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Congresso Cisl, il Presidente della Regione Christian Solinas: "Sindacato e Governo regionale uniti nell'individuare scelte condivise e strategie comuni per lo sviluppo. Rinegoziare con lo Stato gli spazi della nostra specialità"

Lo ha detto il Presidente della Regione Christian Solinas, intervenendo ad Arborea al Congresso della Cisl. Questo metodo di lavoro, ha detto il Presidente, è indispensabile, ma occorre una chiarezza di fondo rispetto all’analisi della situazione attuale.
Cagliari, 8 marzo 2022 - "La Regione accoglie per intero la sfida della collaborazione stretta con le Parti sociali, con il mondo sindacale per scrivere insieme non solo l’utilizzo delle risorse oggi disponibili, ma per provare a tracciare le prospettive per la Sardegna dei prossimi decenni”.
Lo ha detto il Presidente della Regione Christian Solinas, intervenendo ad Arborea al Congresso della Cisl. Questo metodo di lavoro, ha detto il Presidente, è indispensabile, ma occorre una chiarezza di fondo rispetto all’analisi della situazione attuale.

“La pandemia ha costretto a rivedere l’agenda politica dei Governi di tutto il mondo, e ha determinato effetti sul sistema economico assolutamente senza precedenti. Pur nelle difficoltà, l’azione della Giunta regionale nel periodo della pandemia ha realizzato e messo in campo, come la Banca d’Italia e la Corte dei Conti hanno attestato, misure efficaci che stanno dando un risultato positivo”.
“La Regione Sardegna è quella che durante la pandemia ha investito maggiori risorse proprie rispetto a tutte le altre Regioni italiane per fronteggiare gli effetti della crisi, e offerto strumenti, a partire dal Fondo Resisto fino agli aiuti del comparto del turismo e a molte altre categorie, che hanno garantito sostegno e resistenza.
Ma si rischia di fallire se a questo impegno finanziario non fa riscontro il capitale umano necessario, e cioè se il settore pubblico non ha al suo interno le risorse per poter fare arrivare in tempi rapidi alle imprese e alle persone queste risorse. Gli ultimi vent’anni di politiche di mancata copertura del turn over, di contrazione violenta degli organici nelle pubbliche amministrazioni in tutti i settori – ha detto il Presidente Solinas – sono stati un fallimento, un errore strategico e storico. Oggi vengono al pettine nodi strutturali, come l’evidenza che un sistema sanitario non può reggere con migliaia di esodi annuali più o meno incentivati, senza copertura, senza nuove assunzioni”.


LOTTA ALLO SPOPOLAMENTO
Un altro tema toccato dal Presidente Solinas è stato quello della lotta allo spopolamento. “La questione delle zone interne – ha sottolineato il Presidente – riguarda tutti. Certamente in primo luogo coloro che vivono in territori ormai quasi del tutto privi dei servizi essenziali, ma anche il resto della cittadinanza ne è coinvolta. Nella Finanziaria di quest’anno abbiamo deciso una misura immediata che desse un’iniezione di liquidità sulle zone interne in chiave di lotta allo spopolamento. Offrire a chi non ha prospettiva la possibilità di restare nel proprio paese è il primo tassello perché non chiuda la bottega, il bar, la scuola, non chiudano gli altri servizi.
Abbiamo quindi ritenuto indispensabile – ha detto il Presidente – accompagnare le famiglie alla natalità, riconoscendo per ogni nascituro un sostegno di 600 euro ogni mese, per i primi 5 anni di vita, per consentire di programmare un futuro dei nostri bambini. Nella finanziaria e’ prevista anche la possibilità di un contributo per chi apre un'attività in queste stesse zone, per chi decide di ristrutturare casa nei centri storici dei piccoli Comuni sotto i 3.000 abitanti, e quindi di ricreare economia. Stiamo accompagnando tutto questo con la ripresa delle politiche di valorizzazione del comparto forestale, che rappresenta una grande ricchezza di questa nostra Regione, anche in termini occupazionali, riaprendo il turn over nell'agenzia Forestas e nel Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale”.


ALTA TECNOLOGIA PER IL NOSTRO FUTURO
“Stiamo cercando – ha detto ancora il Presidente Solinas – di configurare la Sardegna, agli occhi del mondo, come un ecosistema favorevole agli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. In questo senso va letto, non solo simbolicamente, il grande investimento che stiamo facendo nel sostenere il progetto dell'Einstein Telescope a Lula. L'Einstein Telescope sarà il più grande progetto di rilevatore delle onde gravitazionali al mondo. Per i prossimi 50 anni, ricercatori di tutto il mondo verranno in quella sede e proporranno una domanda di servizi, che alimenterà quindi quella particolare località della Sardegna e tutte le zone interne.
Altro progetto emblematico è sorto nei pozzi delle miniere della Carbosulcis, che hanno rappresentato un problema storico per anni e che erano in via di chiusura definitiva. In uno di questi pozzi, con un progetto concordato con l'Università di Cagliari e l'Università di Princeton, il progetto "Aria", abbiamo realizzato la prima torre di distillazione in Sardegna dell'Argon, un gas nobile, che cederemo all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Questo progetto genera lavoro diretto e indotto, perché dal raffreddamento delle torri di distillazione si ottiene un'acqua che consente la coltura di erba spirulina, che nel mondo rappresenta uno dei principali terreni di studio sugli alimenti ecologici e sostitutivi di altre proteine”.


