TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
La necropoli di Tuvixeddu
 
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Cagliari, necropoli di Tuvixeddu
Il colle di Tuvixeddu si può leggere come uno degli elementi collinari che caratterizzano la geomorfologia di Cagliari. La complessità di questi elementi, la loro importanza a livello storico ma anche di cultura materiale, presentano più di un'analogia ed evidenziano come il territorio cittadino fosse ampio ed esteso ma con molti punti di contatto. E' appurata la continuità d'uso di queste aree in un arco di tempo che abbraccia la preistoria fino ai nostri giorni con un'infinità di testimonianze: sepolture e corredi funebri, pittura parietale, sacche di materiali di riporto, letteratura e aneddoti popolari.

Galleria fotografica
  • Tuvixeddu, area della necropoli
  • Tuvixeddu, ingressi alle sepolture
  • Tuvixeddu, area della necropoli
  • Tuvixeddu, tombe a pozzo
  • Tuvixeddu, area della necropoli
  • Area archeologica di Tuvixeddu, sepolture a colombario
  • Tuvixeddu, tombe della necropoli


Storia degli studi
La storia degli studi sulle emergenze archeologiche del colle è piuttosto travagliata. Scavi clandestini, lavori edilizi, indagini condotte frettolosamente e documentazione insufficiente hanno causato la perdita di informazioni e dati fondamentali per ricostruire la storia di Tuvixeddu.
Età preistorica
I materiali più antichi rinvenuti nella zona testimoniano una frequentazione sin dal Neolitico Antico: nella zona tra la laguna di Santa Gilla e il vicino colle di Tuvixeddu sono emersi reperti in selce ed ossidiana come lame e raschiatoi databili tra il VI e il V millennio a.C.
Età fenicio-punica
La necropoli di Tuvixeddu è la più grande testimonianza di architettura funeraria del periodo punico in tutto il bacino del Mediterraneo. Le tombe, cavità ipogeiche scavate nella roccia calcarea, furono utilizzate tra il VI e il III secolo a.C.
Età romana
In età repubblicana e imperiale sulle pendici del colle, lungo viale Sant'Avendrace, la necropoli conosce continuità d'uso da parte dei Romani. Troviamo sepolture a camera, ad incinerazione e a fossa. Ci sono anche tombe monumentali appartenenti a personaggi illustri.
Età medievale
L'esigua documentazione letteraria sul medioevo sardo non risale che al 1063, prima di questa data abbiamo solo le lettere di Gregorio Magno degli inizi del VII secolo Sappiamo però che dopo l'insediamento fenicio furono Romani, Bizantini e gli appartenenti ai giudicati a rafforzare il ruolo dominante della città per farne una capitale.
Età moderna e contemporanea
Durante tutto l'Ottocento le strutture preesistenti furono riutilizzate anche a scopo abitativo sebbene con discontinuità. Una testimonianza più importante è data dal sistema di ville borghesi che cingono il colle di Tuvixeddu e la necropoli come un anello la cui gemma è Villa Mulas (già Massa), caseggiato che risale ai primi del '900 e che presenta una bella facciata liberty ed un corpo con più ambienti.
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