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Consegnato a Giovanni Lilliu il "Sardus Pater"

L'archeologo di Barumini ha ricevuto questa mattina la medaglia d'oro e la pergamena, che la Regione destinerà da quest'anno a personaggi che hanno dato lustro alla Sardegna in Italia e nel mondo. L'abbraccio dei suoi allievi, alla presenza della Giunta al completo e del Presidente del Consiglio regionale. Il richiamo del professor Lilliu all'unità dei Sardi.
CAGLIARI, 20 DICEMBRE 2007 - "Saludi e trigu". Con il tradizionale saluto augurale, il professor Giovanni Lilliu questa mattina ha fatto il suo ingresso nella sala Giunta del palazzo di viale Trento, in occasione della consegna dell'onorificenza Sardus Pater. Era commosso, l'illustre componente (l'unico sardo) dell'Accademia dei Lincei, nel ritrovare tanti amici al fianco delle massime autorità regionali: numerosi suoi allievi, infatti, hanno presenziato alla breve cerimonia che ha anticipato i lavori della Giunta.

Il lavoro svolto dall'archeologo di Barumini sin dagli anni Cinquanta è riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. E la figura del professor Lilliu ha dato veramente lustro alla Sardegna, sia in Italia che all'estero. "La ricchezza - ha detto il Presidente Soru - di una vita intera spesa per il bene comune".

Soru, nel sottolineare che si trattava della prima onorificenza Sardus Pater dalla recente istituzione, ha spiegato che "stavolta è stato troppo facile fare la scelta. Lei, professor Lilliu, dà consistenza alla figura mitica del Sardus Pater. Credo di interpretare non solo i sentimenti della Giunta e del Consiglio regionale, ma anche di tutti i sardi".

"Non c'è bisogno di presentarla - ha aggiunto Soru -. E neppure di ricordare ciò che lei ha fatto: ha scavato, insegnato, fatto politica, è stato con i giovani, scritto libri per un totale di 2.500 pagine. Le annuncio che la Regione ripubblicherà i suoi libri. E oggi la Giunta delibera di assegnare alle Università della Sardegna un fondo speciale per la valorizzazione dei siti archeologici".

Il professor Lilliu ha letto un breve testo di ringraziamento in italiano. "Onorevole Presidente della Regione, Renato Soru, Signori e Signore Assessori, mi corre debito esprimere sentitamente a loro i ringraziamenti per l'onorificenza che mi è stata data oggi. Penso che tale onore mi sia stato dato perché io ho servito la mia terra, la nostra terra, costruendone puntigliosamente sempre nuove identità".

"Io ho cercato di mettere la mia vita e il mio lavoro in rapporto speculare con la nuova prospettiva della Sardegna, in relazione col vasto mondo. Ho cercato di individuare la sua cultura e la sua gente nel segno delle antiche suggestioni e nel solco della sua lunga tradizione resistenziale. Suppongo che il mio mestiere di archeologo non sia stato inutile e mi abbia stimolato a credere nel nostro avvenire di Sardi".

"Ho cercato di combattere contro il vento e il tempo della dipendenza della nostra isola, della nostra patria, e piantare gli alberi della nuova autonomia. È tempo di uscire dalla crisi attuale (che significa stacco dal tempo andato anche recente e annuncio di svolta culturale). Di mettere al servizio della rifondazione sarda le palesi e riposte energie, di tendere tutto l'arco del desiderio e della volontà per realizzare la stagione ancora in spirito e pratica di vera libertà. Tutti insieme. Fortza paris".

Dopo il saluto di Enrico Atzeni, archeologo e decano degli allievi di Giovanni Lilliu, ha parlato anche il Presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu. "L'onorificenza istituita dalla Regione - ha detto - non poteva essere assegnata a una persona più illustre del professor Lilliu, al quale dobbiamo tutto il lavoro di conoscenza sul nostro passato. È una pietra miliare, e spero che i suoi allievi possano proseguire nella sua opera. A nome di tutti i sardi, le istituzioni regionali si assumono l'impegno di tutelare l'identità da lei richiamata".