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La rete telematica regionale, coperte anche le zone interne.

La Giunta regionale ha definito nei giorni scorsi il piano d’azione per la nuova Rete Telematica.
Si tratta di un documento di indirizzi (già presente nel sito nella versione integrale approvata mercoledì 23) che illustra, anche attraverso una prima indicazione tecnologica, il programma di interventi per il miglioramento dei servizi on-line della pubblica amministrazione.

Il Piano individua nella realizzazione di un anello in fibra ottica che collegherà i territori delle otto Province, l’infrastruttura di base sulla quale confluiranno i collegamenti con le reti cittadine attuali, in fase di completamento e future. L’obiettivo è quello di definire in tempi brevi, razionalizzando risorse finanziarie e interventi strutturali, un ampio disegno di adeguamento tecnologico della pubblica amministrazione, recentemente sollecitato anche dal Ministro per l'Innovazione Lucio Stanca.

Per conseguire questo risultato, la Regione impiegherà anche la propria dotazione di fibre nel Consorzio Janna, che collegheranno con un cavo sottomarino (è già stata posata la tratta Olbia-Civitavecchia) la Sardegna alla Penisola. Il Piano avvia il riordino delle iniziative nel settore ICT, puntando a realizzare la connessione di tutti i centri dell'isola anche attraverso l'impiego, per le zone interne, di tecnologie radiotrasmissive d’avanguardia (wi max).

Attraverso gli strumenti già previsti nel POR e sulla base dei contenuti dell'Accordo di Programma Quadro sulla Società dell’Informazione (del 28.12.04), il documento della Giunta richiama l’esigenza di rendere coerenti gli interventi di settore a un unico disegno strategico per la realizzazione di un sistema pubblico di connettività dotato di infinita capacità trasmissiva, anche per le future applicazioni. Una grande infrastruttura nella disponibilità di tutta la pubblica amministrazione (Regione-Enti Locali) per migliorare le relazioni con i cittadini e il sistema produttivo.

Intanto, su un altro non lontano terreno, il ministro delle Telecomunicazioni Gasparri, nell'intento di promuovere l'avvio del digitale terrestre in Italia, ha scelto la Sardegna fra le due regioni italiane dove favorire il passaggio dalla tv analogica a quella digitale entro il 31 dicembre del 2006. Con l'aiuto tecnico dell'Istituto Bordoni, che da sempre si occupa di ricerca nelle telecomunicazioni, la scelta è caduta sulla Sardegna e sulla Valle d'Aosta, dove questa sperimentazione può essere fatta per la scarsità della popolazione e il numero limitato di decoder da finanziare da parte dello Stato, e perché si tratta di territori isolati dove la modifica delle reti di trasmissione non causerebbe disturbo alle regioni vicine.

La Regione Sardegna è stata investita dal Ministero due settimane fa, e richiesta di approfondire insieme la fattibilità tecnica dell'operazione e di collaborare per il cofinanziamento dell'acquisto dei decoder per circa 500.000 famiglie sarde. Il Presidente Renato Soru ha incontrato il Ministro Gasparri dando la più ampia disponibilità della Regione a collaborare. Un nuovo incontro è già in programma per la prossima settimana, per puntualizzare i termini della collaborazione fra Stato e Regione. Per poter passare al digitale, occorre spegnere le trasmissioni con la tecnologia attuale, e questo si potrà fare solo quando tutte le famiglie sarde avranno a disposizione il decoder, per evitare il rischio che rimangano senza il segnale tv. Occorre quindi che siano distribuiti 500.000 decoder. Il costo del finanziamento è pari a 50 milioni di euro, a cui la Regione può contribuire solo marginalmente.

Sono infatti le reti televisive terrestri e quelle commerciali innanzitutto, ad essere particolarmente interessate al passaggio al digitale, perché con questa tecnologia potranno offrire programmi televisivi a pagamento, come Mediaset ha già cominciato a fare con il calcio in concorrenza con Sky. Ne beneficeranno anche i cittadini, per la maggiore offerta alla quale potranno avere accesso e anche per la possibilità di utilizzare servizi interattivi. La televisione digitale è in grado non solo di ricevere segnali tv, ma anche di dialogare con l'utente attraverso il decoder collegato alla rete telefonica e a Internet. Tra i servizi interattivi che saranno offerti, anche quelli di accesso ai servizi della pubblica amministrazione giocheranno un ruolo importante. La Regione Sardegna ha già manifestato il suo interesse ad avviare la sperimentazione del digitale terrestre nell'Isola non solo per offrire un servizio migliore ai cittadini, ma anche per favorire la nascita di imprese che si specializzino in anticipo nell'offerta di servizi di tv digitale che più tardi potranno essere trasferiti su scala nazionale.

Rimane il punto che questa sperimentazione interessa soprattutto allo Stato, alle reti tv e a quelle di telecomunicazioni. Anche in virtù dell'apprezzamento manifestato dal Ministro per la disponibilità della Regione, il previsto convegno internazionale organizzato dal Ministero delle Telecomunicazioni sulla materia del digitale terrestre si terrà in Sardegna il prossimo mese di aprile. A quel convegno la Regione porterà il suo contributo di idee.


Ufficio stampa