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Capo Teulada dal satellite

Dalle carte del Piano Paesaggistico le immagini del disastro ambientale provocato dalle esercitazioni militari.
Capo Teulada
CAGLIARI, 2 MARZO 2006 - Le immagini satellitari e i rilevamenti delle orto-carte fotografiche, che in questi mesi l'Ufficio del Piano ha diffuso in tutta la Sardegna nel corso delle conferenze di copianficazione del nuovo schema di piano proposto dalla Giunta Regionale, hanno messo in evidenza i devastanti disastri ambientali che la presenza delle basi militari hanno creato sui delicati eco sistemi isolani
Le fotografie ad alta definizione dal satellite, del poligono di capo Teulada (nel Sulcis), parlano da sole: i campi dunali, quelli delle splendide sabbie bianche, la macchia bassa e l’enorme quantità di territorio per oltre venti chilometri, sono stati violentati dai cingoli dei carri armati e dalle bombe nel corso delle esercitazioni in cinquanta anni di attività militare: una ferita mortale su quella porzione di costa che non ha conosciuto il cemento e il mattone.
Si possono citare e portare a riferimento anche tante altre zone suggestive e note dell'isola per dimostrare come la presenza eccessiva delle servitù militari, abbia inciso profondamente dal punto di vista ambientale sul territorio dell'isola.
Il binomio mattone-militare è stato preso d'esempio più volte in questi mesi nel corso delle conferenze della copianificazione del Piano Paesaggistico Regionale.
Tecnici, ambientalisti, studiosi, hanno messo in evidenza i danni subiti dall'ambiente dalla eccessiva urbanizzazione lungo le coste e dalle esercitazioni militari. Le carte hanno confermato questo scempio, anche se la maggior parte dei guasti, sul fronte servitù, non sono certo visibili, almeno per ora.
I fondali marini e le zone costiere di Teulada, di Capo Frasca, dell'Ogliastra, della Maddalena, hanno anch'essi subito danni profondi. Forse la situazione non è compromessa totalmente ma ci vorranno anni e tante risorse per bonificare quei siti inquinati.
Quando l'occhio della macchina fotografica si sposta sulle coste più compromesse dal cemento e dalla speculazione edilizia, Santa Teresa di Gallura, Villasimius, Torre delle Stelle, per citarne solo alcune, ci si rende conto che anche quei territori hanno subito una aggressione urbanistica che ne ha compromesso la propria tipicità e la bellezza paesaggistica.
"Il comune di Teulada su questo fronte credo debba intervenire dopo che la Regione si è fatta carico con lo Stato di indennizzare e di ripristinare quel territorio, per una questione di parità di diritti sulla propria sovranità territoriale e questo è dimostrato dall’intensità con la quale la Regione sta chiedendo con rapidità la dismissione di questi siti – ha dichiarato l'Assessore regionale all'Urbanistica Gian Valerio Sanna - si è aperta una discussione che riguardava La Maddalena, ma ritengo sia assimilabile; in sede di conferenza delle Regioni, speriamo favorevolmente con il nuovo governo, che i fondi ministeriali per il ripristino ambientale, fino ad oggi utilizzati in maniera maldestra, per aree che non hanno di fatto l'emergenza che hanno altre, possano essere destinati alla bonifica e al ripristino delle aree soggiogate ai vincoli e alle esercitazioni militari, perchè anch'esse rientrano – a nostro giudizio - in quelli obiettivi che si propone la stessa legge nazionale che finanzia queste opere di bonifica e riconversione".