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Viaggio nel distretto del sughero, in Gallura.

Un'ipotesi per la Stazione Sperimentale di Tempio, nell'incontro con gli industriali. E sullo sfondo, la grande questione della forestazione
L’assessore dell’Industria Concetta Rau ha trascorso lunedì 10 gennaio 2005 l’intera giornata in visita al distretto del sughero, in Gallura: la mattina nella Stazione Sperimentale di Tempio, il pomeriggio in un giro fra gli stabilimenti privati, soprattutto a Calangianus.

Centotrenta aziende, 35 delle quali di livello industriale, 1400 addetti diretti e altri 1200 nell’indotto, con un fatturato di 250 milioni di euro nel 2002: sono le cifre dell’attività di trasformazione industriale del sughero, la fase finale di un comparto che nella produzione forestale coinvolge molte parti del territorio regionale, dalla Gallura al centro Sardegna sino al Sulcis, e che nelle attività di trasformazione investe soprattutto nell’area gallurese anche un tessuto di aziende artigiane.

L’Assessore visitava per la prima volta la Stazione Sperimentale del Sughero. Concetta Rau ha incontrato i dirigenti dell’ente regionale, ha fatto un sopralluogo nei laboratori di ricerca, ha chiesto della situazione economico-finanziaria e amministrativa di questi uffici regionali decentrati aperti 45 anni fa con lo scopo di sostenere l’impresa privata e allora in parte anche pubblica nella trasformazione industriale del sughero. “Siamo in un mondo completamente diverso rispetto ad allora” ha detto l’Assessore, chiedendosi e chiedendo agli interlocutori, nel corso dei numerosi incontri anche con gli imprenditori privati nel pomeriggio, della funzione attuale della Stazione Sperimentale, di fronte all’evoluzione dei mercati, di fronte all’affermazione di produzioni alternative al tappo da sughero, e di fronte alla necessità di dare maggiore qualità e magari qualità certificata al prodotto di origine sarda.
Cambia anche la politica regionale, è cambiato il quadro politico, e governa la Regione oggi una coalizione che ha collocato l’ambiente e le produzioni legate alla qualità ambientale della Sardegna, al centro del programma, fra i pilastri della politica di sviluppo dell’Isola, di salvaguardia del suo paesaggio, nel caso delle essenze autoctone come la quercia da sughero, persino di identità e di ripristino del patrimonio perduto nel corso dei decenni scorsi.

“Volevamo renderci conto di quanto la Stazione Sperimentale sia utile a questa politica, ai programmi che ci siamo dati, o come altrimenti si deve riposizionare, quali attività sviluppare” dice Concetta Rau al ritorno dalla visita in Gallura. L’Assessore ha ascoltato dagli industriali la serie di questioni poste da anni all’amministrazione regionale. “Ad alcune non posso dare risposte, come il sostegno diretto che l’Unione Europea non permetterebbe più. A molte altre sì, mi sono impegnata a seguire le cose”.

L’associazione degli industriali ha messo anche per iscritto i problemi che sarebbero da affrontare: la frammentazione del settore in troppe aziende di piccola dimensione; la mancanza di propensione verso le aziende consortili; la scarsa assistenza pubblica nelle attività di ricerca e sviluppo; l’assenza di interventi pubblici per il recupero delle foreste bruciate o abbandonate e per lo sviluppo della forestazione da sughera; la concorrenza con produttori portoghesi, detentori delle quote più rilevanti di materia prima; la forte concorrenza con i produttori di tappi alternativi (a base chimica);
la contrazione derivata dalle problematiche dell’industria del vino (costi eccessivi delle bottiglie); la progressiva concorrenza dei Paesi del nord Africa; la sottocapitolazione delle piccole imprese; la scarsa pubblicità del comparto e l’assenza di marchi di qualità; il rispetto dei parametri HCCP dal 2006; la scarsa propensione alle attività di diversificazione produttiva.

Sono state avanzate anche proposte sulla strumentazione, i fondi dai quali si potrebbe attingere risorse per le attività di forestazione e per quelle di trasformazione del sughero. E poi ipotesi di sostegno alla promozione e alla creazione di marchi di qualità, la diversificazione produttiva. La Stazione Sperimentale del Sughero sempre sullo sfondo, come uno strumento sul quale il giudizio è diversificato fra imprenditori privati, ma comunque abbastanza imprescindibile in questa fase. “Mi sembra che tutti rivendichino una messa a punto, un adeguamento della funzione della Stazione” dice Concetta Rau. “Credo che dobbiamo pensare a questo soggetto mentre pensiamo alla riforma complessiva degli enti strumentali della Regione, e poi mi sono sentita ripetere da tutti che servirebbe un ente che ha la percezione esatta di come si evolvono le cose nel mondo produttivo, che segue il rapporto fra la produzione sugheriera e le esigenze della produzione agro-alimentare, che continua a fare ricerca e sperimentazione stando ben dentro a queste dinamiche. Per fare bene questo _ continua l’Assessore – sarà il caso di coinvolgere più fortemente i privati nella vicenda della Stazione Sperimentale, erogare servizi di alta qualità che bisognerà anche far pagare”.

Sono ipotesi di lavoro, dicono negli uffici dell’Assessorato. Investono competenze diverse anche nell’amministrazione regionale. Il tema della forestazione da solo ha una dimensione e un valore grandissimi.
La visita dell’assessore dell’Industria, che era accompagnata dal suo staff e dai dirigenti di viale Trento, si è conclusa in un’azienda privata d’avanguardia nella trasformazione industriale, la Plastwood dei fratelli Tusacciu.