Vai al contenuto della pagina

Logo Regione Sardegna


Formazione professionale: "Non un solo lavoratore della legge 42 resterà a terra"

19.10.06 - comunicati stampa - anno 2006
"All'interno di un rapporto di leale collaborazione, non un solo lavoratore della legge 42 resterà a terra. Sono a disposizione per trovare un modo giusto per accompagnare tutti verso la soluzione definitiva dei casi individuali". Il Presidente della Regione Renato Soru ha dato rassicurazioni sull'impegno della Regione ad affrontare la fase transitoria dei lavoratori della formazione professionale della legge 42, "dei quali non siamo responsabili, ma dei quali ci vogliamo occupare alla stregua dei lavoratori della Legler, di Montefibre, della Palmas Cave. Non siamo responsabili perché gli enti di formazione avrebbero dovuto attingere da questo elenco di 700 formatori nel corso degli anni dal 1989 a oggi, e non l'hanno fatto. Noi abbiamo trovato la soluzione, ci sono 250 di loro che hanno chiesto l'esodo incentivato, nonostante qualcuno di voi non ci credesse - ha detto Soru ai sindacati - e bisogna fare di tutto perché l'Inps acceleri la pratica, e poi abbiamo fatto di tutto perché gli altri vengano avviati verso gli enti locali".

E' la parte finale dell'intervento del Presidente della Regione, dedicato però a rivendicare "con orgoglio" la politica della sua giunta e della maggioranza di centrosinistra verso la formazione professionale e l'istruzione.

"Abbiamo subito uno sciopero per quello che adesso si vuole fare in Italia, e sono orgoglioso insieme alla giunta di avere anticipato una politica che adesso il centrosinistra e il governo vogliono perseguire. Che vuol dire più scuola pubblica e meno formazione professionale privata, più insegnanti pubblici e di ruolo e meno docenti precari, a volte strumentalizzati dagli enti, merce di scambio o strumento di pressione degli enti sulla Regione. Era un sistema assolutamente da cambiare. Gli enti di formazione hanno avuto un ruolo in parte anche positivo, ma quel mondo non rispondeva più né alle esigenze dei giovani né a quelle della società e della nostra impresa", ha detto Soru. Che ha continuato: "Le risorse che la Regione sta destinando alla formazione, non sono diminuite. Erano 185 milioni di euro nel 2003, 156 milioni nel 2004, 152 nel 2005 3 sono 123 nel 2006, alla data di oggi. Non sono risorse inferiori, la differenza è che non facciamo più l'obbligo formativo, che è un dovere dello Stato. E che ora gli enti devono partecipare ai bandi, li devono vincere, devono rispettarne le clausole. E che i nodi vengono al pettine abbastanza presto, perché stiamo afcendo i controlli". "Capisco il disagio di chi viene licenziato e resta senza lavoro - ha detto ancora il Presidente della Regione - ma i problemi reali e il disagio vengono particolarmente acuiti, stressati, sottolineati più del necessario per difendere gli enti. Magari il loro desiderio di non avere controlli, magari perché temono di dovere restituire soldi che la Regione ha anticipato loro".

Alla riunione, al quarto piano del palazzo della Regione, sono presenti oltre a Soru, l'assessore al Lavoro Maddalena Salerno, una decina di sindaci fra i quali quello di Carbonia Tore Cherchi, e di Tempio Antonello Pintus, il presidente della provincia del Sulcis, e una ampia rappresentanza sindacale.