RINEGOZIARE LA NOSTRA SPECIALITÀ
“Dobbiamo avere la forza, ha detto il Presidente, di rinegoziare le condizioni della nostra specialità. Assistiamo ad un rigurgito di centralismo che tende a cancellare spazi di autonomia e di specialità che nel tempo si erano consolidati, e che non sono certo un privilegio. Quando negli Statuti si è prevista la specialità, si è certificato e preso atto che esistevano condizioni geografiche, sociali, storiche e culturali, economiche che giustificavano una legislazione differenziata. Quello spirito, quella capacità di riconoscere la specialità come strumento indispensabile per governare quest'Isola purtroppo si è persa nei decenni successivi. Si è persa, ad esempio, quando, nella sottoscrizione dei trattati istitutivi dell'Unione Europea, altri Paesi hanno inserito esplicitamente le proprie isole per esentarle dall'applicazione delle normative sugli aiuti di Stato. Questo è il caso delle Canarie, delle Azzorre, di altre realtà territoriali esentate dall'applicazione di una serie di norme, regolamenti, direttive comunitarie, che hanno, nel tempo, indebolito la nostra struttura produttiva. La continuità nei trasporti – ha detto ancora il presidente Solinas – è un problema di coesione territoriale. È un problema che interroga l'Unione Europea, lo Stato Italiano. Le nostre autostrade sono, per le merci, le stive delle navi, e sono per i passeggeri, soprattutto gli aerei. Sono un'infrastruttura immateriale che si chiama linea aerea o marittima. Non esiste un'autostrada che abbia una tariffa differenziata tra chi sale e chi scende. Ecco perchè insistiamo sul fatto che la Sardegna abbia diritto non solo a linee aeree adeguate, in termini di frequenza e di aeromobili, ma anche ad una tariffa unica che consenta a noi di andare verso il resto del mondo, ma anche al resto del mondo di venire verso di noi. Tutte le volte che si differenzia questa tariffa in maniera eccessiva, si sta creando una disparità di trattamento, e si toglie un'opportunità di sviluppo al sistema produttivo dell'isola. Sui trasporti, sulla continuità territoriale, non può essere lasciato tutto al libero mercato, come vorrebbe l'Unione Europea”.
“E allora – ha aggiunto il Presidente – quella per un presidio pubblico, una serie di linee di rotte e di frequenze garantite con una convenzione, con l'utilizzo degli oneri di servizio pubblico o con una compagnia esattamente come accade in Corsica o in tante altre parti del mondo, credo sia una battaglia che si può fare anche insieme. Nell'ultima Finanziaria è prevista una somma che ci consentirà di avere lo studio di un piano industriale serio, che potrebbe portarci non solo a governare la nostra continuità territoriale, ed essere finalmente noi quelli che scelgono le frequenze, le rotte, gli aeromobili, ma anche a recuperare quel patrimonio di competenze e di capacità che nella lunga storia di Alisarda e poi Air Italy si sono consolidate”.


ENERGIA BASE PER LO SVILUPPO
“Siamo passati da alcuni punti fermi ed accettati quali la metanizzazione con la realizzazione di una dorsale che desse sicurezza al mondo produttivo, ad una serie di virate e cambi di rotta generati dal contrasto tra aziende dello Stato, tra Snam ed Enel che avevano visioni diverse dello sviluppo energetico dell'isola. Ecco che oggi, con la guerra alle porte di casa, ha detto ancora il Presidente, qualcuno si rende conto che nel tempo questo paese ha rinunciato anche alla propria autonomia energetica, e si riparla di carbone e di una serie di progetti accantonati con una leggerezza spaventosa”.
“Su tutti questi temi – ha detto il Presidente Solinas – credo che il sindacato e la politica regionale possano e debbano in questo particolare momento storico sedersi attorno ad un tavolo, per indicare una via che metta al centro gli interessi di quest'isola sia sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico che sotto altri temi di importanza vitale. E’ mia intenzione chiedere al Presidente Draghi, prima che dalla Sardegna emerga una posizione condivisa, di non emanare alcun decreto che imponga e faccia calare dall'alto le scelte sull’ energia in Sardegna. Coinvolgerò – ha concluso il Presidente Solinas – tutte le forze sindacali e le Università, per cercare insieme una nuova via e la soluzione ad una visione mortificante e penalizzante per la nostra terra”.


Intervista al Presidente della Regione Christian Solinas