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Bosa, la Regione accelera le procedure per l’intervento di arginatura del fiume Temo

Entro fine anno verrà bandita la gara d’appalto per i lavori di arginatura che cominceranno presumibilmente entro il 2023. È stato già approvato il progetto definitivo ed è in fase di approvazione quello esecutivo a seguito della quale si procederà all'espletamento delle procedure di appalto.
Bosa, fiume Temo
Cagliari, 23 luglio 2022 – La Regione si appresta ad avviare la fase conclusiva delle procedure propedeutica all’avvio dell’intervento di messa in sicurezza del Temo, nel Comune di Bosa, per un investimento complessivo di dieci milioni e cinquecentomila euro. Entro fine anno verrà bandita la gara d’appalto per i lavori di arginatura che cominceranno presumibilmente entro il 2023. È stato già approvato il progetto definitivo ed è in fase di approvazione quello esecutivo a seguito della quale si procederà all'espletamento delle procedure di appalto.

“Si tratta di un importante intervento di mitigazione del rischio connesso al dissesto idrogeologico – spiega l’Assessore dei Lavori Pubblici, Aldo Salaris – Realizzando nuovi argini sulla sponda destra del Temo nel tratto compreso fra il rio Su Seggiu e la zona Santu Lò, elementi di contenimento delle piene del fiume, andiamo a incidere sulla vulnerabilità e quindi a ridurre il rischio di eventuali danni in caso di fenomeni meteorologici avversi nell'area del centro urbano del Comune di Bosa. Si tratta infatti - prosegue l’esponente della Giunta Solinas - di una misura strutturale finalizzata a ridurre significativamente il rischio di inondazioni”. Il completamento delle procedure a cui sta lavorando l'Ufficio di supporto al Commissario di Governo per il Contrasto al Dissesto Idrogeologico che fa capo all’Assessorato dei lavori Pubblici.

"Grande attenzione verrà posta al contesto urbano e ambientale, di particolare pregio, nel quale si inseriscono gli interventi, che - ricorda l'Assessore - rappresenta una unicità nel panorama regionale. Per tale motivo gli interventi verranno realizzati attraverso l'utilizzo di materiali naturali già in uso nelle difese spondali esistenti e con tecniche di ingegneria naturalistica", ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.