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Sviluppo del territorio e riforma degli Enti locali, per il nuorese 89 milioni di opere pubbliche. Pigliaru: con i territori il coraggio delle scelte
L'assessore regionale della Programmazione del Bilancio Raffaele Paci ha annunciato che la Regione è pronta a raddoppiare ancora arrivando a mettere a disposizione fra 70 e 80 milioni di euro.
Pigliaru Nuoro

NUORO, 17 DICEMBRE 2014 - Ci sono oltre 89 milioni di euro già disponibili per il Nuorese fra cantieri e progetti e 116 milioni di euro circa non ancora spesi di fondi Fesr della programmazione 2007-2013 da riprogrammare sul territorio. Non solo: per il bando destinato a Province e Comuni per opere in avanzato stato di progettazione (devono essere consegnate entro settembre 2015) dopo il raddoppio da 20 a 40 milioni di fondi europei, l'assessore regionale della Programmazione del Bilancio Raffaele Paci ha annunciato che la Regione è pronta a raddoppiare ancora arrivando a mettere a disposizione fra 70 e 80 milioni di euro. Le cifre sono emerse durante la parte serale dell'incontro organizzato nella sede della Provincia di Nuoro fra gli amministratori locali, il presidente della Regione Francesco Pigliaru e parte della Giunta e moderato dal capo di Gabinetto della Presidenza Filippo Spanu.

Il governatore con gli assessori dell'Istruzione Claudia Firino, dell'Industria Maria Grazia Piras, del Lavoro Virginia Mura, degli Enti Locali Cristiano Erriu oltre che del Bilancio Paci, hanno articolato gli incontri della giornata in tre momenti legati a istruzione, sviluppo e riforme degli enti locali. Al dibattito hanno partecipato gli amministratori locali, con in testa il sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi e il presidente della Provincia Costantino Tidu, oltre ai sindaci delle Unioni dei Comuni.

L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE - "Questa assemblea è stata pensata per darci l'opportunità di condividere un'idea e scrivere un'intesa tra noi", ha detto il presidente Pigliaru in apertura dell'incontro, proseguendo con una sintesi dei tanti punti toccati nella giornata nuorese. Il percorso è partito dall'istruzione, ha toccato imprenditorialità e lavoro, mettendo l'accento sulle potenzialità di quest'area. Subito dopo, gli incontri con i sindacati, nello specifico quelli dei settori chimica e tessile, per finire con l'Università. "Mentre cerchiamo di mitigare i danni di una crisi devastante, che in questo territorio si sente molto forte, di una profonda crisi industriale nata da scelte sbagliate del passato, dall'altra parte lavoriamo per uno sviluppo che deve essere concreto e sostenibile", ha sottolineato Francesco Pigliaru. "Abbiamo detto quali sono gli strumenti, ora insieme dobbiamo condividere le scelte. Serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. In alcune cose la Regione sinora è stata decisamente carente - ha proseguito - ora che siamo noi al governo vogliamo fare in modo che questo non succeda più. Ma il territorio deve fare la sua parte, deve affrontare con noi delle scommesse e noi ci saremo". In conclusione di dibattito, infine, il presidente Pigliaru si è soffermato sul rapporto tra Regione e territorio. "Per noi oggi è l'apertura di un dialogo, decidiamo insieme se siamo pronti a collaborare, come noi vorremmo, o se preferiamo guardarci con diffidenza. Qui dobbiamo vincere quel grande nemico che è lo spopolamento. Le persone restano in un comune se hanno possibilità di lavoro e prospettive di benessere, cioè vivere opportunità di sviluppo. Ma per avere tutto ciò bisogna crescere, e uno dei cardini del nostro programma elettorale, premiato dagli elettori, è l'Unione dei comuni. Se non ci uniamo rischiamo di morire di 'piccolezza'. Il frazionamento crea isolamento e spopolamento, non il vero sviluppo - ha concluso il presidente - che non è distribuire soldi pubblici ma è capacità, idee, creatività, produrre e vendere qualcosa che qualcuno compra. Fateci proposte, attendiamo da voi un documento e siamo pronti ad essere al vostro fianco".

