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Ambiente, approvato piano di eradicazione in Sardegna della tartaruga palustre americana

"Alcune specie invasive sono la seconda causa di perdita della biodiversità nel mondo e possono generare molteplici conseguenze negative sulle specie autoctone, come predazione, parassitismo, diffusione di malattie e modifica dell’ecosistema" - ha spiegato l’assessore Lampis.
Cagliari, 3 marzo 2020 - Dopo il parere espresso dall’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) ed acquisito il parere favorevole del Comitato regionale faunistico, l’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis, ha firmato il decreto di approvazione del "Piano di eradicazione della tartaruga palustre americana in Sardegna": si tratta di una specie d’acqua dolce di taglia media, caratterizzata da una prominente macchia rossa o gialla su entrambi i lati del capo (caratteristica che la distingue dalla testuggine palustre europea) e nel collo con nette e regolari striature gialle. Per molti anni, un mercato incontrollato della tartaruga palustre americana (Trachemys scripta spp.) l’ha portata ad essere la specie di testuggine palustre più diffusa nel mercato internazionale degli animali da compagnia.

"Alcune specie invasive sono la seconda causa di perdita della biodiversità nel mondo e possono generare molteplici conseguenze negative sulle specie autoctone, come predazione, parassitismo, diffusione di malattie e modifica dell’ecosistema - ha spiegato l’assessore Lampis - Una di quelle più diffuse in Sardegna è la tartaruga palustre americana, perciò era necessario predisporre linee guida regionali con l‘obiettivo di eradicare questa specie dal territorio isolano attraverso specifiche misure di contenimento ed attività di formazione e informazione capillare sul territorio regionale, anche in sinergia con gli altri soggetti competenti in materia ambientale, considerando che le attività di eradicazione ricadranno anche all'interno dei siti Natura 2000".

Le Province e la Città Metropolitana di Cagliari avranno il compito di applicare il piano a livello locale, attraverso la redazione di un piano provinciale di eradicazione, mentre sulle operazioni vigilerà il Corpo forestale.