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Pubblicati i dati sulle dimissioni volontarie per maternità relativi all'anno 2020

24.09.21 Notizie dalla regione
Diffusi dal Ministero del Lavoro i dati sulle dimissioni volontarie per maternità relativi al 2020, l’anno cruciale della pandemia e che ha costretto la popolazione alle lunghe quarantene. In questo contesto a gettare la spugna e scegliere tra il lavoro e la cura di un figlio piccolo sono state in Sardegna, nel 2020, 549 donne e 79 uomini per un totale di 625 tra lavoratrici e lavoratori. Un dato in leggera flessione rispetto all’anno precedente nel quale avevano scelto la strada delle dimissioni volontarie per poter accudire un figlio piccolo 803 lavoratrici e lavoratori.

Nelle due annualità 2019 e 2020 sono comunque in tutto 1.428 le lavoratrici e i lavoratori che lasciano il "posto", di cui in grandissima parte donne.
A immaginare tutti insieme le 625 lavoratrici e lavoratori che nel 2020 hanno lasciato il lavoro sono davvero una grande platea, larga quanto quella di una grande azienda che sta chiudendo i battenti e chiede in piazza, giustamente, interventi a livello politico.

A intervenire è la Consigliera Regionale di Parità, Maria Tiziana Putzolu, che analizza il fenomeno dal punto di osservazione del suo Ufficio Regionale e che si occupa, tra le altre tematiche inerenti la parità di genere, soprattutto di tutela delle lavoratrici.

La questione legata alle dimissioni volontarie per maternità è annosa, un fenomeno carsico, lento e progressivo che mette alle corde le famiglie quando devono fare i conti con il lavoro e la cura dei figli. Un fenomeno difficilmente osservabile nella vita quotidiana, ma è assolutamente presente tra i casi che si presentano all’Ufficio della Consigliera. Sono tante le donne che chiedono aiuto, soprattutto nel pubblico impiego o in grandi aziende, per ottenere, ad esempio un part-time, che è ancora la forma più "gettonata" di organizzazione dell’orario di lavoro che permette alle lavoratrici di poter conciliare la vita lavorativa con quella familiare a costi accettabili, ma che purtroppo spesso non viene concesso con motivazioni genericamente riconducibili alle ‘carenze di personale’. Purtroppo i dati raccolti dal Ministero del Lavoro ci raccontano una realtà ancora diversa nelle piccolissime aziende.

"È vero che se si fanno meno figli in Sardegna è per una lunga serie di ragioni, come viene spesso stigmatizzato e come spesso capita anche a me di sostenere. I comportamenti sociali e l’atteggiamento delle donne nei confronti della maternità sono profondamente mutati nel corso degli ultimi decenni. Non bisogna dimenticare, però, che è anche vero che quando si decide di mettere su famiglia inizia un vero e proprio percorso ad ostacoli. Questo percorso investe, per la verità, entrambi i genitori, ma a scegliere se rimanere a casa o proseguire a lavorare sono, appunto, soprattutto le donne."

Leggi il comunicato integrale [file.pdf]

Ultimo aggiornamento: 24.09.21