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La Sardegna e il ciclismo

Per prima nacque la Sassari-Cagliari nel 1948, poi il Giro di Sardegna dieci anni dopo: quando il grande ciclismo in Sardegna era di casa.
Ciclismo Bicicletta
Il grande ciclismo, quello dei professionisti, approdò in Sardegna nel 1948, con la Sassari-Cagliari, che in breve si affermò come una delle gare in linea meglio frequentate e più riuscite. La prima edizione fu vinta da Adolfo Leoni, grande velocista e studente di ingegneria (sposò il soprano Maria Luisa Cioni); l'ultima, nel 1992, dal belga Fons De Wolf. Nel mezzo hanno impreziosito l'albo d'oro campioni del calibro di Fiorenzo Magni, Hugo Koblet, Fred De Bruyne, Miguel Poblet, Rik Van Looy, Franco Bitossi, Vittorio Adorni, Willy Altig, Patrick Sercu, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck.
Dieci anni più tardi, nel 1958, sull'onda del successo della gara in linea, ormai pienamente affermata, nacque il Giro di Sardegna. Il merito va attribuito a Franco Pretti (sardo, nato a Cagliari nel 1903, praticante di sport, nell'atletica, aveva partecipato alla gara di marcia nell'Olimpiade di Los Angeles 1932) e alla sensibilità di Antonio Segni, il quale, nella sua veste di uomo politico impegnato, dispose ogni possibile contributo e il suo personale appoggio morale al Giro di Sardegna, la corsa che nasceva nel nome della sua terra. L'impegno di Pretti fu volto essenzialmente ad assicurarsi l'adesione delle maggiori squadre straniere e dei loro campioni più rappresentativi. Invitava queste squadre a rifinire la preparazione in Sardegna e anche i giornalisti, al fine di garantirsi un adeguato ritorno di immagine. Ritorno che non mancò. Al punto che Pretti va considerato, oltre che come un ottimo organizzatore sportivo, un appassionato propagandista della sua terra.
Per lanciare il Giro di Sardegna, Pretti puntò soprattutto su Rik Van Looy, il quale rimase affascinato dall'isola e dal suo clima, ben più mite rispetto alle rigide temperature belghe. Van Looy raggiungeva per tempo l'isola e, insieme alla sua "garde rouge" – nella quale eccellevano Sorgeloos e Desmet – la prima organizzazione degli attuali "treni" dei velocisti, si sottoponeva ad allenamenti che poi gli consentivano di emergere in gara. Merito di Pretti fu anche quello di incoraggiare e di aiutare i giovani sardi appassionati di ciclismo. Costituì, al proposito, la Audax, una società con sede a Cagliari, per la quale tesserò i ciclisti sardi più forti del momento: Ignazio Aru, Natale Pau, Francesco Musa e Giovanni Garau.

L'albo d'oro del Giro di Sardegna è ricco di corridori di primissimo piano: Van Looy (che in Sardegna vinse per tre volte: nel 1959, 1962 e 1965), Pambianco (1963), Adorni (1964), Anquetil (1969), Merckx (vincitore di quattro edizioni: 1968, 1971, 1973 e 1975), Basso (1972), De Vlaeminck(1976), Maertens ((1977), Knudsen (1978) e Braun (1980). Beppe Saronni vinse l'edizione del 1982, anno nel quale avrebbe poi vinto anche il campionato del mondo, il cui traguardo era posto dinanzi all'ingresso dell'ippodromo di Goodwood; e infine nell'edizione del 1983 Gregor Braun bissò il successo di tre anni prima. Tra le vittorie di tappa si possono ricordare i successi di De Filippis a Sassari, Bahamontes a Nuoro, Dancelli a Capo Falcone e Moser in una combattuta Olbia-Nuoro.
Altre due edizioni del Giro di Sardegna si sono effettuate, per iniziativa di Gino Mameli, nel 1996 e 1997, vincitori Gabriele Colombo (che si era appena imposto nella Milano-Sanremo) e Roberto Petito (davanti a Claudio Chiappucci). Da allora non si è più disputato. Nel giugno del 1992, Olbia è stata sede del campionato italiano professionisti su strada, vinto dal toscano Marco Giovannetti (primo alla Vuelta nel '90) su Faresin e Fondriest.
Dal '48, anno della prima edizione della Sassari-Cagliari, fino ai primi anni '80, il ciclismo arrivava in Sardegna con regolarità, almeno una volta all'anno, quando la primavera era alle porte: un periodo ottimo per capire se il lavoro svolto in inverno era stato fatto bene e per preparare la classica d'inizio stagione, la Milano-Sanremo. Per questa ragione, i più grandi campioni del ciclismo erano quasi sempre presenti agli appuntamenti sardi, per scaldare i muscoli e testare le proprie condizioni e ambizioni: si diceva che vincere nell'isola fosse di buon auspicio per tutto l'anno. Poi pian piano la Sardegna è stata sempre meno presente come meta dei grandi circuiti ciclistici. A metà degli anni novanta la Carrera Tassoni di Claudio Chiappucci e di Marco Pantani aveva l'abitudine di andare in ritiro ad Alghero, sotto la guida del team manager Davide Boifava, mostrando una certa predilezione per i tracciati e il clima isolani. Nello stesso periodo anche il Team Polti di Gianluigi Stanga, che fra i suoi corridori aveva Gianni Bugno, svolgeva un periodo di preparazione nella zona di Arborea.

Tra i ciclisti sardi di tutti i tempi entrati nel circuito professionistico si possono citare questi nomi: Ignazio Aru, Giuseppe Bratzu, Maurizio Carta, Giacomo Fois, Giovanni Garau, Alberto Loddo (in attività) Antonio Manca, Emiliano Murtas, Francesco Musa, Natale Pau e Giuseppe Picciau, ai quali si aggiungono Luciano Pau e Giuseppe Solla che hanno partecipato ad alcune gare professionistiche, nel 1999, senza avere poi firmato alcun contratto professionistico.
Mentre quelli che hanno partecipato al Giro d'Italia sono: Domenico Uccheddu (come indipendente, nelle edizioni del 1930 e 1931), Giovanni Garau (edizioni del 1961 e 1963) e Giuseppe Bratzu (1969). Attualmente in attività c'è Alberto Loddo, professionista dal 2002 e in corsa al Giro 2007 con la Selle Italia, che vanta già più di un'esperienza al Giro d'Italia. (l.p.)