RISORSE PER IL TERRITORIO - L'assessore Paci ha confermato che ci sono moltissime risorse per il Nuorese, alcune già sul territorio e altre pronte per la progettazione, suddivise fra Opere pubbliche cantierabili (3,8 milioni), Pacchetti integrati di agevolazione (5,3 milioni), Progetti di Filiera e Sviluppo Locale (23,7 alle imprese e 29 alle opere pubbliche), Progetti di pronta cantierabilità (27,2 milioni). In più, ci sono in cassa i 116 milioni di euro di Fondi europei Fesr non spesi dalla programmazione 2007-2013. "Sono somme importanti che consentiranno interventi decisivi sul territorio - ha detto il vicepresidente della Regione - Voglio ribadirlo ancora una volta, le risorse ci sono, vanno utilizzate bene. Oggi siamo qui a Nuoro, ed è la prima tappa dopo aver presentato la nuova programmazione territoriale due settimane fa ad Abbasanta, per iniziare a essere concreti e operativi - ha detto l'assessore Paci - Andiamo nei territori ad ascoltare le loro esigenze, non a imporre le nostre proposte. Le risorse ci sono, dovete essere voi a dire che cosa serve al vostro territorio e come vorreste che fosse realizzato. Siete voi a doverci comunicare un'idea di sviluppo. Un progetto vincente. Noi siamo pronti, e siamo qui per ascoltare voi. C'è poi una manovra finanziaria che ci consentirà di spendere 800 milioni in più dell'anno scorso e che integrando i fondi europei rappresenta una novità assoluta, c'è un piano infrastrutture da 600 milioni. Abbiamo trovato protocolli sottoscritti nel passato senza copertura finanziaria - ha concluso Paci - Adesso basta, sono metodi che non ci appartengono: noi mettiamo a correre tante risorse e ora aspettiamo le vostre proposte".

ALTRI FONDI PER IL BANDO A SPORTELLO - Il vicepresidente della Regione ha poi annunciato che la Giunta regionale sta ipotizzando di raddoppiare ulteriormente lo stanziamento dei fondi europei Fesr 2007-2013 messi in campo con una procedura semplificata a sportello lo scorso 25 novembre, già portati a 40 milioni dai 20 iniziali. Il bando in poche ore aveva ricevuto 283 richieste da Comuni e Province sardi per un totale di 139 milioni e mezzo di euro. "Stiamo pensando di portare il finanziamento del bando a 70-80 milioni di euro - ha detto l'assessore Paci - Tutti soldi che stiamo facendo di tutto per non perdere visto che non sono stati spesi nella precedente legislatura. L'obiettivo è spendere i soldi bene, velocemente e a favore delle comunità locali, il che significa aprire cantieri, creare nuova occupazione e rimettere in moto l'economia locale".

LA RIFORMA DEGLI ENTI LOCALI - "Si va in una direzione che porta inevitabilmente al ripensamento dei poteri locali che devono riorganizzarsi. Non lasceremo nessun dipendente della Provincia per terra, ma una cosa è certa: guardare nello specchietto retrovisore non porta da nessuna parte, e pensare di caricare i costi delle Province che non ricevono più soldi dallo Stato sul bilancio regionale non è realistico. Lo Stato taglia e bisogna prendere atto che le Province stanno andando a morire". L'ha detto l'assessore Erriu, replicando agli interventi in chiusura del dibattito e assicurando che "ogni passaggio sarà graduale per tutelare al massimo i dipendenti". Le linee guida alla base della riforma delle istituzioni locali della Sardegna, ha spiegato il titolare degli Enti Locali, sono la semplificazione amministrativa e la condivisione con i territori. "Una riforma che dev'essere coerente con le dinamiche in atto. Per realizzare questa riforma noi ascolteremo tutti, in primo luogo l'Anci che abbiamo già più volte sentito, ci confronteremo, valuteremo le singole esigenze. In Sardegna serve assolutamente un testo unico sugli enti locali, cioè una legge organica che metta ordine far le tante, troppe che esistono oggi e che sono come i tempi bizantini con colonne parallele costruite in tempi diversi, con risorse diverse e materiali diversi che rendono l'intero sistema confuso e disorganizzato. Così non si va da nessuna parte. Noi vogliamo fare una riforma che migliori la vita dei cittadini - ha aggiunto Erriu - Dunque puntiamo sulla scuola, sul welfare, sulla semplificazione della pubblica amministrazione, sulla qualità dei servizi. La Regione, in un nuovo contesto organizzativo che preveda il rafforzamento delle Unioni dei Comuni, deve poter decentrare sul territorio funzioni e competenze".

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