intenda  costituirsi in GAL deve presentare la documentazione prevista al punto 6.8 (del bando modificato il con i relativi allegati n. 2 e n. 3; per la futura adesione al soggetto proponente (capofila) da parte dei soci allegare quanto previsto ai punti a) e b) dell’allegato 3 al bando, scansionando tutti i documenti  originali, firmati e in caso di autodichiarazioni corredate da un documento d’identità, e trasformandoli in un unico allegato in formato PDF al momento dell’invio (a conclusione della Fase 1).

Per quanto riguarda la compilazione della tabella 3.3.a (elenco dei partner del GAL) e nello specifico la colonna “quote sociali sottoscritte”, queste non vanno necessariamente indicate né versate per i nuovi partenariati almeno fino all’eventuale costituzione in una struttura legalmente riconosciuta.

 

Come riportato nel punto 1. del bando regionale CLLD LEADER, il soggetto beneficiario, nel caso di nuovi partenariati potrà essere un soggetto indicato come Capofila, attraverso formale delega, che ne regola i rapporti fino alla eventuale costituzione in una struttura legalmente riconosciuta secondo le regole fissate per l’accesso alla Misura 19.4 (in caso di finanziamento del PdA).

Ciò implica che la rendicontazione delle spese sarà a carico del soggetto Capofila che per conto del nuovo partenariato giustificherà le spese sostenute e presenterà la domanda di aiuto e di  pagamento sulla Misura 19.1.

Pertanto, tutti i documenti giustificativi di spesa (fatture o documenti equivalenti) e di pagamento (bonifici quietanzati, ecc.) devono essere necessariamente intestati al soggetto Capofila.

Per poter presentare le domande di aiuto e di pagamento è necessario che il soggetto Capofila costituisca/aggiorni il fascicolo aziendale sul SIAN. I soggetti abilitati alla costituzione/aggiornamento del fascicolo aziendale ed alla compilazione sul SIAN delle domande, sono i CAA autorizzati per la Regione Sardegna. 

a)      Si, il nuovo partenariato che intenda costituirsi in GAL deve necessariamente individuare un soggetto capofila sia per accedere alla Fase 1 (domanda di aiuto entro il 31.03.2016) che alla Fase 2 (domanda di pagamento a seguito di ricevibilità del PdA);

b)      Si tratta di una delega formale, redatta per iscritto, in cui tutti i componenti del partenariato firmano un documento in cui individuano il soggetto capofila e che ne stabilisce i rapporti e le funzioni da svolgere fino appunto alla “costituzione formale del GAL in una struttura legalmente riconosciuta”;

c)       Dopo l’eventuale approvazione del PdA il nuovo partenariato avrà 60 giorni di tempo (con possibile proroga di ulteriori 30 giorni) per costituirsi in GAL  e soddisfare i requisiti previsti dai punti 8.1 ed 8.2 (Vedere il punto 8.5 del bando).

La Regione nel corso degli incontri propedeutici alla pubblicazione del bando e all’interno del primo Comitato di Sorveglianza del PSR 2014-2020 aveva annunciato che era stato avviato un processo di modifica del PSR rispetto alle regole di aggregazione (ATO e interprovincialità) dei territori dei GAL e delle quote sociali previste (abbassamento del capitale sociale da 150.000 a 100.000 euro).

Per quanto riguarda le regole alla base delle aggregazioni territoriali fanno fede dunque le indicazioni presenti al punto 3.2 “Limiti di popolazione” del bando regionale CLLD LEADER. 

Le modifiche sono state già inoltrare alla Commissione UE ed il processo di approvazione delle stesse è legato esclusivamente ai tempi tecnici previsti.

Si rimanda a questo proposito al punto 8.4 del bando (Fine Tuning-finalizzazione del PdA) che non limita la scelta delle misure  e sotto-misure del P.S.R. da parte dei GAL, purchè coerenti con l’ambito tematico selezionato ; per cui, come riportato dall'Accordo di Partenariato 2014-2020 alla sezione 3.1.1., “all’interno degli ambiti tematici spetterà ai GAL scegliere le azioni/misure da attivare in funzione dei risultati attesi individuati nel Piano d’Azione “

 

Nella fase di Fine Tuning, successiva alla presentazione dei PdA , verranno individuate nel dettaglio le operazioni e gli interventi  ammissibili a finanziamento ed il possibile inserimento nel sistema informativo del l’Organismo Pagatore AGEA.

Si richiama inoltre quanto riportato nella scheda della Misura 19 del P.S.R. 2014-2020 della Regione Sardegna , cap. 8.2.16.2 :“Per attuare le strategie di sviluppo locale i GAL potranno individuare le tipologie di intervento previste dalle misure di riferimento del PSR che riterranno più idonee in base agli ambiti tematici prescelti e ai fabbisogni individuati. in  Inoltre, in considerazione della flessibilità dell’approccio Leader, i GAL potranno prevedere interventi riconducibili ad altre misure FEASR e ad altri programmi finanziati da fondi SIE, purché coerenti con gli ambiti tematici selezionati nelle strategie di sviluppo locale.

No, il principio che guida la definizione dei territori prevede che la responsabilità nella scelta di aderire ai partenariati spetti alle Unioni.  Le Unioni, anche ascoltando i portatori di interesse privati, dovranno deliberare (essendo i Comuni portatori di interessi collettivi e investiti da un mandato popolare) a quale partenariato aderire.  Il principio seguito è quello di evitare che si possano presentare più PdA all’interno di una stessa Unione. La delibera del l’Unione, o nel caso di un GAL esistente la conferma da parte del legale rappresentante del GAL della volontà da parte dell’Unione associata di restare socio,  è la condizione prevista per essere ammissibile al sostegno preparatorio Misura 19.1 ( che finanzia i costi connessi alla elaborazione e redazione del PdA).

Quanto detto sopra si applica anche al caso di Comuni non inclusi in alcuna Unione, in tal caso la scelta di aderire ad un GAL implica necessariamente una scelta a monte di aderire ad una Unione esistente o di costituirne una nuova.